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 2017  gennaio 01 Domenica calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - L’ATTENTATO DI ISTANBUL REPUBBLICA.IT CAPODANNO di sangue e di terrore in Turchia

APPUNTI PER GAZZETTA - L’ATTENTATO DI ISTANBUL REPUBBLICA.IT CAPODANNO di sangue e di terrore in Turchia. Un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco in un night club di Istanbul, il ’Reina’, nel quartiere Besiktas, nella zona europea della città. All’interno c’erano circa 600 persone. Il bilancio provvisorio è di 39 morti (25 uomini e 14 donne), di cui 24 di nazionalità straniera (al momento nessun italiano risulta coinvolto), e almeno 70 feriti, quattro in gravissime condizioni. In un primo tempo s’era diffusa la notizia che l’attentatore fosse vestito da Babbo Natale, poi la smentita del premier turco Binail Yldrim: "Non è così". Nello stesso quartiere, lo scorso 10 dicembre, l’attacco allo stadio in cui morirono 38 persone e 166 rimasero ferite. Istanbul, il presunto attentatore dentro al locale Condividi PUBBLICITÀ inRead invented by Teads La dinamica e le telecamere. Il premier spiega che "il killer ha ucciso due persone all’entrata del night, un agente di polizia e un civile, poi è entrato sparando sulla folla", ripreso dalle telecamere interne del locale. Ma è giallo sulle immagini che ritraggono un uomo che si spoglia da quello che in un primo tempo era sembrato un vestito da Babbo Natale. Secondo alcuni testimoni l’assalitore urlava Allah Akbar. In un primo momento sembrava che si fosse barricato all’interno del night: la polizia ha circondato il locale ed era pronta a un blitz. Poi è stato accertato che era riuscito a fuggire nascondendosi fra i clienti del locale in cerca di scampo (alcuni si sono gettati nelle acque del Bosforo), ma non prima di aver abbandonato l’arma sul luogo dell’attacco. Prosegue la caccia all’uomo. Alcuni media locali parlano di due assalitori. Fra le vittime, cittadini sauditi, marocchini, libanesi e libici, una 18enne israeliana e probabilmente - secondo Bruxelles - una ventenne turco-belga. Capodanno di sangue a Istanbul, i proiettili rimbalzano sull’auto Condividi La mano dell’Isis. Al momento non vi è stata alcuna rivendicazione dell’attacco ma secondo quanto riferito dalla tv satellitare Al Jazeera, esperti sostengono che ci sarebbe la mano dell’Isis, dati la tempistica e il bersaglio scelti. Pochi giorni fa l’Isis aveva rivolto un appello ai ’lupi solitari’ per fare attentati durante "celebrazioni pubbliche, raduni e in locali". "Un tentativo di distruggere il morale" della Turchia e di "creare il caos colpendo in modo deliberato la pace e i civili": così ha definito l’attentato il presidente Recep Tayyip Erdogan, affermando poi che la Turchia "continuerà a combattere fino alla fine contro il terrorismo per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione". In Turchia le misure di sicurezza erano state rafforzate negli ultimi dieci giorni dopo che funzionari dell’intelligence Usa avevano messo in guardia sul rischio di un attacco. Attacco a Istanbul, Ansaldo: "Colpita la Turchia laica" Condividi Le reazioni internazionali. Dura la condanna della Casa Bianca che parla di "orribile attacco terroristico". Anche Papa Francesco, durante l’Angelus in San Pietro, ha rivolto un pensiero alle vittime: "Dio aiuti chi affronta la piaga del terrorismo". L’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la sicurezza, Federica Mogherini, esprime vicinanza alle famiglie delle vittime e sottolinea come si debba lavorare per "prevenire tali tragedie". Condanna anche da parte del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente francese Francois Hollande, del presidente russo Vladimir Putin, del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. MARCO ANSALDO Attacco a Istanbul, Ansaldo: "Colpita la Turchia laica" Sono almeno 39 le vittime dell’assalto nella discoteca Reina. "Un club esclusivo e molto presidiato. È stato scelto dai terroristi perché simbolo della Turchia laica. Il califfato islamico e i gruppi jihadisti hanno preso di mira il Paese di Erdogan che non li appoggia più" PAOLO BRERA Istanbul, Brera: "Nel bersaglio dei terroristi c’è la spensieratezza" "Forse uno, forse due gli attentatori del Reina, un locale costoso ed elegantissimo. Chi ha colpito ha messo in scena un film horror per colpire chi aveva voglia di divertirsi. Tra le vittime, sicuramente stranieri". AREA CHIUSA, BLINDATA, POLIZIA NON PARLA ORTAKOI (?) QUARTIERE BESIKTAS CORRIERE.IT Sarebbero tre le persone ricercate per la strage di Capodanno a Istanbul. Lo riferiscono media locali mentre la polizia turca ha diffuso le immagini di uno dei presunti assalitori. Giovane, capelli neri e barba scura: il suo viso è stato ripreso da alcuni video di sorveglianza. Sarebbe lui uno dei killer o il killer che, poco prima della mezzanotte del 31 dicembre, ha fatto irruzione in una delle discoteche più famose di Istanbul uccidendo a colpi di kalashnikov 39 persone (tra cui 24 stranieri) e ferendone 69. Dopo l’attacco, la sera di Capodanno al «Reina», che si trova sul Bosforo nella parte europea della città, è partita una imponente caccia all’uomo. Erdogan: «Vogliono il caos» Tra i morti anche un agente di sicurezza che avrebbe provato a fermare l’assalitore all’ingresso del locale. Il governatore di Istanbul Vasip Sahin ha parlato di «attacco terroristico condotto da un solo attentatore».«Un attentato che punta a seminare il caos» il primo commento di Erdogan. PUBBLICITÀ inRead invented by Teads Il Papa: «Basta terrorismo». Mattarella: «Fermezza contro la barbarie» «Purtroppo, la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Addolorato sono vicino al popolo turco» le parole di papa Francesco che durante l’Angelus in piazza San Pietro ha pregato per le vittime della strage. Al presidente turco ha inviato un messaggio il presidente della Repubblica Mattarella. « L’Italia è vicina alla Turchia, nella radicata consapevolezza che occorra continuare a far fronte alla barbarie terrorista con la necessaria fermezza e anche attraverso la continua affermazione, in ogni ambito, della libertà e dello stato di diritto» scrive. shadow carousel Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Prev Next Caccia all’attentatore in fuga Il killer ripreso da una telecamera di sicurezza Il killer ripreso da una telecamera di sicurezza La sparatoria è avvenuta attorno all’1.15 del mattino, in Italia le 23.15. L’attentatore ha ucciso una agente di sicurezza (identificato come Fatih Cakmak che era sopravvissuto all’attacco fuori dallo stadio del Besiktas) e un civile all’esterno del locale, il Reina, che si trova nella parte europea della città, ed è affacciato direttamente sul Bosforo. Il killer ha aperto il fuoco a colpi di kalashnikov sulle persone che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno. Il ministro dell’Interno Suleyman Soylu ha riferito che il killer è riuscito a dileguarsi ed è in corso una caccia all’uomo, un’operazione su larga scala per catturarlo. Nella fuga ha abbandonato l’arma. Anche questo, oltre naturalmente alle immagini dei video di sorveglianza con il volto del presunto killer, potrebbe essere un elemento importante per le indagini. Al momento, all’interno del Reina c’erano almeno 500 persone. Alcune di loro si sono salvate buttandosi in acqua, direttamente nello stretto del Bosforo, dalle finestre del locale. Nessuna rivendicazione Nessuna rivendicazione è ancora stata diffusa. Alcuni testimoni hanno raccontato all’agenzia di stampa turca Dogan che durante la sparatoria l’assalitore gridava «Allah Akbar». Troppo poco per capire qualcosa sulla matrice dell’attacco. Secondo gli esperti citati dalla tv Al Jazeera, comunque, ci sarebbe la mano dell’Isis per tempistica e bersaglio dell’attacco. «Nessun attacco terroristico spaccherà la nostra unità» ha scritto su twitter il ministro della Giustizia turco Bekir Bozdag in un tweet: «La Turchia continuerà la sua determinata battaglia per estirpare il terrorismo». Attivata la Farnesina. Alfano: «Lottare contro il terrore» Dopo le notizie dalla Turchia è stata attivata l’unità di crisi della Farnesina che è in contatto con il consolato generale italiano a Istanbul per le «verifiche di rito» sull’eventuale presenza di italiani nel locale. Secondo quanto riferito dalle autorità gli stranieri morti nell’attacco sarebbero 15. Il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu ha spiegato che 21 vittime sono già state identificate: di queste, ventiquattro appunto sono straniere e soltanto 5 turche. Il premier italiano Gentiloni ha parlato di un «vile e brutale attacco» in una nota con cui ha inviato le proprie condoglianze a Erdogan aggiungendo poi: «Il nostro pensiero va alle vittime innocenti la cui vita è stata spezzata da ferocia inumana proprio nella normalità della condivisione di un momento di festa. L’Italia si stringe tutta intorno alle famiglie e piange con loro». «Le lacrime non bastano. Dobbiamo continuare a lottare contro il terrore» ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri Alfano all’indomani dell’attentato di Capodanno, continuando: «La tragedia di#Instanbul ci ricorda che la lotta contro il terrore non conosce pause nè feste o Paesi o continenti. Serve unità. Ad ogni costo». Morta diciottenne israeliana, almeno tre francesi feriti Leanne Nasser, 18 anni: la prima vittima identificata Leanne Nasser, 18 anni: la prima vittima identificata Il ministero degli esteri israeliano ha confermato la morte di una ragazza israeliana di 18 anni, originaria della città di Tira: Leanne Nasser, il nome della prima vittima identificata dell’attacco. Era nel locale insieme ad alcuni amici: una ragazza rimasta ferita e altri due illesi ma in stato di choc. Tra le vittime, secondo quanto riferito dal ministro della Famiglia turco, Fatma Betul Sayan Kaya, ci sono anche cittadini sauditi, marocchini, libanesi (tre i feriti citati dal ministero degli Esteri del Paese) e libici. E ci sarebbero anche tre francesi feriti secondo quanto riportato dal ministro degli esteri Jean-Marc Ayrault che ha spiegato: «Siamo in contatto con le autorità turche che stanno procedendo all’identificazione dei corpi». Le minacce dell’Isis, le azioni del Pkk:la Turchia è sempre nel mirino. Ecco perché Le minacce dell’Isis, le azioni del Pkk:la Turchia è sempre nel mirino. Ecco perché Le minacce dell’Isis, le azioni del Pkk:la Turchia è sempre nel mirino. Ecco perché Le minacce dell’Isis, le azioni del Pkk:la Turchia è sempre nel mirino. Ecco perché Prev Next Tanti fronti aperti Condanna internazionale, Putin: «Dovere combattere il terrorismo» Condanna unanime da parte delle diplomazie internazionali su quanto avvenuto durante i festeggiamenti in Turchia. «Gli Stati Uniti condannano con forza l’attacco terroristico in un night club di Istanbul» e si dicono «solidali con il loro l’alleato Nato, la Turchia, nella lotta contro la costante minaccia del terrorismo» fa sapere la Casa Bianca in una nota del dipartimento di Stato americano. Parla di tragico inizio per il 2017» il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, sul suo profilo Twitter. E da Putin arriva un messaggio diretto per il Erdogan. Il presidente russo in una nota sottolinea come il dovere comune sia «combattere il terrorismo. È difficile - scrive - immaginare un crimine più cinico di quello di uccidere persone innocenti durante i festeggiamenti del Capodanno». Uno sforzo comune contro il terrorismo è quello che chiede anche Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, nel suo messaggio di condoglianze a Erdogan. Sostegno alla Turchia anche da parte del presidente francese Francois Hollande che a proposito dell’attacco della notte al Reina Club si è detto indignato e conferma l’impegno di Parigi a «continuare la lotta implacabile contro questa piaga (del terrorismo) con i suoi alleati». Il precedente: l’attentato allo stadio Non è la prima volta che il quartiere di viene colpito da attentati. Lo scorso 10 dicembre l’attacco allo stadio del Besiktas. Allora i morti furono 38 e i feriti 166. CORRIERE.IT SUL REINA Meta della movida di lusso Esattamente a metà strada tra i due quartieri gioiello di Istanbul, Ortakoi e Bebek, abitati dalla ricca borghesia turca e da europei che lavorano a Istambul. Sono decorati, come in un dipinto, da esclusivi condomini di lusso circondati dal verde e da ville con affaccio sul Bosforo servite di attracchi privati per barche e motoscafi. Per i turchi che vi abitano e che la frequentano, vedere quella drammatica fila di ambulanze stazionare davanti al Reina è stato uno shock. Non solo perché è uno dei più esclusivi locali della movida della città (per pochi, non per tutti) ma anche perché è diventato una delle attrattive delle mini crociere che quotidianamente solcano le acque del Bosforo cariche di turisti. Per questi motivi l’attacco al Reina ha costituito una grande sconfitta e la consapevolezza che il terrore potrebbe averla vinta definitivamente, nonostante le parole del presidente Erdogan dopo l’attentato di Capodanno: «Cercano il caos, ma resteremo uniti e continueremo a combattere». PUBBLICITÀ inRead invented by Teads shadow carousel Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Istanbul: attentato in un locale durante la festa di Capodanno Prev Next Come a New York, Londra o Parigi Le vittime fatte dall’Isis fanno parte di quella Istanbul laica e cosmopolita che a frequentarla, farebbe sentire a casa qualsiasi europeo. Entrando al Reina ci si trova catapultati a New York come a Londra o a Parigi. Chi sceglie di passare il Capodanno nel famoso night club, arriva certamente a bordo di auto di lusso e accompagnato da signore in abiti firmati e gioielli costosi - e spesso sono scortati da nerboruti body guard - Chi ha colpito il Reina ha colpito quella parte di turchi che vivono e lavorano guardando all’Europa non come ad una meta da raggiungere ma come ad un dato di fatto che per loro è assolutamente reale e concreto, nonostante la storia, la religione, la politica e le promesse disattese. LE VITTIME [Esplora il significato del termine: Diciotto anni, occhi e capelli neri: Leanne Nasser, israeliana, originaria della città di Tira, è la prima vittima identificata della strage di Capodanno alla discoteca di Istanbul. La giovane stava festeggiando l’arrivo del 2017 con alcuni amici. erano in quattro: Leanne è rimasta uccisa dai colpi di arma da fuoco; l’amica che era con lei è ricoverata in ospedale. Altri due amici sono rimasti illesi, ma sono in stato di choc. Poliziotto in forza ad un servizio di guardie private, il 35enne Fatih Cakmak era scampato all’attacco del 10 dicembre scorso fuori dallo stadio del Besiktas. Ha trovato la morte la notte di Capodanno al Reina Club. Lavorava come autista nel mondo del turismo ed è morto durante una pausa del suo lavoro Ayhan Arik. Il suo corpo è stato subito consegnato ai parenti che hanno già celebrato il suo funerale. Guardia di sicurezza, 27 anni, ragazza madre di un bambino di soli 3 anni, Hatice è morta sotto i colpi dell’attentatore alla discoteca Reina. Kenan Kutluk è un’altra delle vittime dell’attacco della notte di Capodanno. Sposato, due figli, lavorava come cameriere nella discoteca presa di mira dal killer 21 anni e il desiderio di lavorare per proteggere gli altri: Burak, di professione poliziotto, è anche lui una delle vittime dell’attacco al Reina Club. Mustafa Jalal Ahmed Abbas era uno studente della Kemerburgaz Universitesi di Istanbul e proveniva dall’Iraq. Studiava architettura e dà notizia della sua morte nell’attentato di Capodanno la stessa Università su twitter. Elias Wardini, cittadino libanese, ha perso la vita nell’attacco Mustafa Sezgim Seymen avrebbe dovuto sposarsi nel 2017. Nell’attentato è rimasto ferita la fidanzata Ho Mousalle (a sinistra) era un banchiere libanese. E’ stato riconosciuto con la prova del Dna Mustafa Kaya era un promotore finanziario e stava festeggiando il Capodanno al Reina Fatih Lakmak era un poliziotto ITALIANI Italiani scampati alla strage: si sono gettati a terra Dopo le notizie dalla Turchia è stata attivata l’unità di crisi della Farnesina che è in contatto con il consolato generale italiano a Istanbul per le «verifiche di rito» sull’eventuale presenza di italiani nel locale. Secondo la tv locale modenese Trc-Telemodena al Reina c’erano anche alcuni giovani italiani che al momento degli spari si sono gettati a terra. Si tratterebbe di tre modenesi e alcuni amici di Brescia e Palermo che, per lavoro, vivono da tempo a Istanbul. Nessuno è rimasto coinvolto nella sparatoria ma nella concitazione alcuni di loro hanno riportato qualche escoriazione. Il premier italiano Gentiloni ha parlato di un «vile e brutale attacco» in una nota con cui ha inviato le proprie condoglianze a Erdogan aggiungendo poi: «Il nostro pensiero va alle vittime innocenti la cui vita è stata spezzata da ferocia inumana proprio nella normalità della condivisione di un momento di festa. L’Italia si stringe tutta intorno alle famiglie e piange con loro». «Le lacrime non bastano. Dobbiamo continuare a lottare contro il terrore» ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri Alfano all’indomani dell’attentato di Capodanno, continuando: «La tragedia di#Instanbul ci ricorda che la lotta contro il terrore non conosce pause nè feste o Paesi o continenti. Serve unità. Ad ogni costo». I PRECEDENTI DI QUEST’ANNO 17 febbraio, autobomba ad Ankara Una potente autobomba contro un convoglio militare in pieno centro ad Ankara, nel quartiere di Kizilay, a circa 300 metri dal Parlamento turco e dal quartier generale dell’esercito: 28 morti e oltre 60 feriti. 13 marzo, altra autobomba ad Ankara Una nuova autobomba guidata da un kamikaze esplode nell’affollato centro di Ankara nell’ora di punta serale vicino ad un autobus nell’affollato centro uccidendo 38 persone. Il governo accusa il Pkk e bombarda i curdi in Iraq. 7 giugno, ordigno a Istanbul 12 persone morte e 56 ferite nello scoppio di un ordigno a Vezneciler, un quartiere centrale della città turca di Istanbul, di solito frequentato da molti turisti. Una macchina parcheggiata imbottita di esplosivo è stata fatta esplodere a distanza nel momento in cui stava passando un pullman della polizia. L’attacco nei pressi dell’università in un orario di punta è rivendicato dal gruppo militante curdo Tak (Kurdistan freedom hawks). 28 giugno, attacco all’aeroporto Ataturk Tre esplosioni e una serie di spari all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Tre kamikaze si sono fatti esplodere poco dopo aver ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia che li aveva individuati e aveva tentato di fermarli. Almeno 41 i morti e 239 i feriti. La strage viene attribuita all’Isis 20 agosto, kamikaze al matrimonio Un kamikaze minorenne si fa esplodere a un matrimonio a Gaziantep, uccidendo 51 persone, fra cui almeno una trentina fra bambini e ragazzini. Incolpato l’Isis. 10 dicembre, attacco allo stadio del Besiktas Un doppio attacco dinamitardo fuori dallo stadio della Vodafone Arena uccide 44 persone a sole due ore dalla fine della partita di calcio del Besiktas contro il Bursaspor. Un’autobomba esplode al passaggio di un autobus pieno di agenti; un kamikaze si fa esplodere vicino a Macka Park. Rivendica un gruppo curdo Tak (Falchi per la liberazione del Kurdistan). 19 dicembre, ambasciatore russo assassinato Un poliziotto fuori servizio di 22 anni aggredisce l’ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, mentre sta tenendo un discorso alla mostra fotografica «La Russia vista dai turchi». Anche altre persone, almeno 3, sono rimaste ferite. Inutili i soccorsi immediati prestati al diplomatico che è spirato sul posto. Dopo l’attacco l’attentatore, che avrebbe gridato «Non dimenticate Aleppo», è stato ucciso in un blitz delle forze speciali. ANALISI DI GUIDO OLIMPIO La Turchia è nel mirino su più fronti e l’attacco di Istanbul di Capodanno coincide con una fase estremamente delicata, con ramificazioni regionali e interne. Gli avversari sono tanti. E’ presto per indicarne uno con precisione. A dicembre, nel suo primo messaggio, il nuovo portavoce dello Stato Islamico, Abu Hassan al Muhajir, aveva invitato i militanti a colpire la Turchia. Per il movimento il governo di Erodgan è un avversario, anche se le autorità hanno spesso chiuso gli occhi sui movimenti jihadisti. In queste settimane poi le truppe turche sono protagoniste di duri combattimenti con i seguaci del Califfo ad al Bab, nel nord della Siria. L’Isis dispone nel paese di un poderoso network dove elementi basati all’interno dei confini nazionali possono fare da sponda a complici in arrivo dalla vicino territorio siriano. I militanti hanno appartamenti sicuri, appoggi, reti di comunicazione. Si muovono a loro agio. Hanno già colpito in passato in modo pesante, con azioni suicide e attacchi coordinati come è avvenuto all’inizio dell’estate all’aeroporto di Istanbul. C’erano stati negli ultimi tempi molti allarmi su possibili attentati. Appena sabato mattina la polizia aveva arrestato 8 presunti membri dell’Isis ad Ankara: secondo le autorità stavano per passare all’azione. I night club o i locali pubblici sono uno dei bersagli delle formazioni islamiste. Lo abbiamo visto a Parigi con la strage del Bataclan e poi a Orlando. Punti di ritrovo, luoghi di divertimento che la propaganda Isis ha più volte esortato a trasformare in target. Anche perché – hanno spiegato – sono facili da attaccare. Le autorità devono vedersela non solo con il pericolo dello Stato Islamico. In questi mesi una fazione dissidente del PKK – i Falchi – è stata protagonista di attentati in diverse località. Questo ovviamente pesa sul sistema di protezione e difesa, troppi i nemici da fronteggiare. Il recente agguato costato la vita all’ambasciatore russo ha rivelato, ancora una volta, buchi nella rete di sicurezza. Un’imboscata condotta da un poliziotto che avrebbe vendicato i morti di Aleppo, una storia che deve essere ancora chiarita, con molte piste. Una vicenda che ha confermato l’opacità su certi rapporti e una situazione di grande instabilità. Sullo sfondo il sospetto di trame interne, collegate a quello che chiamano “lo stato profondo”. Un mix di servizi, criminali, estremisti che spunta fuori in momenti critici. Per alcuni un’arma di provocazione o uno strumento per la strategia della tensione. LA Turchia è sponsor, insieme a Russia e Iran, di un fragile accordo di tregua in Siria. Un piano contrastato da molti, comprese componenti islamiste che non perdonano il tradimento della ribellione da parte di Erodgan. Ankara, stringendo un patto con i russi, ha di fatto scaricato parte degli insorti. LASTAMPA.IT La dinamica della strage è ancora incerta: i media non sono concordi nemmeno sul numero di persone presenti nel locale all’1:30 (le 23:30 di ieri in Italia), l’ora della strage, che varia dai 500 agli 800 presenti. Il killer ha sparato fuori dal locale: un video mostra pallottole che rimbalzano di striscio sul tettuccio di un’auto e una figura, vestita di nero e incappucciata con un’arma, entrare di corsa nella discoteca. Il terrorista avrebbe prima ucciso una guardia giurata all’ingresso, prima di entrare e iniziare a sparare sui clienti. «Ha preso di mira l’agente di sicurezza e poi ha sparato e l’uomo ed una donna che passava di lì sono caduti a terra», ha raccontato un ragazzo di 22 anni all’Associated Press. Per sfuggire alla strage, alcuni dei clienti si sono lanciati nelle acque gelide del Bosforo e sono poi stati tratti in salvo, anche se c’è certezza che tutti siano stati salvati. I testimoni sopravissuti sono concordi su una cosa: una volta entrato il terrorista «sparava a casaccio», sparava su tutti, sulla folla. «Sparava ovunque, come un pazzo», ha raccontato alla Cnn turca una donna, ferita a una gamba da un proiettile. Un altro testimone afferma che le forze speciali sono intervenute portando via i sopravissuti. «Ero di spalle e mio marito ha urlato: `Buttati giù!´. Poi sono svenuta», ha raccontato una donna. FALLITO GOLPE DEL LUGLIO SCORSO GIORDANO STABILE Con cadenza quasi mensile la Turchia viene sottoposta a devastanti attacchi terroristici. Dopo il fallito golpe del luglio scorso e la svolta pro russia del presidente erdogan ora ankara si trova chiusa tra due fuochi da una parte gli assalti dei curdi contro le forze di sicurezza che reprimono nel sud del paese e nel nord della siria e dall’altra gli islamisti l’isis in particolare che ha già colpito l’aeroporto di istanbul a giugno ma anche altri gruppi saladfiti che non vedono con favore la svolta verso mosca della politica siriana e minacciano l’equilibrio della turchia sempre più in bilico tra un occidente che si allontanana e il mondo asiatico dominato da putina dall’iran e dalla cina