Laura Pacelli, GQ 12/2016, 17 gennaio 2017
NICOLA BARTOLINI. UNA VITA PARALLELA– È nato a Cagliari 20 anni fa, ma da più di dieci vive le sue giornate in palestra
NICOLA BARTOLINI. UNA VITA PARALLELA– È nato a Cagliari 20 anni fa, ma da più di dieci vive le sue giornate in palestra. In molti lo considerano il nuovo Jury Chechi, anche se il suo idolo è un altro campione italiano, Alberto Busnari. Agli anelli preferisce corpo libero e volteggio: «Da piccolo saltavo e facevo capriole, mia madre non ha avuto dubbi su quale sport fosse adatto a me». Diventato famoso al grande pubblico grazie al reality Ginnaste – Vite parallele in onda su Mtv, ha esordito in nazionale nel 2010. La scorsa estate avrebbe potuto partecipare all’Olimpiade di Rio, ma un infortunio glielo ha impedito. «Sono giovane, ci arriverò». Nicola, che cosa le ha insegnato la ginnastica artistica? «La fatica e il dolore. Dopo ore e ore di male alle mani, di pianti e di nostalgia di casa, quando ottieni risultati piangi ancora, ma dalla gioia». A cosa pensa prima di una prova importante? «Scappo o resto? Poi penso alle sei ore di allenamento per 320 giorni all’anno e, infine, a quei 50 secondi di prova. Così resto, mi concentro e do il meglio». Oltre ad allenarsi in palestra, cosa le piace fare? «Giocare alla PlayStation, è una malattia». Carlo Ancelotti chiede ai giocatori del suo Bayern l’astinenza dai videogiochi. Il suo allenatore? «È il mio unico svago, non può chiedermelo! Mi piace anche mettere e ascoltare musica». Che genere preferisce? «House e hip-hop, tipo Skrillex e Maurizio Pisciottu, detto Salmo (in concerto al Fabrique di Milano il 15 dicembre, ndr). È sardo come me e disegna anche una linea d’abbigliamento che adoro, Doomsday Society». Se aprissimo il suo armadio, cosa ci troveremmo? «Felpe e sneakers alte. Tutto nero o bianco, con grafiche tribali moderne, come i miei tatuaggi». Prossimo appuntamento? «Il 24 febbraio la Serie A a Torino. Mi sento pronto». Dicono che somigli a Max Whitlock, eletto tra i ginnasti più belli all’ultima Olimpiade di Rio. Le piacerebbe ottenere anche questo titolo? «Ma sì, perché no?». Laura Pacelli