VARIE 18/1/2017, 18 gennaio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - UNA GIORNATA DI SCOSSE CORRIERE.IT Il Centro Italia è tornato a tremare con forza a cinque mesi dal sisma che ha distrutto Amatrice e Accumoli
APPUNTI PER GAZZETTA - UNA GIORNATA DI SCOSSE CORRIERE.IT Il Centro Italia è tornato a tremare con forza a cinque mesi dal sisma che ha distrutto Amatrice e Accumoli. Per tre volte in meno di un’ora questa mattina. Un altro forte terremoto di magnitudo 5.1 è stato avvertito poco dopo le 14.30. 10.25 - L’epicentro della prima scossa è stato registrato dall’Ingv - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - a Montereale, in provincia dell’Aquila, a una profondità di 9,2 km. La magnitudo, indicata in un primo tempo come di 5.3, è stata ricalcolata in 5.1. Siamo vicino ad Amatrice, distrutta dal terremoto del 24 agosto scorso. Nel sisma in Centro Italia di cinque mesi fa hanno perso la vita 299 persone. 11.14 - La seconda scossa, di magnitudo 5.5 e a una profondità di 9.1 km, ha avuto come epicentro Capitignano, sempre nell’Aquilano. 11.25 - La terza scossa è stata registrata a Pizzoli (L’Aquila) a 8.9 km di profondità. Questa volta la magnitudo era di 5.3. Dopo cinque ore, alle 14.33, la terra ha tremato ancora con forza: magnitudo 5.1, 10 km di profondità IL GRAFICO L’ITALIA E IL RISCHIO TERREMOTI Alle 10.30 ha tremato anche Rieti (magnitudo 3.2) dove gli studenti di diverse scuole sono stati fatti uscire precauzionalmente. A Roma, dove le scosse sono state sentite con forte intensità, alcuni alunni sono stati riuniti nei cortili. Evacuati musei e metro. Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli, si sono verificati alcuni crolli, come anche a Cittareale e Crisciano. Al Amatrice, conferma l’Esercito, il campanile di Sant’Agostino è definitivamente crollato. «Al momento non ci risultano persone sotto le macerie - fa sapere il prefetto Bruno Frattasi, comandante dei Vigili del fuoco - Ma stiamo verificando con unità cinofile ed elicotteri subito partiti in volo dopo la scossa». Le operazioni di controllo sono rese difficili dalla presenza della molta neve. La protezione civile delle Marche ha diramato un allarme valanghe. «L’emergenza non è il terremoto, né i danni in zona rossa bensì la neve - ha specificato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi - Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Ci sono frazioni isolate con due metri di neve». A Colle di Arquata (Ascoli Piceno) ore di ansia per 15 allevatori dispersi e poi ritrovati. La chiesa di San’Agostino ad Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 e dopo quello del 18 gennaio 2017 (Ansa) La chiesa di San’Agostino ad Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 e dopo quello del 18 gennaio 2017 (Ansa) «Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare - racconta all’Ansa Serena Testa che vive a Marruci, frazione di Pizzoli ed epicentro della terza scossa - Le automobili non possono muoversi per via della neve. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale». shadow carousel Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume PrevNext Il sisma di questa mattina è stato generato dallo stesso sistema di faglie che si è attivato il 24 agosto. È quanto emerge dalle analisi degli esperti al lavoro nella sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia. «È lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso», ha detto all’Ansa la sismologa Paola Montone. «Siamo di fronte a un’area attivata totale molto grande, lunga 50 chilometri - aggiunge il sismologo Antonio Piersanti -. Di sicuro si tratta di un fenomeno sismico complesso e articolato: dopo la scossa di magnitudo 6.5 del 30 ottobre era statisticamente prevedibile che ci fossero altre scosse di magnitudo superiore a 5». Sono in corso verifiche tecniche sulle strutture dell’autostrada A24, temporaneamente chiusa a tutto il traffico tra Valle del Salto e Teramo est. CORRIERE.IT A ROMA Tre intense e lunghe scosse di terremoto con magnitudo superiore al 5 avvertite distintamente nella Capitale: evacuati, in maniera precauzionale, alcuni musei e sospese le visite al Quirinale. Alunni fuori dalle scuole in tutta la città: una parte degli istituti, come il liceo Righi di via Campania, il Falcone-Borsellino e altri ai Castelli, hanno contattando i genitori per far tornare i ragazzi a casa. Sgomberate le aule dell’università di Tor Vergata e della Sapienza. Ferme le metro, aperta la Ztl Ferme per due ore le linee A e B della metropolitana per le verifiche tecniche su tutta la linea: all’ora di pranzo il servizio sta lentamente tornando regolare. Sospesi anche i treni della linea Roma-Viterbo. Il Campidoglio ha aperto la Ztl in centro storico per agevolare il traffico. Il numero unico per le emergenze è stato sommerso da chiamate di cittadini spaventati, i vigili del fuoco sono già al lavoro per verificare le situazioni più critiche: un intervento al minuto dalla prima scossa delle 10.25. Al vaglio anche la chiusura di alcune strade, anche importanti come la Tangenziale, per effettuare le verifiche sulla stabilità di viadotti e sottopassi. Persone in strada e black out Evacuati anche gli uffici, dalla centralissima piazza del Collegio Romano all’Eur. Sgomberato il Csm, anche i dipendenti comunali sono scesi in piazza del Campidoglio per la paura. La gente è scesa in strada un po’ dappertutto, da Roma a Rieti, da Frosinone alla Tuscia. Immediati sono scattati i controlli sui monumenti della Capitale per verificare eventuali crolli. Black out si segnalano in diverse zone con internet fuori uso e, in qualche caso, anche l’assenza di segnale telefonico per l’intenso traffico. Le scosse La terra in Centro Italia ha tremato con insistenza nella mattina di mercoledì. La prima forte scossa alle 10.25, magnitudo 5.3 con epicentro tra Lazio e Abruzzo, a nove chilometri di profondità sulla dorsale appenninica. Cinque minuti dopo alle 10.30 un’altra scossa di magnitudo 3.2 con epicentro in provincia di Rieti. E alle 11.20 circa, la più forte e prolungata che è stata di magnitudo 5.7. Un’altra scossa 5.3 in provincia dell’Aquila, seguita da un’altra di 5.1 , alle 14.35, sempre nell’Aquilano nella zona di Campotosto. Le scosse più forti - se ne registrano altre più lievi di assestamento , tra cui una 4.3 nel Reatino - sono state percepite con forza a Roma. Colpite soprattutto le aree già interessate dal sisma dello scorso 24 agosto: si segnalano alcuni crolli ad Amatrice e Accumoli. shadow carousel Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social Terremoto, tre forti scosse percepite anche a Roma: le reazioni sui social PrevNext Crolli di Amatrice: «Persone isolate» Tra l’altro ad Amatrice sono crollati un cornicione della Scuola Alberghiera che ha ceduto in seguito alla prima scossa e il campanile di Sant’Agostino diventato triste simbolo del sisma. I vigili del fuoco stanno compiendo ulteriori controlli sia ad Amatrice sia ad Accumoli, rese complesse dalla presenza di molta neve. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, spiega che «ci sono persone isolate che non possono uscire da casa per la neve». Tutte le stazioni dell’A24 Roma-L’Aquila sono state chiuse per verificare la presenza di eventuali danni causati dalla scossa di terremoto appena verificata. Neve e soccorsi difficili «Ci sono diverse segnalazioni ma nessuna richiesta di soccorso - dice il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio dalla zona di Amatrice - ma abbiamo cominciato a fare tutte le verifiche. La situazione è complicata sia per le continue scosse (45 mila da agosto) e la difficoltà della ricostruzione, anche perché sulla zona sta nevicando da giorni». CORRIERE.IT La neve prima, le scosse di terremoto poi. E la gente dei comuni interessati dal maltempo e dallo sciame sismico della mattinata del 18 gennaio resta bloccata per le strade o nei campi tendati. L’sos di chi vive nelle zone colpite dal terremoto «Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Le automobili non possono muoversi per via della neve. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale» racconta Serena, che vive a Marruci, frazione di Pizzoli in provincia dell’Aquila vicinissima alla zona dell’epicentro delle scosse. Paura per i familiari e paura per se stessi. Negli ultimi giorni già la neve aveva messo in gravi difficoltà le popolazioni del centro Italia colpiti dal terremoto il 24 agosto e poi il 31 ottobre scorso: strade impraticabili, tensostrutture messe a rischio dal peso della neve, difficoltà per blackout di energia elettrica. shadow carousel Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume Maltempo, neve in Abruzzo. A Pescara esonda il fiume PrevNext Dalla frazione di Collegentilesco: «Qui serve l’esercito» E le difficoltà delle persone che vivono nelle aree attorno ad Amatrice sono testimoniate anche da numerose foto che circolano sui social network. «A questo punto, ci vuole l’esercito per uscire da qui» scrive Gabriele che, dalla sua roulotte in località Collegentilesco, una frazione di Amatrice, posta immagini di un paesaggio siberiano: «Qui siamo a 1.030m di altezza. C’è oltre un metro e mezzo di neve. Da quando ci sono state le scosse di terremoto questa mattina siamo senza luce e senza riscaldamento» racconta a Corriere.it. La neve arriva a lambire i finestrini del caravan che fotografa: «Siamo in 19 tra cui una donna di 90 anni e una bambini di 8 anni: le nostre case sono inagibili, abbiamo comprato delle roulotte e viviamo qui. Ma con le nuove scosse, la situazione è di emergenza vera: abbiamo tentato di muoverci bordo di jeep, ma ci sono stati dei crolli e le strade sono bloccate. Gli ultimi spazzaneve, poi, sono passati alle 23 di ieri sera (martedì, n.d.r.) pio non si è visto più nessuno». «Niente spazzaneve e linee telefoniche in tilt» «Ad Arischia siamo sepolti sotto un metro e mezzo di neve» scrive Carla su Facebook, «Le strade sono tutte bloccate dalla neve, gli spazzaneve non passano e le linee telefoniche sono in tilt. Siamo totalmente isolati». Foto dai container circondati solo da bianco neve si ripetono senza fine in Rete: «È stata brutta. Noi stiamo bene ma la gente qua è stremata» testimonia Simone dal campo della Caritas di Amatrice Santa Giusta. shadow carousel Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve Terremoto, crolli ad Amatrice sotto la neve PrevNext Mattarella: «Determinati a stare loro vicini» Preoccupazione e rammarico ha espresso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, da Atene, segue la situazione e sottolinea: «Ogni scossa aggrava le condizioni dei nostri concittadini ma aumenta anche la determinazione a star loro vicini e ad aiutarli». Mattarella ha poi insistito sulla necessità di un’opera di assistenza e di avvio della ricostruzione che deve essere puntuale e immediata. Decine di persone isolate Secondo le informazioni raccolte dalla Croce Rossa Italiana, che attraverso la Sala Operativa Nazionale ha attivato tutti i suoi centri per fronteggiare l’emergenza neve in Centro Italia, risultano isolati 7 nuclei familiari nella frazione di Collecreta, a causa delle abbondanti nevicate e delle scosse. Stessa situazione nella zona di Bagnolo e San Martino, dove la neve ha raggiunto il metro e mezzo di altezza. A Cossara sono 15 le persone isolate. REPUBBLICA.IT Tre forti scosse di terremoto in un’ora, tutte sopra la magnitudo 5, tutte nel centr’Italia, tra L’Aquila e Rieti, ancora vicino ad Amatrice. Luoghi che in questi giorni sono già in piena emergenza neve. La prima scossa è stata avvertita intorno alle 10.25 tra il Lazio, l’Abruzzo e le Marche ed è stata avvertita anche a Roma a Firenze a Napoli e in Emilia. La magnitudo è stata di 5,3, secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ed è avvenuto tra L’Aquila e Rieti a una profondità di 10 km. Dopo la prima scossa forte, ce ne sono state altre quattro di poco successive con magnitudo più alta del 3,2, poi, alle 11,14, la seconda forte botta, con magnitudo intorno a 5,5. Terremoto, tre forti scosse in un’ora nel Centr’Italia in ginocchio per l’emergenza neve Condividi Ma la paura non è finita. Pochi minuti dopo, intorno alle 11,25, un nuovo tremore prolungato, sempre con epicentro vicino allo stesso punto, con i centralini del pronto intervento che a quel punto ricevevano migliaia di telefonate. Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli già sepolti dalla neve sono stati segnalati alcuni crolli. Ad Amatrice è venuto giù quel poco che restava del campanile della chiesa di Sant’Agostino, ha ceduto un cornicione della Scuola Alberghiera. Ma è difficilissimo fare una stima dei danni e di eventuali feriti perchè i collegamenti viari con i luoghi più vicini all’epicentro sono quasi impossibili. Subito dopo la prima forte scossa un elicottero è decollato da Pescara e ora è in volo nella zona. Al momento non risultano feriti o vittime ma mancano all’appello tre dei 15 allevatori di Arquata del Tronto per i quali stamani il sindaco Aleandro Petrucci aveva lanciato l’allarme. Si erano recati vicino al paese per dare da mangiare al bestiame. E Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, "la seconda scossa è stata molto violenta ma non ci risultano danni a persone. Ma c’è una situazione drammatica, da settanta anni non nevicava così forte. Dei campanili adesso non mi importa niente, si rifaranno. Spero che arrivino presto le turbine, ci sono persone isolate che non possono uscire da casa". Isolato il comune di Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno: bloccato sotto la neve e con i gruppi elettrogeni fuori uso. Momenti chiave 18 Gen 12:58 Terza scossa alle 11,25 di magnitudo oltre 5,3 vicino L’Aquila 18 Gen 12:54 Seconda forte scossa alle 11,14 di magnitudo 5,5 18 Gen 12:50 Scossa alle 10,25 di 5,3, epicentro vicino ad Amatrice In Diretta 14:43 - 18 Gen Avatar Amatrice, donna incinta soccorsa da Esercito in una frazione isolata dalla neve Una donna incinta è stata soccorsa poco fa dal Genio dell’Esercito a Nommisci, una delle frazioni di Amatrice colpite dal sisma e attualmente isolata dalla neve. La donna sta bene e ora si trova sotto osservazione presso le strutture sanitarie provvisorie allestite ad Amatrice. Nella stessa frazione l’Esercito ha raggiunto anche un’anziana che non riusciva a lasciare la sua abitazione, anch’essa isolata a causa della neve. Agnese Ananasso 14:42 - 18 Gen Avatar Forte scossa avvertita in tutto il centro Italia Una nuova forte scossa è stata avvertita in tutto il centro Italia, comprese le zone intorno ad Amatrice già colpite dalle forti scosse di questa mattina. Al momento non si segnalano crolli. Agnese Ananasso 14:41 - 18 Gen Avatar Crepe in abitazioni a Roma, verifiche pompieri Verifiche dei vigili del fuoco in abitazioni a Roma per lesioni segnalate dopo le scosse avvertite stamattina nella Capitale. Secondo quanto si è appreso, sono decine le chiamate di cittadini arrivate finora alla sala operativa dei pompieri da parte di cittadini che hanno richiesto interventi di verifica. Agnese Ananasso 14:40 - 18 Gen Avatar Nuova forte scossa alle 14,34 Agnese Ananasso 14:35 - 18 Gen Avatar +++NUOVA SCOSSA ALLE 14.34 +++ Agnese Ananasso 14:25 - 18 Gen Avatar Scuole chiuse a Rieti fino al 21 gennaio Il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, in seguito alle forti scosse di terremoto di questa mattina, ha emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole fino al 21 gennaio compreso. "Al momento non risultano danni alle strutture. Ma in via precauzionale, è stata emanata una apposita ordinanza di sospensione delle attività didattiche - si legge nella nota del Comune di Rieti - per accertare l’assenza di eventuali danni o lesioni presso gli edifici scolastici". Agnese Ananasso 14:20 - 18 Gen Avatar Verifiche su stadio Adriatico a Pescara Tutti gli impianti sportivi all’aperto, le palestre comunali e i palazzetti dello sport di cittadini sono stati chiusi dall’Amministrazione Comunale di Pescara dopo le forti scosse di terremoto di questa mattina. Lo ha detto l’assessore allo Sport del Comune di Pescara Giuliano Diodati che ha poi spiegato che "la decisione è stata presa perché bisognerà verificare la stabilità degli impianti e se ci sono problematiche di natura strutturale. Partiremo già domani con la verifica dello Stadio Adriatico che domenica dovrà ospitare la gara del campionato di serie A Pescara-Sassuolo, e poi proseguiremo con gli altri controlli e le verifiche agli altri impianti". Lo Stadio Adriatico fu già oggetto di verifiche all’indomani delle scosse di terremoto di fine agosto e dell’ottobre scorso. Il 26 ottobre ci fu una scossa di terremoto molto forte nel corso della gara Pescara-Atalanta, con molti spettatori che abbandonarono precipitosamente gli spalti. Agnese Ananasso 14:16 - 18 Gen Avatar Evacuati sportelli Equitalia di Macerata e San Benedetto del Tronto Equitalia informa che a seguito degli eventi sismici sono stati fatti evacuare in via precauzionale gli uffici marchigiani di San Benedetto del Tronto, in via della Liberazione 190, e Macerata, in via Santa Maria della Porta 1. Agnese Ananasso 14:15 - 18 Gen Avatar Marche, decine richieste alloggi provvisori Le tre scosse di magnitudo superiore a 5 registrate fra Lazio e Abruzzo ma avvertite anche nelle Marche hanno rimesso in moto a pieno ritmo la macchina dell’emergenza. L’Hub di Porto Sant’Elpidio, che ha gestito l’accoglienza di alcune centinaia di sfollati dopo i terremoti di agosto e ottobre, spiega Lorenzo Alessandrini della Protezione Civile, lavora a pieno ritmo: "Dobbiamo trovare disponibilità di alloggi per l’eventuale richiesta e stiamo organizzando l’accoglienza rastrellando posti letto. Intanto arrivano le prime richieste dalle famiglie dei comuni terremotati che chiedono di poter trascorrere la notte lungo la costa". Agnese Ananasso vedi altri Tutte le stazioni dell’A24, l’autostrada che collega Roma, L’Aquila e Teramo, sono state chiuse per verificare la presenza di eventuali danni. Lo fa sapere la società Strada dei parchi. Secondo le rilevazioni Ingv le tre scosse si sono verificate a circa 30 chilometri a sud ovest di Ascoli Piceno e 110 km a nord di Roma. LA MAPPA DELLE SCOSSE "La scossa si è sentita in modo enorme, nel momento in cui siamo alle prese con emergenza neve che da 48 ore lascia senza corrente elettrica un quarto della città. E’ una situazione molto complicata, abbiamo frazioni con un metro e mezzo di neve". Così il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, raggiunto telefonicamente da La7 e Sky Tg24, dopo il primo terremoto. "Al momento non abbiamo segnalazioni di danni, ma già questa notte avevamo assistito a una serie di crolli per la neve - ha proseguito Castelli -, temiamo che alcune strutture con la scossa abbiano subito ulteriori indebolimenti e danni. Stiamo cercando di sfondare il muro di neve, anche per il trasporto dei medicinali. La situazione richiede grande lucidità e capacità di gestire l’emergenza". Poi dopo le altre due scosse: "Lancio un Sos, emergenza mostruosa". Terremoto, il sindaco di Capitignano: "La situazione è gravissima e qui non arriva nessuno’’ Condividi Gli studenti di decine di scuole sono scesi in cortile o in strada per precauzione. Tante le segnalazioni e richieste di informazioni giunte al numero unico di emergenza 112 ma finora, secondo i vigili del fuoco, non sarebbe arrivata nessuna richiesta di soccorso. Sisma, sindaco L’Aquila: "Tanta paura ma per ora nessuna richiesta d’aiuto" Condividi Le Ferrovie dello Stato hanno deciso lo stop dei treni, per verifiche, sulle tratte ferroviarie Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona (fino alle 17) e Sulmona-Avezzano (fino alle 19). Si stanno organizzando corse per autobus sostitutivi. A L’Aquila, dipendenti di molte aziende sono usciti temporaneamente, come previsto in questi casi, per consentire primi controlli. Per la neve che sta cadendo dalla notte, molti cittadini hanno preferito invece non lasciare le loro case. Gente in strada a Teramo. Le aree colpite sono le stesse travolte dalla scossa del 24 agosto dello scorso anno, seguita poi dal successivo terremoto del 26 ottobre. Terremoto, a Roma evacuata la metropolitana Condividi Ad Acquasanta il sindaco lancia l’allarme. "Non so se le fortissime scosse di oggi hanno fatto altri danni: so che da stamani abbiamo una serie di black-out, anziani bloccati in casa dalla neve e intere frazioni isolate: Pian dell’Oro, Farno, Agore, Pozza, Pito, Venamartello. Ci servono mezzi pesanti per liberare le strade, subito" è l’appello di Sante Stangoni. Il comune è uno dei più vicini nelle Marche all’epicentro del sisma odierno, con la gran parte degli abitanti sfollati lungo la costa già dopo il terremoto del 24 agosto scorso. In montagna però sono rimasti gli allevatori: "Vivono nei container, riscaldati elettricamente, e dunque ora sono al gelo". I telefonini cellulari, "quando funzionano, sono l’unico mezzo di comunicazione". "È una situazione abbastanza complicata. Stiamo ricevendo i ritorni dal territorio, al termine delle verifiche potremo dire se abbiamo avuto situazioni particolarmente difficili o meno", ha detto a Skytg24 il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. "In quella zona sta nevicando ormai da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà a nevicare ancora per le prossime ore". "E’ lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso", ha spiegato all’Ansa la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "Ogni scossa aggrava le condizioni dei nostri concittadini ma aumenta anche la determinazione a star loro vicini e ad aiutarli". Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "E’ una giornata di nuovo complicata per il nostro paese. Rivolgo un pensiero alle popolazioni colpite da scosse di terremoto molto serie, non risultano vittime ma il susseguirsi di scosse è un fattore di allarme per le popolazioni fortemente colpite e impegna il governo. Ho sentito la protezione civile e il ministro della difesa, ci sarà il rafforzamento della presenza dell’esercito e stiamo monitorando la situazione", ha detto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa con Angela Merkel al termine dei colloqui di Berlino. ELENA DUSI ROMA - Mancava un tassello al puzzle delle scosse che stanno flagellando l’Appennino centrale. Tra L’Aquila 2009 e Amatrice 2016 c’era rimasta una zona bianca, o quasi, nella cartina che riporta i terremoti della zona. Si trattava di Campotosto, appunto. Che ieri ha colmato il suo vuoto, stupendo solo fino a un certo punto i geologi come Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che con i suoi strumenti monitora i movimenti della Terra in Italia. Cos’è successo? "Si è attivata la parte meridionale della faglia sismica che aveva causato la sequenza di Amatrice del 24 agosto 2016. E’ la cosiddetta faglia di Campotosto, che aveva registrato delle scosse dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, sempre di magnitudo leggermente superiore a 5. E che nelle settimane scorse era tornata a far registrare dei tremori. Questo piccolo sciame era in diminuzione, ma avevamo comunque avvertito il Dicomac, il centro di coordinamento della Protezione Civile, che non potevano essere esclusi nuovi terremoti in quella zona". Perché tre scosse di magnitudo superiore a 5 così ravvicinate? "Non c’è nulla di strano. Rientra fra i possibili comportamenti dei terremoti. Ora ovviamente si stanno registrando altre scosse di assestamento" E’ il cosiddetto "effetto domino", una faglia che crollando attiva quella vicina? "Sono sicuramente terremoti tutti allineati lungo una stessa linea di faglie che parte dall’Aquila e arriva verso Visso e Ussita. Ma non parlerei di effetto domino perché da Amatrice la sequenza di scosse si è spostata prima verso nord, poi è tornata a sud verso Norcia, nelle settimane scorse aveva dato degli eventi verso Montereale e Pizzoli e ora ha colpito di nuovo verso L’Aquila. Di sicuro in quella zona c’è un sistema che continua a essere perturbato. A Campotosto si è attivato un nuovo segmento. Ma dal punto di vista sismologico tutti questi sismi hanno caratteristiche simili: stessa profondità e stessa dinamica. D’altronde anche dopo la sequenza di Umbria e Marche nel ’97 ci furono terremoti di magnitudo superiore a 5 anche sei mesi dopo la scossa principale". Le scosse di oggi creeranno perturbazioni ulteriori ? "Stiamo analizzando ancora i dati. E’ troppo presto per dirlo. Per quanto basse, le probabilità di altri eventi più forti non possono essere escluse". Perché a Roma si è creato tanto allarme? Ci sono ragioni di tipo tecnico che hanno reso questa sequenza pericolosa per la capitale? "Non direi. La differenza di distanza, rispetto ad Amatrice, non è tale da giustificare aumenti di rischio particolare. E dal punto di vista sismologico non ci sono elementi che rendono queste scosse più pericolose per Roma". CORRIERE.IT PAOLO VIRTUANI Alla data del 24 dicembre, a quattro mesi esatti dal terremoto delle 0re 3,36 del 24 agosto 2016 di Accumoli, erano state registrate 40.500 scosse dalla rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Poi se ne sono aggiunte altre fino al 18 gennaio 2017 arrivando a oltre 45 mila. Ciò significa che è stata registrata una scossa in media ogni 4 minuti e mezzo. I terremoti con magnitudo superiore a 5 sono stati otto: il primo di magnitudo 6.0 delle 3,36 del 24 agosto 2016 con epicentro vicino ad Accumoli, seguito da quello di 5.4 delle ore 4,33 della stessa giornata con epicentro nella zona di Norcia, le due scosse di 5.4 delle 19,10 e di 5.9 delle 21,18 del 26 ottobre con epicentro al confine tra Umbria e Marche non lontano da Castelsantangelo sul Nera. Poi la scossa più forte di 6.5 delle 7,40 del 30 ottobre non lontano da Norcia. Infine le tre scosse del 18 gennaio 2017: 5.1 alle 10.25, 5.5 alle 11.14 e 5.3 alle 11,25 con epicentri presso Montereale e Capitignano, in provincia dell’Aquila. Questi ultimi tre terremoti sono avvenuti a una profondità di poco superiore a 9 km in un’area a sud rispetto alla scossa del 24 agosto. Esplora il significato del termine: ono stati registrati oltre 45 mila sismi dalla scossa che distrusse Amatrice e Accumoli. I terremoti con magnitudo superiore a 5 sono stati otto compresi gli ultimi tre del 18 gennaio 2017. Nell’area di Castelluccio il terreno si è abbassato fino a 70 centimetri. Si è aperta una frattura lunga 15 km che corre sul versante ovest del monte Vettoreono stati registrati oltre 45 mila sismi dalla scossa che distrusse Amatrice e Accumoli. I terremoti con magnitudo superiore a 5 sono stati otto compresi gli ultimi tre del 18 gennaio 2017. Nell’area di Castelluccio il terreno si è abbassato fino a 70 centimetri. Si è aperta una frattura lunga 15 km che corre sul versante ovest del monte Vettore. I terremoti con magnitudo compresa tra 4 e 5 sono stati oltre 50, quelli con magnitudo tra 3 e 4 sono stati più di 900 I terremoti che dal 24 agosto hanno deformato un’area di mille chilometri quadrati, con depressioni concentrate in un’area di 600 chilometri quadrati. All’interno di questa zona si trova la depressione più profonda, ossia l’area di 130 chilometri quadrati intorno al Castelluccio in cui il suolo si è abbassato fino a 70 centimetri. I terremoti che dal 24 agosto hanno deformato un’area di mille chilometri quadrati, con depressioni concentrate in un’area di 600 chilometri quadrati. La manifestazione più evidente degli spostamenti è lo scalino che si è formato sul lato ovest del monte Vettore. Mappa delle faglie attive (in rosso) note nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto. Le stelle in diverso colore indicano la localizzazione dei tre eventi principali della sequenza (24 agosto M 6.0, 26 ottobre M 5.9, 30 ottobre M 6.5). Le fasce colorate indicano i settori del sistema di faglia lungo i quali sono state prodotte rotture cosismiche in occasione dell’evento indicato con lo stesso colore (24 agosto in verde, 26 ottobre in arancione, 30 ottobre in rosa). In pratica sono le faglie che si sono rotte e mosse che intersecano la superficie. Interferogramma differenziale ottenuto da dati radar del satellite europeo Sentinel-1: ogni frangia di colore rappresenta un abbassamento del terreno di circa 3 centimetri superiore alle frange adiacenti. L’ellissi indica la zona in cui si sono verificati i maggiori movimenti del terreno, più stretta a nord e più larga a sud, estesa in lunghezza per circa 40 chilometri e in larghezza per circa 15 km. All’interno dell’elisse il ribassamento del terreno aumenta fino a raggiungere in prossimità di Castelluccio di Norcia circa 70 cm sulla verticale. Fuori dall’ellisse, a est e a ovest, il terreno è stato sollevato di alcuni centimetri. La linea verde rappresenta l’andamento approssimativo del sistema di faglie che ha originato i vari terremoti della sequenza. LASTAMPA FLAVIA AMABILE Tre scosse nel giro di un’ora e Roma impazzisce. Scuole evacuate, le linee della metropolitana chiuse, chiusa anche la ferrovia Roma-Viterbo, taxi scomparsi e autobus presi d’assalto. Alle 13 è ripreso il servizio di metropolitana della linea B ma nel frattempo gran parte delle scuole hanno deciso di far uscire gli studenti e molti uffici fanno altrettanto con i dipendenti, compresa la redazione di Repubblica. Dopo le scosse, sospeso per controlli il servizio sulle linee della metropolitana La sindaca Virginia Raggi ha tranquillizzato i romani: «Al momento non è stato rilevato alcun danno. Non ci sono motivi di allarme». Ma la paura è stata tanta, creata dalla sequenza e dalla forza delle scosse, in particolare la terza di magnitudo 5,3, avvenuta più a Sud delle due precedenti, dunque percepita di più perché più vicina, come ha spiegato la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv. L’evacuazione delle scuole è stata decisa dai presidi dei singoli istituti. Il Campidoglio non ha emanato nessun provvedimento in tal senso. I ragazzi sono stati fatti radunare nei cortili o davanti ai portoni, secondo quanto previste dalle procedure di sicurezza previste nel documento di valutazione del rischio di ogni istituto. In altre scuole i presidi hanno invece deciso di non far uscire i ragazzi pur attivando tutto l’iter sulla sicurezza previsto in questi casi. Verifiche sono state attivate nelle aree archeologiche, dal Colosseo ai Fori Imperiali ma i siti sono rimasti aperti al pubblico. LASTAMPA.IT Torna la paura in Centro Italia. Questa mattina la terra ha ricominciato a tremare. In realtà le scosse non sono mai terminate: dallo scorso 24 agosto sono state oltre 45mila, una ogni quattro minuti e mezzo. Il sisma è stato attivato dallo stesso sistema di faglie della scorsa estate e che ha colpito pesantemente anche il 30 ottobre. È quanto emerge dalle prime analisi degli esperti al lavoro nella sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia (Ingv): «È lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso», ha detto la sismologa Paola Montone, dell’Ingv. Il terzo dei terremoti di questa mattina, quelle delle 11.24 è stato localizzato nella stessa area interessata dalla sequenza sismica del terremoto de L’Aquila nel 2009. LEGGI ANCHE Neve, gelo e anche l’acqua: l’emergenza nelle zone terremotate LA STESSA FAGLIA «È probabile che ancora una volta si sia trattato di un fenomeno di “contagio sismico” tra faglie adiacenti, anche detto effetto “domino” o “a cascata”, un fenomeno al quale assistiamo già da alcuni mesi in Centro Italia con gli eventi di agosto-ottobre 2016 ad Amatrice, Visso, Norcia e Castelsantangelo sul Nera», ha spiega Andrea Billi, dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr (Igag-Cnr). Billi ha confermato che «oggi alle ore 10:25 circa si è verificata una scossa di terremoto in Centro Italia al confine tra Lazio ed Abruzzo. Tale scossa è stata seguita alle 11:14 circa da un altro evento sismico ancora più energetico». ATTESA LA SCIA SISMICA «Quando una faglia genera un terremoto - ha spiegato Billi - la faglia stessa si libera dello stress al quale era sottoposta immediatamente prima del terremo e trasferisce parte di tale stress ai segmenti di faglia adiacenti, che in un lasso di tempo imprevedibile (ore, giorni, mesi, perfino anni) possono a loro volta generare terremoti e di nuovo “contagiare” le faglie adiacenti. Tali terremoti saranno sicuramente seguiti nelle prossime ore da uno sciame di repliche sismiche la cui intensità è difficilmente prevedibile». SISMI ITALIANI MENO FORTI MA PIU’ DISTRUTTIVI Come ha spiegato Mario Tozzi in un articolo pubblicato lo scorso primo novembre, i terremoti italiani hanno caratteristiche talmente peculiari da renderli del tutto diversi da quelli giapponesi o andini, così come pure da quelli californiani o turchi. L’origine del terremoto è sempre la stessa: uno scarico repentino di energia accumulata dalla rocce nel tempo. i terremoti italiani sono caratteristici, perché non entra in gioco solo la placca africana che si infila sotto quella europea. Ci sono blocchi più piccoli (microplacche), come quello adriatico e quello siculo-ibleo, che complicano l’interazione fra le placche più grandi, tanto da indurre terremoti fra i più disastrosi della Penisola.