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 2016  dicembre 23 Venerdì calendario

LO STRUMENTO CHE HA PERMESSO DI COLORARE IL MONDO


Nel 1871 alcuni contadini scoprirono casualmente nelle campagne presso Chiusi un vaso antico ancora ben conservato. Quando gli studiosi poterono osservarlo da vicino stabilirono che si trattava di un vaso risalente al V secolo a.C. sul quale era rappresentata Penelope seduta, con espressione malinconica, davanti al suo telaio. Questo prezioso reperto è importante non solo per la sua bellezza ma anche perché mostra che la tessitura era un’attività molto diffusa in ogni ceto sociale. Inoltre, secondo Mario Iozzo, sul vaso di Chiusi si trova «la più antica raffigurazione di una stoffa orientale ed una delle più accurate del telaio verticale» che aveva raggiunto, cinque secoli prima di Cristo, una grande perfezione, sicuro indizio che la tessitura aveva alle sue spalle una lunga storia.
Come ebbero origine i primi tessuti è ancora materia di discussione fra gli studiosi. L’ipotesi più convincente è che i primi pas si furono compiuti in seguito agli sviluppi della rivoluzione agricola. «Man mano che la produzione del cibo sostituì la raccolta dello stesso, ha scritto Grace Crowfoot, le comunità si stabilirono in villaggi. Le donne ebbero tempo di perfezionare i mestieri di cui conoscevano già alcuni elementi all’epoca della caccia. Adeguandosi ai progressi realizzati nell’agricoltura e nella ceramica, esse cominciarono ad applicare le loro conoscenze sulla confezione e sull’intreccio di fili alla preparazione di cesti e alla tessitura». I primi cesti risalgono quasi sicuramente al 7000 anni fa. A El-Fayum, una località situata nella grande oasi del basso Egitto, e a Badari, un antico villaggio sulla riva orientale del Nilo, sono stati rinvenuti eleganti panieri che testimoniano una grande abilità artigianale, e stuoie intrecciate con materiali di palme, erba e lino. Manufatti dello stesso tipo sono stati portati alla luce in Iran, Iraq e Palestina, territori nei quali le condizioni climatiche hanno permesso la loro conservazione.
La fabbricazione di stuoie è testimoniata in Cina intorno al 3000 a.C., e circa 500 anni più tardi in Europa. Sembra che in alcuni villaggi lacustri della Svizzera la popolazione fosse specializzata nella manifattura di cesti e stuoie. Sacchi e cesti di sparto sono stati rinvenuti in una caverna asciutta dell’Andalusia. Press’a poco alla stessa epoca risalgono i reperti venuti alla luce in Ungheria, nei Balcani e nelle Isole Britanniche. Grandi quantità degli stessi manufatti sono state scoperte nelle vallate asciutte del Perù. Come era accaduto per la ceramica, l’insieme di queste testimonianze mostra come non ci fosse angolo del pianeta nel quale non fossero presenti queste produzioni indispensabili per la vita di tutti i giorni.
Tecniche in evoluzione. Non è difficile immaginare che per l’intreccio delle stuoie, la fabbricazione dei cesti e le prime forme di tessitura si ricorresse a tecniche molto simili. Poi le loro strade si divisero: le attività tessili si specializzarono sia per quanto riguardava le fibre utilizzate, sia per gli attrezzi di cui si servirono. Sembra che la prima fibra vegetale impiegata per la fabbricazione di tessuti sia stata il lino, una pianta particolarmente diffusa in Egitto, ma anche in Mesopotamia e in Palestina. Il cotone fece la sua prima comparsa in India verso il 3000 a.C., e più tardi in Perù. Più difficile è stabilire quando iniziò l’impiego della lana. In Egitto, dove era considerato un materiale impuro, sono stati rinvenuti solo pochi resti, per di più di difficile datazione. Un largo uso è invece testimoniato nei paesi scandinavi intorno al 1000 a.C. – il che si giustifica con le condizioni climatiche – ma gli storici non escludono che sia stata utilizzata anche in precedenza e in altre regioni e che se ne siano perse le tracce a causa della sua deperibilità.
Prima della tessitura le fibre dovevano esse re ridotte in fili e poi ritorte per aumentarne la resistenza. All’inizio la filatura veniva eseguita interamente a mano. Poi si passò al fuso e alla conocchia che resero l’operazione più veloce e il filato più regolare, quindi meglio adatto alla lavorazione di tessuti raffinati. I primi telai avevano una struttura molto elementare. Erano formati da due bastoni legati ad alberi o fissati sul terreno che servivano per tendere l’ordito che veniva poi intrecciato con i fili della trama. Si trattava del telaio orizzontale, raffigurato per la prima volta su un piatto di terracotta rinvenuto in una tomba a Badari e che gli archeologi hanno datato al 4400 a.C. Il telaio verticale – quello dipinto sul vaso di Chiusi – è molto più tardo: entrò in uso, sempre in Egitto, intorno al 1400 a.C. Strumenti per le lavorazioni tessili risalenti a due millenni prima di Cristo sono stati rinvenuti un po’ ovunque: a Troia, a Cipro, in Palestina, in Svizzera, in Spagna.
Di pari passo con il perfezionamento dei te lai migliorò anche la qualità dei tessuti. La testimonianza più ricca proviene dalla tomba di Tutankhamon (1341-1323 a.C.) dove si sono conservate diverse tuniche. «Di queste la più sorprendente» come scrive Grace Crowfoot, «è una tunica lavorata completamente in tessuto di arazzo... adorna di rosoni color blu e bruno che può essere stato originariamente rosso e un orlo di fiori di loto. Il colletto è a forma di avvoltoio dalle ali spiegate, in blu, bianco e rosso. Un’altra tunica, di lino gialle a strisce orizzontali in verde e bruno scuro, ha fasce di arazzo adorne di anatre in volo».
Senza contare le scene di caccia. Non si potrebbe immaginare e fantasia più ricca e una tecnica più raffinata. Nel corso del tempo tutti gli strumenti di lavoro hanno subito continui cambiamenti, ma gli storici della tecnologia ritengono che tanto nella Grecia classica quanto nella Roma imperiale, le “macchine” del settore tessile non hanno fatto registrare grandi novità. «Niente di nuovo, di fondamentalmente nuovo, nel campo della tessitura», ha osservato Bertrand Gille a proposito del basso impero, aggiungendo: «Si tratta senza dubbio del settore più statico nel campo delle tecniche, e tale doveva restare ancora a lungo». Se così è stato, significa che la tecnica aveva ormai raggiunto uno sviluppo sufficiente per soddisfare la domanda.