Andrea Amato, GQ 12/2016, 17 gennaio 2017
CHIAMATEMI SANTONE– [Federico Palmaroli] «Sii uno scherzo per te stesso, e sarai una benedizione per tutti quanti», parola di Osho Rajneesh, mistico indiano morto nel 1990
CHIAMATEMI SANTONE– [Federico Palmaroli] «Sii uno scherzo per te stesso, e sarai una benedizione per tutti quanti», parola di Osho Rajneesh, mistico indiano morto nel 1990. Quello vero. Poi c’è il suo alte r ego digitale, che ha preso vita nel febbraio del 2015 su Facebook per mano di Federico Palmaroli, impiegato alla Camera di commercio di Roma. Se il vero Osho diceva: «Il maestro dà suggerimenti, poi ognuno fa di testa sua, liberamente», quello di Palmaroli sentenzia: «Ma fa ’n po’ come cazzo te pare». Massima che è anche il sottotitolo del suo primo libro: Le più belle frasi di Osho (Magic Press, marzo 2016). A Natale, per la stessa casa editrice, esce il secondo, nel quale il gioco è più o meno lo stesso: da una parte le frasi autentiche di Osho, dall’altra le geniali reinterpretazioni trasteverine. E poi le magliette, che vanno a ruba anche tra molti follower celebri: da Neri Marcorè a Marco Balich, dall’intero cast della serie televisiva Romanzo Criminale fino a Camila Raznovich, che da bambina il vero Osho lo ha conosciuto bene. Single, 43 anni, autore del prologo di questo numero di GQ, Palmaroli si definisce «cintura nera di luoghi comuni. Perché Osho e non un altro? «Perché Gandhi non avrebbe avuto la stessa forza: è una sfinge. La mimica facciale di Osho, invece, è incredibile». Quale ha avuto più successo finora? «Quella dell’incidente tra Rossi e Márquez: “L’importante è che ’n ve siete fatti niente voi. Le moto se riparano”. E quella che lei ama di più? «“A Natale pure a tuo cognato ’na cazzata tocca fargliela”.Quando si è reso conto del successo? Quando ho saputo che in India c’è un resort dedicato a Osho, e sul pannello all’ingresso una mia vignetta: “Ciò che non ti uccide, te rompe li cojoni”. E poi quando Bompiani è uscita con il libro Le più belle frasi di Osho. Quelle vere».