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 2016  dicembre 29 Giovedì calendario

IL DIGITALE? È CARTA STRACCIA. CHE COSTA 100 MILIONI L’ANNO

L’esposto sullo spreco della carta deve essere presentato su un file stampabile”. Parola della Procura della Corte dei Conti.
Quando a Filippo Bertolami (Pnfd – Polizia nuova forza democratica) e Cecilia Poggi (Cisal – Funzioni pubbliche centrali) è giunta la risposta della magistratura contabile, non sapevano se ridere o piangere. Avevano appena inviato un esposto sullo spreco della carta, l’uso indebito delle stampanti (ed ecco che pure la denuncia deve essere stampata), saranno pochi centesimi, ma messi tutti insieme fanno una fortuna.
Cento milioni l’anno soltanto per quanto riguarda la Polizia di Stato. Ecco il contenuto dell’esposto. Nonostante circolari e ordini di servizio che da anni ribadiscono il concetto: devono essere stampati soltanto i documenti “strettamente indispensabili”.
Non accade così per la polizia. E chissà nelle altre amministrazioni dello Stato. I due sindacalisti hanno fatto i conti fino al centesimo, una ricerca che dura da mesi: “In tutta Italia abbiamo calcolato che lo spreco arriva a cento milioni di euro l’anno. Soltanto a Roma siamo intorno a 20 milioni”. Com’è possibile? “Non è soltanto la carta, anche se si parla di milioni e milioni di fogli. Ci sono poi le stampanti con il toner, le spese per acquisto, locazione, manutenzione e pulizia di cinquecento archivi (contando solo quelli oltre i cento metri quadrati) sparsi in tutto il Paese dove lavorano circa mille poliziotti. Soltanto a Roma, Capitale d’Italia e di questo spreco, si contano cento locali adibiti ad archivio con 200 agenti”. Non basta: i documenti che potrebbero essere spediti in formato digitale con un semplice “clic”, spesso invece vengono recapitati a mano utilizzando autisti e auto di servizio. Altro denaro. Altro spreco.
E non finisce qui: per ridurre l’utilizzo della carta – tagliando i costi, ma anche i danni all’ambiente – negli ultimi anni la pubblica amministrazione ha compiuto investimenti rilevanti per acquistare hardware e software. “Ad esempio – scrivono gli autori dell’esposto – le spese per il sistema Mipg che viene gestito da Napoli per tutta Italia e la formazione del Personale per dematerializzare gli archivi cartacei e digitalizzare i processi documentali”. Lasciamo perdere lo spreco di tempo.
E pensare che già nel 2008 il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) aveva emanato una circolare in cui si diceva: “Nonostante le iniziative finalizzate alla razionalizzazione della produzione e distribuzione di stampati (…) si raccomanda l’adozione di ogni misura utile che limiti allo stretto necessario le richieste di stampati per il funzionamento degli uffici”.
Poi nel 2014 era arrivata una circolare della Direzione centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale. Un nome così lungo che già a stamparlo serve un foglio. Ancora: nel 2016 tocca alla Direzione Centrale per gli affari generali della Polizia di Stato. Si parla della necessità di “gestione documentale e protocollazione informatica” da realizzare “nel più breve tempo possibile, così da poter permettere la digitalizzazione e la dematerializzazione degli archivi cartacei della Polizia di Stato, al fine di non incorrere in osservazioni da parte della Corte dei Conti”. Si ricorda “la fornitura di kit di firma digitale (…) affinché tutto il flusso sia gestito in digitale”.
La carta è leggera, ma pesa, e molto, sui nostri bilanci. Lo aveva detto più volte il commissario alla spending review Carlo Cottarelli: “L’informatizzazione può far risparmiare carta, materiale e forza lavoro da riutilizzare in altri settori”. Un discorso che nella Polizia vale forse più che altrove, con la fame che c’è di agenti operativi.
La digitalizzazione, secondo Cottarelli, nel 2015 poteva valere 1,1 miliardi di risparmio e nel 2016 addirittura 2,5 miliardi. Senza contare l’abuso della carta. Ogni anno nel mondo se ne producono 1,7 miliardi di metri cubi (il 90 per cento per un utilizzo usa e getta).
Così ecco i tagli. Le circolari e i regolamenti. Forse anche quelli stampati su carta. Ma gli sprechi continuano: cento milioni l’anno solo nella Polizia. “Chiediamo al ministro Marco Minniti – concludono Bertolami e Poggi – di trasformare questo danno erariale in risorsa per il territorio e fronteggiare in modo più efficace l’emergenza terrorismo. Abbiamo visto flop di intelligence, vigilanza sui trasporti e controlli alle frontiere emersi dopo la sparatoria di Milano. Dobbiamo accertare i motivi dell’ostruzionismo interno alla dematerializzazione e se vi siano lobbies che si stanno arricchendo, anche alla luce delle indagini della Procura di Napoli sugli appalti sospetti nelle pubbliche amministrazioni”.