varie, 16 gennaio 2017
APPUNTI OCCHIALI PER LA VERITA’ – TRECCANI.IT Occhiali. Strumento ottico consistente in un mezzo trasparente fissato a un sostegno, detto montatura, che lo mantiene in posizione opportuna dinanzi agli occhi
APPUNTI OCCHIALI PER LA VERITA’ – TRECCANI.IT Occhiali. Strumento ottico consistente in un mezzo trasparente fissato a un sostegno, detto montatura, che lo mantiene in posizione opportuna dinanzi agli occhi. Può servire a compensare i difetti di rifrazione dell’occhio (o. correttivi, o da vista; fig. A e C), e in tal caso utilizza come mezzo trasparente delle lenti (lenti da o.), oppure a proteggere gli occhi dall’azione nociva di radiazioni o di agenti meccanici esterni (o. protettivi; fig. B e D): in questo caso il mezzo trasparente è costituito da una lamina, bianca o colorata, di vetro oppure di plasti;ca. O. speciali Dispositivi a forma di o. che consentono la visione notturna o comunque in ambienti non illuminati (camere oscure ecc.): la radiazione infrarossa incidente è convertita in un’immagine elettronica e questa, dopo accelerazione e intensificazione, in un’immagine nel visibile. 1. Tipi di lenti Le lenti da o. (dette lenti oftalmiche) sono delle lenti sottili generalmente in vetro privo di difetti o imperfezioni di massa, quali bolle, striature ecc.; la lavorazione comprende le fasi di sbozzatura, raffinatura e lucidatura del vetro, dopo di che le lenti sono poste in commercio in forma di menischi circolari del diametro di circa 50 mm che vengono poi adattati alla forma della montatura mediante successive operazioni di taglio e molatura dei bordi. Esistono anche lenti in materiali plastici (per es., policarbonato) più leggere di quelle in vetro, ma con superfici che si scalfiscono più facilmente con l’uso. Le caratteristiche ottiche delle lenti variano in rapporto al vizio di rifrazione dell’occhio che esse sono destinate a correggere: si hanno così lenti sferiche, convergenti per occhi ipermetropici e divergenti per occhi miopi, lenti cilindriche per la correzione dell’astigmatismo ecc., nonché lenti di tipo misto, per es. sferico-cilindriche. Usualmente, per caratterizzare una lente da o. se ne indica la potenza, o convergenza, in diottrie; se la lente è di tipo misto, occorre inoltre indicare l’entità della correzione di forma, per es., la correzione cilindrica eventualmente presente, nonché le altre sue caratteristiche speciali. Sono anche usate lenti, dette bifocali, lavorate in modo da avere due zone a diversa convergenza, una adatta per la visione corretta di oggetti lontani, l’altra adatta per la visione vicina; opportunamente montate, vengono a costituire degli o., detti anch’essi bifocali, che permettono un più facile adattamento alle diverse condizioni di visione. Sempre per vedere oggetti vicini e lontani con uno stesso paio di o., si usano anche lenti multifocali, o progressive, che racchiudono in un’unica soluzione le gradazioni per tutte le distanze, consentendo la continuità della visione: una zona è per la visione da lontano, un’altra per quella da vicino, unite da un canale di progres;sione per la visione a distanze intermedie. Per la protezione degli occhi da radiazioni luminose troppo intense (per es., la viva luce del sole) o intrinsecamente nocive (per es., quelle ultraviolette dell’arco elettrico) si usano o. con lastrine di vetro o, sempre più spesso, di plastica, assorbenti e incolori (dette impropriamente lenti neutre) o colorate; in quest’ultimo caso le lastrine stesse sono dei veri e propri filtri di luce e il loro colore varia in rapporto con la lunghezza d’onda delle radiazioni da attenuare. Il colore più usato è il nero, in varie gradazioni, che assicura un assorbimento quasi uniforme per tutte le radiazioni; per gli o. da sole sono usate anche lamine verdi o gialle; lamine di colore rosso molto cupo sono usate per gli o. da protezione nella saldatura elettrica. Gli o. destinati invece a proteggere gli occhi da polvere, fumi ecc., impiegano quasi sempre lamine incolori. Caratteristica essenziale di tali o. è che la montatura protegge completamente l’occhio, cioè non solo di fronte, ma anche lateralmente. 2. Storia Invenzione forse veneziana del 13° sec., di un non identificato vetraio, e diffusi da fra’ Alessandro della Spina (m. 1313), gli o. hanno avuto probabilmente origine dagli studi sulle lenti di ingrandimento di R. Bacone. Per quanto a lungo osteggiati dagli oculisti, ebbero un grande sviluppo con numerosi centri di fabbricazione, soprattutto in Olanda. Primo esempio di o. (fine 13° sec.) quelli a stringinaso o pince-nez, con un ponticello a molla per tenere le lenti sul naso; sprovvisti di stanghette, sono in disuso perché scomodi. Nel 16° sec., le lenti erano sostenute sul naso da un’asta che passava in mezzo alla fronte ed era nascosta sotto l’acconciatura. Nel 17° sec., con due stanghette poggiate sulle orecchie, nasceva la montatura a stanghetta (simile quella a giorno, con le lenti libere dalla montatura di contorno). Tra gli altri modelli, le lorgnette: una o due lenti sostenute da un manico, e il monocolo o caramella: una lente da incastrare nell’orbita oculare. Nel tempo l’uso degli o. è diventato più ostentato, fino a farne un accessorio importante, soprattutto per gli o. da sole. Di metallo, tartaruga o celluloide, dagli anni 1960 le montature sono anche di plastica e, più di recente, di resistente e leggerissimo titanio. Alla creatività degli stilisti che collaborano con l’industria di settore, si accompagnano in pari misura/">misura criteri sempre più scientifici e funzionali: per montature pieghevoli o con aste flessibili, che rendono gli o. comodi anche negli sport. Di pari passo sono andate le ricerche per ottenere lenti polarizzate, antiriflesso, fotocromatiche, assorbenti i nocivi raggi ultravioletti ecc. L’uso di rudimentali o. contro il sole, d’altronde, era già noto ai popoli artici: fatti di materiali naturali, come osso, crine di renna o scorza di betulla, avevano al posto delle lenti sottili lamine di mica, oppure un forellino o una fessura sottile. *** GQ 29/12/2016 – Come sono cambiati gli occhiali nella storia La mostra Overview al Design Holon Museum, in Israele, ripercorre le fasi fondamentali dell’evoluzione degli occhiali dal XVII secolo ad oggi, guardando al futuro attraverso le lenti della realtà virtuale “A volte tendiamo a dimenticarci che lo scopo primario degli occhiali è sempre stato quello di correggere un difetto; ma di fatto gli occhiali non nascondono quel difetto, anzi, lo enfatizzano attraverso il design. La mostra non solo permetterà i osservare la storia culturale degli occhiali, ma anche di scoprire il ruolo dei designer nella loro evoluzione”. Chi parla è Maya Dvash, curatrice della mostra Overview al Design Holon Museum. Fino al 29 aprile, l’esposizione permetterà di addentrarsi tra le gallerie del museo israeliano per lanciarsi alla scoperta del curioso mondo degli occhiali, da vista e da sole, in un excursus tra passato, presente e futuro. Il passato, per la precisione, è rappresentato dalla collezione privata del francese Claude Samuel, attraverso la quale è possibile ammirare i cambiamenti che hanno segnato questi preziosi accessori dal XVII secolo ad oggi: oltre 400 esemplari che diventano simboli di epoche, di nuove scoperte e di fenomeni culturali, tra cui per esempio quelli indossati da icone pop come Elton John e John Lennon, i tradizionali occhiali da neve in osso indossati dalle popolazioni eschimesi o i bozzetti disegnati per la casa di moda Pierre Cardin dallo stesso padre di Samuel. Oltre a questa preziosa retrospettiva, la mostra ospita anche una parte creativa dedicata al presente, intitolata “What are eyeglasses?”, con modelli messi a punto da 40 artisti israeliani provenienti da moda, gioielleria e design industriale. Il futuro è invece rappresentato con lo spazio dedicato alla realtà virtuale che il Design Lab del museo ha allestito in collaborazione con il French Institute of Israel, il Forum des image e la Holon Cinemateque. Ma c’è anche un pizzico di Italia in questa esposizione, ed è probabilmente la parte più intrigante: l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata Italiana in Israele hanno contribuito alla creazione della sezione intitolata “Vision Test”, che permette ai visitatori di scoprire l’interazione tra vista e design attraverso attività e illusioni ottiche che giocano con prospettive, colori e punti di osservazione. Come RGB, la carta da parati messa a punto dal Carnovsky Studio dalla quale sembrano emergere figure differenti a seconda del colore della luce utilizzata per illuminare la stanza. *** ARTE.SKY.IT 18/12/2016 Sunglasses, Pierre Cardin, 1960 - image by Eli Bohbot Primo museo in Israele dedicato alla progettazione, il Design Museum Holon accende i riflettori sugli occhiali: con oltre 400 esemplari rari provenienti dalla Claude Samuel Collection, la mostra esamina il successo di questo oggetto, divenuto nel tempo anche uno status symbol. Con Overview, il Design Museum Holon ripercorre la storia degli occhiali, una delle invenzioni di maggiore successo e di più largo impiego nella storia dell’uomo. Attraverso oltre 400 esemplari provenienti dalla Claude Samuel Collection, cui si sommano documenti, prototipi e disegni, i visitatori possono conoscere da vicino la genesi e l’evoluzione del design degli occhiali. In circa 500 metri quadri di spazi espositivi, la rassegna documenta le tappe culturali e progettuali che hanno reso possibile il passaggio dai primi strumenti ottici, in prevalenza messi a punto con scopi scientifici, alla creazione di pezzi unici destinati a fare storia – e migliorare sensibilmente la vita di molti di noi. Accanto a decine di testimonianze che ripercorrono un arco temporale compreso tra il XVII secolo e i giorni nostri, il principale museo israeliano dedicato al design affianca anche occhiali passati alla storia, tra cui i modelli concepiti appositamente per Elton John e John Lennon. In un percorso espositivo contrassegnato dagli incroci tra culture, epoche e stili, Overview accende poi i riflettori sulla scena creativa locale, con le prospettive delineate da una cinquantina di designer israeliani attivi nel territorio compreso tra moda, gioielleria e architettura. *** ICONDESIGN.IT Occhiali di design in mostra al Design Museum Holon C’è chi ci vede come un’aquila e chi ogni mattina, come primo gesto della giornata, infila gli occhiali. Per qualcuno sono una vera noia, mentre per qualcun altro un accessorio di stile immancabile. Ciò non toglie che gli occhiali rappresentino una delle invenzioni più importanti della storia umana, che il Design Museum di Holon ha deciso di celebrare con una grande mostra che inaugura il prossimo 20 dicembre. Dal titolo Overview, ripercorre le tappe storiche dell’occhiale dal XVII secolo ad oggi, esplorando le diverse culture e l’evoluzione delle tecnologie, spaziando dagli antichi strumenti per la misurazione della vista fino ad arrivare alla realtà virtuale. Il percorso espositivo è curato da Maya Dvash, Chief Curator del museo israeliano, e si articola in due sezioni. I cinquecento metri quadrati della Upper Gallery ospitano i 400 pezzi provenienti dalla corposa serie di Claude Samuel, noto collezionista che ha raccolto oltre 1300 pezzi, tra occhiali e oggetti legati al mondo dell’oculistica. In mostra ci sono numerosi occhiali di design, autentiche rarità appartenute a Elton John e John Lennon, antichi occhiali in osso realizzati dagli Inuit per proteggersi dal riverbero della neve, bozzetti di occhiali per la Maison Pierre Cardin, monocoli e occhiali a forbice del Settecento indossati dall’aristocrazia francese. La seconda sezione della mostra, ospitata nella Lower Gallery, presenta invece una selezione di opere realizzate da 50 designer israeliani provenienti da diversi campi: moda, design, gioielleria, tessile e architettura. La mostra sarà visitabile fino al 29 aprile 2017. *** OVERVIEW STA PER VISIONE DI INSIEME, PANORAMICA, IN QUESTO CASO SUGLI OCCHIALI E SUL RAPPORTO TRA LA VISTA E IL DESIGN Gli occhiali protagonisti della mostra che inaugura il 20 dicembre al Design Museum di Holon, in Israele, a cura di Maya Dvash. Una delle più importanti scoperte innovative nella storia umana, e sono diventati, nel corso degli anni, anche ricercati e preziosi oggetti di design. L’esibizione si concentra proprio sulla loro evoluzione, da strumenti necessario, e tante volte vissuti come penalizzanti a livello estetici- basti pensare ai modelli più basici, ormai fortunatamente superati, che si indossavano nei primi tempi, e che quando si era piccoli diventavano motivo di scherno perché ci davano un aspetto impacciato e un po’ rididcolo- a veri e propri oggetti del desiderio, attraverso differenti punti di vista(concedetici il gioco di parole): dalla retrospettiva unica di Claude Samuel, la cui collezione vanta esemplari del XVII secolo, alle contemporanee interpretazioni concettuali da parte di 50 designer israeliani, che evidenziano il momento d’oro e la grande spinta creativa di cui gode il design in questo paese attualmente. Inoltre la mostra esplora la tecnologia della nuova realtà virtuale, e le differenti interazioni che possono esistere attraverso molteplici attività tra la vista e il design. Al piano terra della Dr Shulamit Katzman Gallery, il Design Museum di Holon presenta più di quaranta opere commissionate a designer israeliani, con background diversi, che includono creazioni di moda, gioielleria e di design, che cercano di rispondere alla domanda “Cosa sono gli occhiali?”. Questa sezione dell’esibizione mostra la trasformazione della natura di questo oggetto di design attraverso le molteplici intepretazioni dei creativi israeliani coinvolti, che coinvolgono i visitatori nel cercare risposte, e interpretazioni, ai temi della vista e del come ci vediamo. Se al piano terra troviamo la modernità, nella galleria al primo piano ci aspetta la tradizione, la collezione, che vanta più di 400 pezzi, del collezionista Claude Samuel. Una panoramica sulla storia di questi oggetti, con pezzi unici appartenuti a personaggi iconici come Elton John e John Lennon fino al caratteristico esemplare eschimese fatto in autentico osso, una collezione ricchissima e finora inedita al grande pubblico. Nella terza e ultima sezione della mostra, i visitatori potranno cimentarsi in test visivi, una stimolante interazione tra vista e design attraverso attività interattive e illusioni ottiche. *** Moda: a Mido storia occhiali,da strumento correttivo a culto Mostra a edizione 2017 Fiera dell’ottica dal 25/2 a Milano (ANSA) - MILANO, 13 GEN - Da strumento correttivo e protettivo a oggetto di moda e di culto. Per la prossima edizione di Mido, la rassegna internazionale più importante del mondo nel settore dell’ottica e dell’occhialeria, sarà allestita la mostra ’The Glasses Hype - Advertising & Eyewear: from medical device to icon’, un percorso narrativo sulla storia degli occhiali e delle lenti attraverso la pubblicità, dai primi anni del ’900 a oggi. L’esposizione sarà collocata al MORE!, il padiglione inaugurato con successo lo scorso anno, riconfermato anche per la 47/a edizione di Mido, in programma alla Fiera di Milano a Rho dal 25 al 27 febbraio. "Abbiamo chiesto a tutte le aziende che partecipano a Mido di inviarci le immagini, le locandine, i filmati, le brochure e il loro materiale pubblicitario e di marketing - spiega Cirillo Marcolin, Presidente di Mido. Quello che stiamo raccogliendo, e che sarà visibile a Mido ci permette di raccontare oltre un secolo di storia dell’occhialeria, quando da strumento correttivo e protettivo, l’occhiale è diventato oggetto di moda e di culto". L’ultima edizione di Mido, nel 2016, ha fatto registrare il record dei visitatori, oltre 52.000, il 7% in più dell’edizione precedente. Un risultato ancora positivo è atteso anche per la prossima edizione che ospiterà operatori dell’intera filiera, dai produttori di montature, lenti e macchinari, a designer e nuove realtà imprenditoriali di tutto il mondo. (ANSA). CRT/MEA 13-GEN-17 13:52 NNNN *** MARTEDÌ 10 GENNAIO 2017 13.51.48 Apple: indiscrezioni,lavora su occhiali per realtà aumentata Attesi nel 2018, mentre in primavera arrivano i nuovi iPad (ANSA) - ROMA, 10 GEN - Apple potrebbe entrare nel mondo della realtà aumentata con un paio di occhiali ai quali starebbe lavorando con Carl Zeiss, società tedesca specializzata in prodotti ottici. A diffondere l’indiscrezione è Robert Scoble, un ’evangelist’ di realtà virtuale e aumentata, che cita una fonte interna all’azienda teutonica. Attualmente Carl Zeiss produce il VR One Plus, un visore per la realtà virtuale che funziona inserendo uno smartphone al suo interno, in modo analogo ai visori lanciati da Google e Samsung. Stando ai rumors, il debutto degli occhiali di Apple potrebbe avvenire l’anno prossimo, dando concretezza alle parole del Ceo della Mela, Tim Cook, che più volte si è espresso in modo positivo sulla realtà aumentata. Sono invece attesi in questa primavera i nuovi iPad. Per Ming-Chi Kuo, noto analista di Kgi Securities esperto del mondo Apple, la casa di Cupertino presenterà tre nuovi tablet. Si tratta della seconda generazione dell’iPad Pro da 12,9 pollici, cui si aggiungerebbero un nuovo modello dalle dimensioni comprese tra 10 e 10,5 pollici, e un dispositivo meno costoso da 9,7 pollici. Nessun aggiornamento, invece, per l’ipad Mini. I nuovi tablet dovrebbero arrivare sugli scaffali tra aprile e giugno prossimi.(ANSA). Y89-VC 10-GEN-17 13:49 NNNN *** OCCHIALI, PER VOCE ARANCIO - Dal 5 al 7 marzo, a Milano, si terrà la 40esima edizione del Mido, la più importante fiera italiana dedicata al mondo dell’occhiale. In Italia, il mercato dell’ottica vale oltre 3 miliardi di euro. Nel triangolo veneto tra Agordo, Padova e Belluno hanno sede le aziende più importanti al mondo nella produzione di montature da sole e da vista: Luxottica, Safilo, Allison, De Rigo e Marcolin. Tra i marchi di proprietà di Luxottica, primo leader mondiale nel settore, ci sono Ray-Ban, Oakley, Vogue, Persol, Oliver Peoples, Arnette e Revo, mentre i marchi in licenza includono Bvlgari, Chanel, Dolce & Gabbana, Prada, Salvatore Ferragamo, Versace,... Safilo ha licenze per Gucci, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Dior e Giorgio Armani. Allison per Ferrè, Missoni, Moschino, Biblos, Richmond, Vivienne Westwood,… De Rigo, proprietaria di Lozza, Police, Sting, lavora per Celine, Chopard, Ermenegildo Zegna, Escada, Givenchy, Jean Paul Gaultier, … Marcolin per Roberto Cavalli, Web, Tom Ford, DSquared, John Galliano, Replay, … Un italiano su due porta gli occhiali da vista e due su tre ne possiede almeno un paio da sole. L’occhiale da vista si rinnova in media ogni 3,4 anni, quelli da sole ogni 3, quelli ”da lettura” ogni 2,1. Elton John ha una collezione di 4.000 paia di occhiali, molti dei quali acquistati da Ottica Urbani, a Venezia. La stessa dove, negli anni Cinquanta, si serviva anche il grande architetto svizzero Le Corbusier. Karl Lagerfeld tiene sempre gli occhiali, notte e giorno, per vedere le cose in una tonalità più smorzata: «Se poi me li levo, le persone che ho intorno dimostrano di colpo dieci anni di più». Nel 2008 Luxottica ha venduto 16 milioni di Ray-Ban, cioè 44 mila al giorno. Il modello più richiesto: l’Aviator. Secondo la Commissione Difesa Vista, il 17% della popolazione superiore ai 14 anni, ai quali viene diagnosticato qualche difetto visivo, poi non fa nulla per correggerlo. L’ avvocato Agnelli si faceva stampare i discorsi da leggere in pubblico in caratteri extralarge per non dovere ricorrere agli occhiali da presbite davanti alla platea. Anche Mike Bongiorno mal sopportava gli occhiali. «Pur di non metterli mi facevo scrivere le domande a caratteri cubitali. Nessuno sapeva questo segreto finché un giornalista dall’occhio molto lungo se ne accorse e pubblicò la notizia. Fu così che ricominciai a mettere gli occhiali quando leggevo, e a toglierli quando guardavo in faccia il concorrente. Il togli - e - metti gli occhiali. Un gesto che divenne una mia caratteristica». Presbiopia = dal greco ”présbys”, vecchio . Nel 2008 sono stati utilizzati quasi 40 milioni di occhiali correttivi. I presbiti sono il 28,7%, i miopi il 23,1%, gli astigmatici il 14% e gli ipermetropi il 4,5%. «Questi occhiali sono da miope o da preside?» (da Totò cerca moglie). Il 2008, per il settore dell’occhialeria, è stato un anno difficile. Dopo anni di crescita, la produzione è calata del 6,4% rispetto al 2007, le esportazioni (ovvero l’85% della produzione) del 4,7% (occhiali da sole -6,9%, montature -0,5%). A livello di esportazioni, l’Italia è al primo posto con una quota di mercato del 26%. Seguita dalla Cina. La prima area di riferimento per l’export è l’Europa (53,3%). Ovunque ci sono stati risultati negativi (Spagna -8,1%, Inghilterra -8,1%, Germania -7%), tranne che in Francia, dove è cresciuto sia l’export degli occhiali da sole (+9,9%) sia quello delle montature (+9,6%). La contrazione più pesante si è verificata negli Stati Uniti: - 20,5% (montature - 10,9%, sole -24,7%) (Fonte: Anfao). Nel 2008, Luxottica, ha prodotto complessivamente 50 milioni di pezzi, di cui circa il 65% negli stabilimenti italiani. Il 70% circa della produzione dell’azienda di Leonardo Del Vecchio era destinato agli Stati Uniti. Per Safilo, il 40%. Nel 2008, il numero complessivo delle aziende è diminuito del 4% rispetto al 2007 e i dipendenti del 5,4% (Fonte: Anfao). Nel Bellunese, dal 2007 al 31 dicembre 2009 l’occhialeria ha perso 1391 occupati: erano 12.800 nel 2007, 800 posti sono stati persi nel 2008, 600 nel 2009; il numero di aziende è sceso da 485 a 396. Lo scorso anno, Safilo ha messo in cassa integrazione a rotazione, per due mesi, i 1.190 dipendenti dei quattro stabilimenti principali del NordEst, riducendo del 20-30% la produzione. Anche Luxottica, è stata costretta ad un cassa integrazione di 4 giorni per seimila persone. Nel 1961, l’anno della fondazione, Luxottica impiegava una decina di persone. Nel 2008, 61mila dipendenti. Nei primi 10 mesi del 2009 il calo dell’export è andato attenuandosi, da un -24% del primo trimestre si è passati a un - 10% del terzo. Complessivamente, il calo rimane però del 18%. «La situazione dei mercati internazionali non è facile, ma le previsioni per l’ultimo trimestre 2009 sono in miglioramento, mentre il 2010 si sta aprendo con qualche timido segnale di ottimismo» (Paolo Cannicci, vice presidente di Sipao, la sezione di Confindustria Belluno Dolomiti che rappresenta i produttori di articoli per l’occhialeria). Un paio d’anni fa, Lapo Elkann lanciò una linea di occhiali in fibra di carbonio. Costo: 1007 euro l’uno. L’ultimo esercizio dell’azienda ha chiuso con una perdita di 475 mila euro. «Se prima il consumatore non aveva nessuna difficoltà a pagare un occhiale anche 250 euro, ora il prezzo massimo non può superare le 150 euro. Le imprese si stanno impegnando con tutte le loro forze, ma il comparto si attende anche dei segnali concreti da parte del Governo, come degli incentivi per chi compra un occhiale e l’abolizione dell’Irap» (Paolo Cannicci). Mister Optik è una catena di ottica "low cost" che offre occhiali con sconti che vanno dal 20% all’80%. In vendita anche modelli Ray-Ban a 89 euro e Carrera a 69 euro. Spaccio Occhiali Vision®, acquistando lenti ed occhiali direttamente dalle aziende, è in grado di offrire ai clienti un risparmio del 50%. Fino al 15 marzo 2010, su montature da vista e da sole, Ottica Avanzi offre uno sconto pari all’età del cliente: 34 anni = 34% di sconto; 55 anni = 55% di sconto, e così via. Se si acquista un occhiale da vista con lenti antiriflesso, si ha diritto a un secondo occhiale da vista completo di lenti del valore di 59,00. Le promozioni non sono cumulabili. NauOttica è una catena di negozi ”cheap & chic”. «Abbiamo eliminato tutto il superfluo, packaging compreso, e abbiamo tagliato anche i costi del laboratorio che non è interno al punto vendita, questo tipo di organizzazione ci consente di guadagnare sui volumi più che sul singolo paio di occhiali venduto», ha spiegato Fabrizio Brogi, uno dei fondatori della catena. Entro il 2010, Conad aprirà, all’interno di supermercati e ipermercati, dieci negozi di ottica con marchio Ottico E.Leclerc Conad e Ottico Conad. Il primo prezzo per un paio di occhiali da vista o da sole completi di lenti e con due anni di garanzia varia da 29,90 euro a 49,90 euro. Gli occhiali hanno un costo medio inferiore del 30%. Lina Wertmüller, da più di 30 anni, porta sempre occhiali bianchi. «Ne volevo un paio così, con quel sapore balnare, ma non li trovavo da nessuna parte. Mi sono rivolta direttamente all’ azienda che li produceva, l’ ordinazione minima era di 5000 paia. Li ho presi tutti». Il fondatore della Geox, Mario Moretti Polegato, disegna le montature dei suoi occhiali. «Io li immagino, poi c’è un artigiano che li realizza. Ne avrò una cinquantina». ”Il Ministero della Salute, già pronunciatosi con una nota il 27 novembre 2008, ha ribadito con una comunicazione inviata ad Assogruppi il 25 giugno 2009 che la commercializzazione in internet degli occhiali da vista e delle lenti a contatto è del tutto contrastante con la normativa vigente in materia, la quale, infatti, prescrive che questi prodotti debbano essere venduti direttamente dall’ottico in negozio per la tutela della salute dei clienti". (Fonte: Assogruppi Ottica). L’86,6% degli italiani sceglie di acquistare occhiali su misura, mentre, secondo un ricerca di CRA e A.C. Nielsen, il 12,5% si affida all’autovalutazione e acquista le lenti in canali non specialistici. «L’occhiale ”premontato” dovrebbe essere solo un occhiale di emergenza perché non è fatto ”ad personam”» (Giulio Velati, presidente di Federottica). Gli occhiali premontati ”da lettura” sono quelli che si trovano, oltre che nei negozi di ottica, anche in farmacia e nei supermercati a partire da 7 euro. Correggono solo la presbiopia e montano lenti di uguale gradazione, da 1 a 3,50 diottrie. Per usarli, è indispensabile quindi avere la stessa gradazione da entrambi gli occhi. Queste montature hanno poi una distanza interpupillare standard. Se non si rientra nei parametri, si rischiano mal di testa e nausea. Marta e Matteo Marzotto hanno disegnato una linea di occhiali premontati per presbiti, Corpo Otto, in vendita esclusivamente nelle farmacie. Gli occhiali premontati ”Clic”, quelli che si chiudono sul naso grazie a un magnete, sarebbero nati da un progetto della Nasa per gli astronauti che, in assenza di gravità, non avrebbero potuto usare gli occhiali "normali". «La natura è fantastica. Un miliardo di anni fa non avrebbe mai sospettato che tutti noi avremmo portato gli occhiali da sole, eppure ci ha fatto le orecchie» (Milton Berle). *** ZEISS.IT – LA STORIA DEGLI OCCHIALI – Perdere la propria efficienza visiva è sicuramente un limite. Oggigiorno quando la vista si deteriora e gli occhi diventano più deboli, è necessario rivolgersi al proprio Medico Oculista o all’Ottico Optometrista di fiducia per prescrivere un paio di occhiali da vista, secondo necessità. In passato non era così: solo dopo il tredicesimo secolo le persone poterono migliorare davvero la loro vista con l’assistenza dei supporti visivi. La storia degli occhiali TI Maya, gli Egizi, i Cinesi e i Greci furono tutte grandi culture che realizzarono incredibili opere migliaia di anni fa. Ma quando si trattò di salvaguardare la vista, anche i più grandi studiosi si trovarono impotenti. In passato, proprio come oggi, accadeva che gli occhi delle persone si indebolissero man mano che l’età avanzava. Il grande oratore romano Cicerone si lamentava di quanto fosse fastidioso per lui dover avere schiavi che leggessero ad alta voce i testi per lui. L’imperatore Nerone guardava le sue amate battaglie gladiatorie attraverso uno smeraldo. Il filosofo greco Tolomeo (intorno al 150 d.C.) conosceva le prime leggi della refrazione della luce, ma si dovette aspettare oltre 1000 anni dopo prima che i matematici arabi e l’astronomo Alazen fossero in grado di formulare la legge di refrazione che fu essenziale per i successivi successi in campo ottico. I monaci svilupparono i primi supporti visivi pparono i primi supporti visivi I monaci italiani furono i primi che crearono le prime lenti dalla forma simile all’attuale nel 13°secolo. Queste lenti funzionavano come lenti di ingrandimento. Per costruire queste lenti, i monaci usavano un tipo di quarzo chiamato beryl. Solo qualche anno più tardi – nel 1267 – il monaco francescano di Oxford Roger Bacon fornì la prova scientifica che le lettere piccole potevano essere ingrandite con lenti che erano state tagliate in un modo specifico. Murano: il luogo di nascita degli occhiali I laboratori vetrari di Murano a Venezia, che godono ancora oggi di fama in tutto il mondo, possono rivendicare – e a ragione quindi – di essere il luogo di nascita degli occhiali. Nel 13°secolo, erano gli unici che avevano la capacità di fabbricare l’assolutamente essenziale vetro plasmabile. Le prime caratteristiche di qualità furono definite poco tempo dopo. Questi occhiali, chiamati supporti di lettura, avevano una lente a base convessa. Il bordo era fatto di ferro, corno o legno. A quel tempo era disponibile solo un’unica tipologia. In generale, i primi occhiali furono usati esclusivamente come supporti visivi per consentire agli individui presbiti di leggere. Gli occhiali come status symbol Solo 200 anni più tardi furono fabbricati i primi occhiali che possono, in qualche modo, essere assimilati agli occhiali moderni: gli occhiali da mano furono sostituiti da occhiali da indossare. La montatura consisteva di un solo pezzo. Naturalmente, solo le persone ricche potevano permettersi gli occhiali fatti di ferro o bronzo. In Spagna, forme di occhiali particolarmente grandi furono considerati uno status symbol. Anche i ponticelli in cuoio entrarono in uso per la prima volta come un modo di rendere il supporto visivo più comodo da indossare. Il problema più grande, a quel tempo, era in realtà la montatura. La montatura dell’occhiale tendeva a scivolare ripetutamente sul naso e in molti casi era talmente pesante che gli utenti trovavano questi occhiali piuttosto scomodi da indossare. I cosiddetti occhiali bordati di Norimberga comparvero sul mercato nel 18°secolo. Le persone diedero a essi il nome non bello di “spacca-naso”, ma divennero presto un successo, offrendo un livello di comodità nell’essere indossati che fino ad allora era stato considerato impossibile. Intorno alla fine del 18°secolo, gli occhiali con una singola lente chiamati monocoli divennero molto alla moda. Il monocolo era indossato dalle signore e dai signori dell’alta società in Germania e in Inghilterra. I francesi preferivano gli occhiali “pince-nez” (pinza-naso). Anche gli occhiali con una sola lente spesso non erano solo portati sul naso,ma erano anche sostenuti dai muscoli intorno all’occhio. La versione francese aveva il vantaggio che potevano essere tolti velocemente qualora si fosse in compagnia di altri, perché i vicini abitanti della Germania occidentale si imbarazzavano ancora a essere scoperti ad indossare i loro “pinza-naso”. Gli occhiali oggi Non fu prima degli anni 20 del secolo scorso che gli occhiali acquistarono il loro aspetto attuale e un disegno anatomicamente perfetto. Oggi, gli occhiali possono essere creati in quasi tutte le forme e materiali e le opzioni sono illimitate. Gli occhiali si sono affermati come il più importante supporto visivo in tutto il mondo e sono diventati popolari accessori di moda per molti. *** FOCUS.IT 28/6/2002 – Quando sono stati inventati gli occhiali? Se non si tiene conto delle leggende che ne attribuiscono il merito ai cinesi o agli indiani, gli occhiali furono inventati con ogni probabilità a Venezia nel corso del 1200. Nella Cronaca del convento di Santa Caterina di Pisa è detto che il frate domenicano Alessandro della Spina (morto nel 1313) «rifece e rese nota l’invenzione degli occhiali, che qualcun’altro aveva per primo realizzata ma non voluto diffondere». Documenti uffficiali. Sin dalla fine del ‘200, in alcuni capitolari delle arti veneziane, si fa menzione degli occhiali (“roidi da ogli”) come di oggetti già da tempo fabbricati dagli artigiani vetrai di Murano. Una delle prime rappresentazioni pittorica degli occhiali (riprodotta nella foto) appare nel ritratto del cardinale Ugo di Provenza, affrescato nel 1352 dal pittore Tomaso da Modena nel seminario vescovile di Treviso.