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 2016  dicembre 26 Lunedì calendario

FAMIGLIA «Sa cosa mi dicono al bar, per strada, quando vado al ristorante? Mi dicono: “Giancarlo, bentornato in famiglia”

FAMIGLIA «Sa cosa mi dicono al bar, per strada, quando vado al ristorante? Mi dicono: “Giancarlo, bentornato in famiglia”. Per me è come riconquistare l’amore della mia vita. Non è stato facile in questi anni. Cosa provereste incontrando ogni giorno la donna che ti ha fatto battere il cuore senza poterci stare insieme?» (Giancarlo Antognoni, ex calciatore della Fiorentina e, da gennaio dirigente, della squadra viola). ZITTO ««Già tra parlare e stare zitto io preferisco la seconda scelta. Poi alle corse sono teso, concentrato. Penso a tutto quello che devo fare. In più ci sono mille persone attorno e in pochi secondi non è facile che si crei feeling. E ci dovete anche capire: noi siamo corridori, non abbiamo la stessa facilità di espressione di voi giornalisti» (Chris Froome, ciclista, vincitore tra l’altro di tre Tour de France). PIENO «Noi giochiamo per i tifosi, quando vedo che il nostro stadio non è pieno, poi andiamo a Torino e troviamo il tutto esaurito, uno stadio intero per la Juve penso che è più difficile. Se il nostro stadio fosse pieno, sarebbe tutto più facile» (Edin Dzeko, calciatore, attaccante della Roma). DISGUSTO «Ho visto e sentito di tutto: striscioni contro la squadra, cori offensivi, giocatori che se la prendevano con l’allenatore. Sono rimasto disgustato, ma che calcio è?» (Tommaso Giulini, presidente del Cagliari). SUICIDIO «Ho pensato di suicidarmi. Dopo il licenziamento al Sunderland dopo 23 giorni di lavoro e l’anno di stop per le irregolarità nel mio trasferimento dall’Arsenal al Galatasaray, mi sono trovato svuotato. Senza una squadra, senza il calcio e senza amici» (Emmanuel Eboué, ex calciatore ivoriano). FUTURO «Ho bisogno di pormi sempre nuovi obiettivi, stare a casa a far nulla per me è impossibile. Mi sono finalmente laureata in Pedagogia, dopo 10 anni, e magari lavorerò con i bambini, mi è sempre piaciuto. Quando sono a casa a Gorizia provo a imparare a cucinare. E intanto mi vedrete in tv» (Tina Maze, sciatrice, che il 7 gennaio disputerà la sua ultima gara in carriera a Maribor). TEMPO «Non mi interessa quanto tempo ci vorrà. Che siano tre o sei mesi o anche un anno non mi interessa: ho una certezza ed è che un giorno o l’altro io tornerò a giocare» (Petra Kvitova, tennista, che la scorsa settimana è stata ferita al tendine della mano sinistra da un ladro entrato in casa sua).