varie, 28 dicembre 2016
SCIACALLI «Quello di cui ho più paura è la solitudine. Do fiducia a tutti, ma sono bravo a capire le persone
SCIACALLI «Quello di cui ho più paura è la solitudine. Do fiducia a tutti, ma sono bravo a capire le persone. Il nostro ambiente è pieno di sciacalli che vogliono cibarsi della nostra notorietà e provano a truffarci. Gente che ti può portare su brutte strade» (Emiliano Viviano, calciatore, portiere della Sampdoria). 100% «Non c’è mai stata la possibilità di poter concretizzare il mio sogno di allenare l’Inter. Sapevo da tempo che l’Inter non avrebbe mai più fatto parte della mia vita e sono convinto al 100% che anche in futuro rimarrà così» (Walter Zenga, ex calciatore dell’Inter e allenatore, al momento disoccupato). PEZZO «Quando vieni paragonato a campioni come Antognoni o Baggio è una soddisfazione enorme. Bisogna meritarselo ogni giorno, lavorando, facendo sacrifici, restando concentrato e umile: bisogna sempre stare sul pezzo» (Federico Bernardeschi, calciatore, trequartista della Fiorentina). GIOVANE «Mi sento ancora giovane... Ho da poco raggiunto la 100a in A. Pensare che sono passati già più di 4 anni dal mio esordio fa effetto, sono volati. Insomma, sono ancora giovane, ma vedendo Donnarumma e Locatelli che ne hanno 6-7 meno di me... mannaggia...» (Andrea De Sciglio, calciatore, terzino del Milan). ORA «I norvegesi sciano bene, sciano forte, non sbagliano. È ora di iniziare a batterli» (Dominik Paris, sciatore, che martedì ha conquistato il suo diciassettesimo podio in Coppa del Mondo arrivando terzo al SuperG di Santa Caterina). CAMPANILE «Da dilettante ti stressi e ti stressano per vincere il circuito del campanile, per sommare punti e vittorie. Ma che vittorie sono? Qui ci sono altri orizzonti, ti trovi a correre la Roubaix. Questo è il ciclismo. Ti guardi dietro e scopri che il resto è poco o nulla. Una vittoria da dilettante non conta niente. Quello che è importante è arrivare preparati, formati, per affrontare queste gare» (Gianni Moscon, ciclista del team Sky). BELLA «La cosa più bella dell’anno? Senza dubbio l’Atalanta. Ma non intendo solo la classifica: è che gioca come una grande. Davvero. Aggressiva in tutte le zone, con inserimenti, verticalizzazioni, poco possesso palla ma tagli rapidi, tutti che vanno in gol, esterni che si allargano per ricevere. Le grandi d’Europa fanno così» (Marcello Lippi, allenatore di calcio, c.t. della nazionale cinese).