VARIE 16/1/2017, 16 gennaio 2017
APPUNTI PER GAZZETTA - LA FUSIONE TRA LUXOTTICA E ESSILOR REPUBBLICA.IT MILANO - Luxottica convola a nozze con la francese Essilor, in una fusione da 50 miliardi di euro
APPUNTI PER GAZZETTA - LA FUSIONE TRA LUXOTTICA E ESSILOR REPUBBLICA.IT MILANO - Luxottica convola a nozze con la francese Essilor, in una fusione da 50 miliardi di euro. La notizia, anticipata nella notte tra domenica e lunedì dal Financial Times, è stata poi confermata prima dell’apertura dei mercati dalle società coinvolte. E ha messo le ali al titolo della compagnia italiana, che a Piazza Affari ha faticato a fare prezzo in avvio di giornata per poi chiudere in rialzo dell’8,25% (segui in diretta). Ancora meglio ha fatto il titolo del colosso francese delle lenti, che ha concluso in rialzo del 11,85% a Parigi. Come ha avuto modo di sottolineare il quotidiano della City, dall’intesa nasce un leader globale nel settore degli occhiali. Leonardo del Vecchio sarà il maggiore azionista della società che nascerà dall’unione. Sarà così il primo socio di un colosso da oltre 140.000 dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi. Sulla base dei risultati annuali del 2015 delle due società, la semplice loro somma dà vita a una realtà da ricavi netti per oltre 15 miliardi e un margine operativo netto combinato di circa 3,5 miliardi. Per Delfin, la cassaforte di Del Vecchio, sarà garantita una quota tra il 31% e il 38 per cento. SCHEDA. Si uniscono re di lenti e lusso Il patron della società di Agordo - in provincia di Belluno - sarà il presidente esecutivo della società, mentre l’amministratore delegato di Essilor, Hubert Sagnieres, sarà il vice presidente esecutivo. La società sarà quotata a New York. L’accordo è in grado di cambiare la dinamica dell’industria degli occhiali, un mercato da 90 miliardi di euro, considerato uno dei settori a più forte crescita. Secondo gli analisti, le prospettive per l’industria sono infatti ’’ottimistiche’’, con il settore previsto in crescita di oltre il 2% fino al 2020. A spingere le vendite è il cambiamento demografico, soprattutto in Asia. Dei 7,3 miliardi di persone al mondo, il 63% ha bisogno di lenti correttive ma solo 1,9 miliardi ha già acquistato occhiali, lenti o si è sottoposto a interventi chirurgici. Secondo le stime, hanno bisogno di occhiali circa 2,6 miliardi di persone, in particolare in Asia, Africa e America Latina. Essilor e Luxottica avevano già valutato un accordo tre anni fa, quando Sagnieres aveva contattato Luxottica. Le trattative però non erano decollate fra lo scetticismo di Del Vecchio. Essilor da allora si è sottoposta a una ristrutturazione, con la quale è divenuta una società più orientata ai consumatori e, riporta il Financial Times, più "adatta" a Luxottica. Gli analisti ritenevano da tempo che una fusione fra Essilor e Luxottica sarebbe stata positiva, offrendo un piano di successione per il gruppo, considerati i 20 anni di differenza di età fra Del Vecchio e Sagnieres. "Con questa operazione si concretizza il mio sogno di dare vita ad un campione nel settore dell’ottica totalmente integrato ed eccellente in ogni sua parte. Sapevamo da tempo che questa era la soluzione giusta ma solo ora sono maturate le condizioni che l’hanno resa possibile". Un’operazione a cui stava lavorando con Mediobanca, unico advisor di Del Vecchio, da 4 anni (per Essilor il consulente è Rothschild con Citigroup; BonelliErede, Bredin Prat e Cleary Gottlieb si sono occupati della parte legale). "Finalmente, dopo cinquanta anni di attesa, due parti naturalmente complementari, montature e lenti, verranno progettate, realizzate e distribuite sotto lo stesso tetto", ha detto ancora il patron garantendo che "continueremo ad investire in Italia e in Francia, vogliamo essere un campione europeo che mantenga forte le sue radici". Intenzioni e annunci che trovano la reazione positiva delle trading room: secondo Equita, che raccomanda di acquistare il titolo Luxottica con target price a 55 euro, "il concambio è leggermente più favorevole a Essilor, ma compensato dalle forti sinergie (17% di impatto su ebit e utile netto combinati)". Restano possibili "rischi Antitrust, l’elemento di rischio principale nel deal", aggiungono. Anche Banca Akros assegna al titolo Luxottica rating "accumulate" e sottolinea come dall’operazione nascerà "un player globale integrato" con 15 miliardi di ricavi e 3,5 miliardi di ebitda (in base ai dati 2015). REPUBBLICA.IT ROMA - Le montature da una parte, le lenti dall’altra. Erano fatti apposta per incastrarsi i prodotti di Luxottica e di Essilor. E così avverrà nella seconda parte dell’anno, dopo l’annuncio della mega fusione che creerà un gigante mondiale dell’occhialeria da 46 miliardi di euro di valore, 14 miliardi di fatturato e 140 mila dipendenti. Soprattutto, un colosso con un posizionamento strategico ideale per attaccare un mercato globale che già oggi vale 100 miliardi di dollari e che nel prossimo futuro dovrebbe crescere al salutare ritmo del 2,5% l’anno, man mano che l’utilizzo degli occhiali si diffonde nei Paesi in via di sviluppo di Asia e America Latina. Ecco i rispettivi punti di forza che Luxottica (il titolo in Borsa) e Essilor (il titolo), due aziende accomunate negli ultimi anni da una crescita costante, porteranno al nascente gruppo. Luxottica, il lusso globale nasce a Agordo Per capire la forza della multinazionale italiana basta fare un elenco dei marchi che escono dai suoi stabilimenti. La decina che controlla direttamente, a cominciare da Ray-Ban, Oakley e Persol, acquisiti uno dopo l’altro dal 1999, che costituiscono il 60% delle vendite. E la ventina per cui detiene la licenza esclusiva, molte delle maggiori griffe globali del lusso: da Armani (anche azionista di minoranza della società) a Chanel, da Prada a Bulgari. Senza contare la partnership con Google per sviluppare la scocca dei futuristici occhiali intelligenti targati Mountain View. Nel corso degli anni l’azienda si è rafforzata soprattutto negli Stati Uniti, dove realizza oltre la metà del fatturato, anche grazie all’acquisizione di alcune catene di negozi di ottica e alla rivendita online Glasses.com, che hanno portato la sua rete globale a quota 200mila punti vendita. Negli ultimi dieci anni la società di Agordo ha raddoppiato il fatturato globale (4,7 miliardi nella prima metà del 2016, con 477 milioni di utile), portando la capitalizzazione di Borsa oltre quota 25 miliardi di euro, anche se negli ultimi trimestri il mercato statunitense ha mostrato tassi di crescita inferiori. E’ una delle chiavi della fusione con Essilor, che dovrebbe aiutare Luxottica ad attaccare nuove geografie a più alto tasso di sviluppo, come Asia, Africa e America Latina. E forse dare anche una direzione più chiara al destino societario del gruppo di Agordo, che anche a causa delle dispute familiari all’interno del clan Del Vecchio ha cambiato tre amministratori delegati in due anni. Essilor, le lenti del mondo Nel 1959 ha creato Varilux, la prima lente progressiva. E da quel momento in poi la società francese Essilor non ha mai smesso di innovare. Magari non notissima al grande pubblico, ma di fatto una delle aziende più avanzate del globo dal punto di vista tecnologico: Forbes di recente l’ha messa al numero 49 di questa particolare lista. Ha un team di 550 ricercatori e solo nel 2015 ha depositato 139 brevetti, portando il totale in portafoglio a 7.900. Negli ultimi anni poi è riuscita sempre di più a portare questa eccellenza verso il mercato generalista, trasformandosi da una società sanitaria a una centrata sul largo consumo. I risultati si sono visti sia in termini di fatturato, quasi triplicato in un decennio (6,7 miliardi di euro nel 2015, con 757 milioni di utile), che di valore in Borsa, addirittura quintuplicato da 20 a oltre 100 euro, per una capitalizzazione vicina ai 25 miliardi. Segno che i margini di crescita sono ancora ampi. Essilor è il primo produttore di lenti oftalmiche del globo, con oltre un terzo del mercato, ma soprattutto ha una presenza molto distribuita sul mappamondo: 28% circa in Europa, 48% negli Stati Uniti, 18% tra Asia e Africa e 6% in America del Sud, le geografie del futuro. sole24ore I due colossi dell’occhialeria a livello mondiale hanno deciso di dare vita alla seconda fusione cross border della storia in Europa. Nasce così un gruppo senza rivali nel settore a livello mondiale con più di 140mila dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi. E i titoli in Borsa hanno festeggiato l’apertura delle contrattazioni con balzi a doppia cifra che poi sono andati a ridimensionarsi: Luxottica vola a Piazza Affari viaggiando attorno a 53,75 euro ad azione, mentre Essilor a Parigi è arrivata a segnare oltre il +12%. L’Analisi Luxottica-Essilor, gigante per i mercati emergenti Scopri di più I numeri del nuovo gruppo Dall’operazione nasce «un player integrato dedicato alla cura della vista e a creare un’esperienza di livello superiore per il consumatore. Insieme, Essilor e Luxottica Group saranno in una posizione migliore per offrire una risposta ai bisogni relativi alla vista di 7,2 miliardi di persone, 2,5 miliardi delle quali non hanno ancora accesso a una correzione visiva» si legge nella nota del gruppo. Ma quali sono i numeri aggregati? I bilanci del 2016 non sono ancora stati diffusi, i valori aggregati del nuovo gruppo possono essere calcolati solo sull’anno precedente. Dopo il matrimonio il colosso dell’occhialeria, che avrà una capitalizzazione da 50 miliardi di euro, avrebbe ricavi netti 2015 per oltre 15 miliardi di euro e un margine operativo lordo (Ebitda) netto combinato di circa 3,5 miliardi di euro. Sulla base di un’analisi preliminare, il nuovo gruppo prevede di generare nel medio termine progressivamente sinergie di ricavi e di costi per un ammontare tra i 400 e i 600 milioni di euro, con un’accelerazione nel lungo termine. fusione da 50 miliardi / 2 16 gennaio 2017 Essilor, il leader delle lenti con i dipendenti primi azionisti La holding Delfin primo socio del nuovo gruppo Ma come cambieranno i pesi nell’azionariato? Essilor è una public company, che vede i dipendenti azionisti all’8,3%. La quota, post operazione, scenderà a circa il 4% del nuovo gruppo. Sul fronte italiano, invece, Delfin, la holding che fa capo alla famiglia del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, passerà dal controllo del 61,90% del capitale della società italiana ad essere il primo socio del nuovo gruppo con una quota tra il 31 e il 38 per cento. Una posizione che pone l’imprenditore italiano e i suoi eredi a capo di un colosso mondiale. Tanto che proprio Leonardo Del Vecchio sarà il presidente esecutivo della società, mentre l’amministratore delegato di Essilor, Hubert Sagnieres, sarà il vice presidente esecutivo. «Con questa operazione si concretizza il mio sogno di dare vita ad un campione nel settore dell’ottica totalmente integrato ed eccellente in ogni sua parte. Sapevamo da tempo che questa era la soluzione giusta ma solo ora sono maturate le condizioni che l’hanno resa possibile» ha commentato Del Vecchio aprendo la conference call per presentare l’operazione, proseguendo poi: «Continueremo ad investire in Italia e in Francia, vogliamo essere un campione europeo che mantenga forte le sue radici». Per Hubert Sagnières, presidente e ceo di Essilor: «Il nostro progetto si basa su una motivazione semplice: rispondere meglio ai bisogni di un’immensa popolazione mondiale relativi alla correzione e alla protezione della vista, unendo due grandi società, una dedicata alle lenti e l’altra alle montature». “Leonardo Del Vecchio sarà il presidente esecutivo della società, mentre l’amministratore delegato di Essilor, Hubert Sagnieres, sarà il vice presidente esecutivo” LA FUSIONE CON ESSILOR 16 gennaio 2017 Luxottica-Essilor, stampa francese esulta: un altro pezzo made in Italy va Oltralpe I dettagli dell’operazione L’operazione è maturata dopo anni di studio, da parte degli advisor: Mediobanca con i legali BonelliErede e Bredin Prat per Delfin , mentre Citigroup e Rothschild con lo studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton hanno assistito Essilor. Dal punto di vista tecnico è prevista un’offerta pubblica di scambio (Ops) obbligatoria di Essilor con rapporto 0,461 azioni del gruppo francese per ogni azione Luxottica. Lo stesso concambio sarà applicato al pacchetto di azioni Luxottica in capo a Delfin. LE REAZIONI 16 gennaio 2017 Essilor-Luxottica: gli analisti promuovono la maxi fusione I passaggi formali ora prevedono la consultazione dei dipendenti di Essilor, prassi prevista dalla normativa francese, e a seguire l’assemblea degli azionisti del gruppo francese che dovrà approvare la fusione. Al contempo saranno portate avanti le relazioni con le authority antitrust. secondo gli esperti non dovrebbero esserci problemi di posizioni dominanti sul mercato, considerata la complementarietà dei due gruppi. Closing nel secondo semestre 2017 Il closing dell’operazione è previsto per il secondo semestre del 2017, subordinatamente alla realizzazione di tutte le condizioni sospensive, e sarebbe seguito dall’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulla totalità delle rimanenti azioni di Luxottica in circolazione, al medesimo rapporto di scambio, finalizzata al delisting delle azioni Luxottica da Piazza affari. La holding, che controllerà le due società operative, resterà quotata a Parigi. Su un’eventuale ritorno a Piazza affari del nuovo gruppo non si hanno ancora notizie. Luxottica, carteggio con Sec sulla governance del gruppo Alla luce dell’operazione annunciata questa mattina diventa più intellegibile il carteggio fra Luxottica e Sec sulla governance della società. In un momento di transizione il gruppo italiano non aveva creato un management “forte” che rappresentasse la guida della società per i prossimi anni. La Commissione americana aveva chiesto a Luxottica chi è colui che prende le decisioni operative e strategiche all’interno del gruppo dopo l’ultimo riassetto avvenuto a gennaio scorso al vertice. Una domanda a cui il colosso ha risposto che l’unico Codm (chief operating decision maker) è il presidente Leonardo Del Vecchio. francesi esultano Finanza & Mercati Luxottica-Essilor, stampa francese esulta: un altro pezzo made in… LA FUSIONE CON ESSILOR Luxottica-Essilor, stampa francese esulta: un altro pezzo made in Italy va Oltralpe –di Eleonora Micheli 16 gennaio 2017 Luxottica ed Essilor si fonderanno insieme, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, sarà il primo azionista del nuovo gruppo, ma di fatto un’altra azienda italiana finisce sotto il capello della Francia. Tanto è vero che la stampa francese, con toni trionfalistici, ribadisce che uno dei gruppi più importanti dell’industria italiana diventa francese. Le Monde sottolinea che è Essilor a comprare Luxottica, dal momento che il gruppo lancerà un’offerta pubblica di scambio sulla società italiana di occhialeria e non il contrario. Insomma, scrive Le Monde, «nascerà una società di diritto francese, quotata a Parigi e con sede a Chareton, nella Val de Marne». Anche Les Echos parla di acquisto e punta l’indice sulla figura di Del Vecchio «simbolo del capitalismo italiano e dei suoi problemi», come la difficoltà a trovare un delfino che porti avanti l’azienda creata nel 1961, le dispute familiari, la moglie, Nicoletta Zampillo, che punterebbe a un ruolo chiave nel gruppo, e inoltre anche un contenzioso con il fisco, che si è di recente concluso con una transazione da 146 milioni di euro per dividendi percepiti nel 2006 in Lussemburgo. In più l’imprenditore aveva già pagato una multa per evasione fiscale nel 2009 da 300 milioni. FUSIONE DA 50 MILIARDI 16 gennaio 2017 Fusione Luxottica-Essilor da 50 miliardi, nasce colosso degli occhiali. Volano i titoli Le Monde rivela che le trattative per l’operazione erano in corso da sei mesi. Operazione che in codice era stata battezzata “Cirrus”. L’accordo, poi, è stato raggiunto nel corso del fine settimana e firmato domenica pomeriggio. Il nuovo gruppo, Essilor-Luxottica, avrà una capitalizzazione pari a circa 50 miliardi di euro e porrà la neo-società in settima posizione alla Borsa di Parigi. Sempre secondo le ricostruzioni del giornale francese, i dirigenti di Essilor e Luxottica avevano già tentato di intavolare discussioni per un’aggregazione due anni fa, ma senza successo, visto che all’epoca Leonardo Del Vecchio, che aveva fondato la società nel 1961, non era pronto a lasciare il proprio gruppo e i propri prestigiosi marchi, come Ray-Ban e Oakley, oltre che la propria rete distributiva fatta di 7.800 punti vendita. Poi, le difficoltà riscontrate nella ricerca di un successore e le vicende vissute da altri gruppi come Esselunga e Ferrero sulla successione hanno probabilmente convinto l’imprenditore a fare il passo. lusso 31 dicembre 2016 Luxottica, carteggio con Sec sulla governance del gruppo Les Echos, in più, punta l’indice sul rallentamento dei conti registrato sia da Essilor sia da Luxottica, con quest’ultima che nei mesi scorsi aveva rivisto al ribasso le stime di crescita per fine anno, mettendo in conto una crescita del fatturato solamente del 2-3% circa a cambi costanti, dopo che nei primi sei mesi il giro d’affari era salito soltanto dell’1,6% a 4,8 miliardi. Stesso discorso per Essilor, che ha rivisto per due volte le previsioni di crescita per quest’anno (al 3,5% dal 4,5% di luglio e dal 5% di inizio anno), mandando in fumo in pochi mesi 4 miliardi di capitalizzazione. Le Monde sottolinea ancora che Del Vecchio sarà presidente e ad di Essilor-Luxottica, ma il cda dell’azienda sarà nominato equamente da Essilor e dalla Delfin di Del Vecchio, imprenditore che, sottolinea ancora le Monde, «è francofono e passa una parte dell’anno a Beaulieu, nelle Alpi Marittime. In più detiene già asset Oltralpe come la Foncière des régions». (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) 1.LUXOTTICA: QUOTAZIONE A PARIGI, MANAGER TRANSALPINI E PROPRIETÀ ITALIANA (PER ORA) Estratto dall’articolo di Carlotta Scozzari per ’’Business Insider’’ https://it.businessinsider.com/ leonardo del vecchio leonardo del vecchio (...) La finanziaria di famiglia di Del Vecchio, la lussemburghese Delfin, conferisce la propria intera partecipazione in Luxottica, pari a circa il 62%, ricevendo in cambio azioni Essilor di nuova emissione sulla base di un rapporto di scambio pari a 0,461 titoli francesi per ogni azione italiana. (...) Ed Essilor si trasformerà in una unica finanziaria (holding) dal nome Essilor Luxottica, di cui la Delfin avrà in mano una quota tra il 31% e il 38%, con i diritti di voto però bloccati al 31%, meno di un terzo del capitale. (...) Quanto ai poteri gestionali, per il momento resteranno equamente distribuiti tra Luxottica ed Essilor. Se, infatti, da una parte, l’ottantunenne Leonardo Del Vecchio diventerà presidente esecutivo e amministratore delegato della nuova Essilor Luxottica, dall’altra, l’attuale numero uno del gruppo francese, Hubert Sagnières, 61 anni, sarà suo vice per entrambe le posizioni ma con medesimi poteri. E’ altamente probabile, nota l’analista di Exane Bnp Paribas Luca Solca, che quando Del Vecchio deciderà di andare in pensione le redini del nuovo gruppo passeranno a Sagnières, senza contare che in Essilor lavorano diversi manager che possono essere utilizzati all’occorrenza. ESSILOR 3.ESSILOR, IL LEADER DELLE LENTI CON I DIPENDENTI PRIMI AZIONISTI Marco Moussanet per www.ilsole24ore.com ESSILOR ESSILOR Un miliardo di persone nel mondo utilizza occhiali con lenti Essilor. Questa cifra pazzesca dà il senso delle dimensioni, del peso, della diffusione del leader mondiale delle lenti correttive (con circa il 40% del mercato, davanti ai tedeschi di Carl Zeiss e ai giapponesi di Hoya) che recentemente si è diversificato, con successo, nelle lenti solari e nelle vendite su internet. Nato nel 1972 dalla fusione di una cooperativa operaia (la Confraternita dei produttori di occhiali, creata nel 1849 nel Marais parigino, poi diventata Essel e alla quale si deve, nel 1959, l’invenzione delle lenti progressive) e di una società familiare (quella dei fratelli Lissac costituita nel 1931 e che sempre nel 1959 commercializza le prime lenti in materiale plastico), il gruppo è cresciuto grazie alla ricerca e a una politica di continue acquisizioni di piccoli (e meno piccoli) concorrenti negli oltre 100 Paesi in cui è ormai presente (con quasi 61mila addetti e 32 impianti produttivi). Dall’ingresso in Borsa, nel 1975, Essilor ha registrato un aumento medio annuo dell’11% del fatturato e del 13% dell’utile netto. Con un rendimento totale netto per gli azionisti (dividendi compresi) del 18,6 per cento. Sempre all’anno. HUBERT SAGNIERES HUBERT SAGNIERES Ha chiuso il 2015 con ricavi per 6,7 miliardi (+4,6% in crescita organica) e utili per 757 milioni (+17%). La capitalizzazione è risalita a 25,5 miliardi grazie al balzo dei titoli (+15% a metà mattinata) successivo all’annuncio dell’operazione con Luxottica. Fusione Luxottica-Essilor da 50 miliardi, nasce colosso degli occhiali. Volano i titoli Nelle ultime settimane, la società aveva registrato una flessione in Borsa a seguito del ripetuto “warning” sull’aumento del suo fatturato nel 2016: dal 5% d’inizio anno è stato prima ritoccato al 4,5% e poi al 3,5 per cento. A provocare il rallentamento sono le difficoltà sul mercato americano, mentre Essilor sta investendo massicciamente sui Paesi emergenti, in particolare la Cina. Dove su 800 milioni di persone che avrebbero bisogno di una correzione della vista, solo 350 milioni posseggono effettivamente degli occhiali. Ma anche l’India. Mercati con delle potenzialità di crescita enormi per un gruppo i cui prezzi dei prodotti in catalogo vanno da 1 a 800 dollari. I conti 2016 verranno presentato il 17 febbraio. HUBERT SAGNIERES HUBERT SAGNIERES Il capitale del gruppo – che dalla fine dell’anno scorso ha optato per il ritorno a una governance duale, con un presidente e un amministratore delegato operativo – è detenuto per l’8,2% (e il 14,3% in diritti di voto) dai dipendenti, un quarto dei quali sono azionisti e che per la metà sono riuniti nell’associazione Valoptec. Che una volta all’anno vota la fiducia sulla strategia (e sulla politica occupazionale) e i cui rappresentanti incontrano una volta al mese il top management della società. Non c’è alcun altro azionista rilevante. Marco Moussanet per ilSole24Ore