varie, 6 gennaio 2017
NOIA «Non colleziono nulla. Lo trovo noioso» (Kimi Raikkonen, pilota di automobilismo, della Ferrari)
NOIA «Non colleziono nulla. Lo trovo noioso» (Kimi Raikkonen, pilota di automobilismo, della Ferrari). COSIDDETTI «Al parterre c’erano Tomba, Girardelli e tanti altri campioni. A Zagabria servivano i cosiddetti, questo è uno slalom davvero speciale. E io volevo attaccare a tutta, sciare come mi riesce in allenamento» (Manfred Moelgg, sciatore, tornato a vincere uno slalom di Coppa del mondo, sulla Sljeme di Zagabria, otto anni dopo l’ultimo successo). MESSAGGI «Mi gaso sempre quando gareggiano i nostri, anche se non li vedo tanto spesso il legame con questo mondo è sempre forte. Mi piace sempre mandare qualche messaggio prima delle gare, o fare i complimenti dopo un bel risultato. Questa è stata la mia vita per tanto tempo» (Alberto Tomba, ex sciatore, dopo la vittoria di Manfred Moelgg di giovedì). FALLIMENTO «Nella mia mente, la parola fallimento non è concepita. Ho imparato molto dalle ultime sconfitte, perché poi mi sono seduto a un tavolo, ho scavato in profondità dentro me stesso e mi sono raffigurato tutto quanto serve per andare oltre. Non credo esistano limiti, nello sport e nella vita in generale: bisogna spingere per provare a sorpassarli» (Novak Djokovic, tennista). STRANIERI «Berlusconi aveva questo desiderio anche quando giocavo io: voleva un Milan milanese o lombardo. L’idea mi piace più delle altre perché credo nel senso di appartenenza: in Spagna ho fatto lo straniero e ammetto che vivi la squadra in maniera più distaccata. Credo invece che gli stranieri debbano arrivare per fare la differenza» (Demetrio Albertini, ex calciatore, al Milan dal 1991 al 2002). SCONTENTI «La testa comanda il corpo. Il mister Pioli ha trovato le corde giuste per tenere tutti coinvolti anche se ogni weekend ci sono 18 scontenti. Ha ridato fiducia a tutti, anche a coloro che giocavano poco con De Boer» (Mauro Icardi, calciatore, capitano dell’Inter). TRISTE «Sono rammaricato soprattutto per aver deluso i miei collaboratori che hanno condiviso con me questa esperienza. Il tecnico è quello che guadagna di più e cattura l’attenzione, ma alle sue spalle c’è sempre uno staff che lo sostiene in tutto. Fare le valigie dopo soli 85 giorni è una scocciatura. Cambiare casa, traslocare, mi ha intristito» (Frank De Boer, allenatore di calcio, parlando del suo esonero dall’Inter).