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 2016  dicembre 23 Venerdì calendario

SOLE 24 ORE, VENDITE GONFIATE DELLA METÀ

La rivelazione è stata fatta ieri in occasione dell’assemblea degli azionisti del Sole 24 Ore, che ha rimandato ogni decisione sull’inevitabile aumento di capitale ai primi mesi del 2017. Rispondendo alla Consob – che ha chiesto chiarezza sulla reale diffusione del quotidiano economico della Confindustria – la società ha ammesso che, rispetto alle 375 mila copie al giorno del bilancio 2015, le vendite vere sono state 248 mila copie.
In pratica l’anno scorso le diffusione del giornale è stata gonfiata del 50 per cento dal cosiddetto “sostegno alla diffusione” su cui sta indagando la procura di Milano, ipotizzando il falso in bilancio. Gonfiare i dati di vendita droga l’andamento del titolo in Borsa e i prezzi della pubblicità che la testata spunta sul mercato. “La magistratura sta procedendo, ci sono indagini in corso, valuteremo se procedere nei confronti di chi ci ha preceduto”, ha detto il presidente Giorgio Fossa riferendosi all’ex presidente Benito Benedini e all’ex amministratore delegato Donatella Treu.
Sul direttore del giornale Roberto Napoletano, sfiduciato dalla redazione che ne ha chiesto anche con uno sciopero l’immediata sostituzione, Fossa ha detto che la sua uscita non è “all’ordine del giorno”: “È chiaro però che tutti noi – ha aggiunto – il direttore, così come il sottoscritto e l’amministratore, dobbiamo rendere conto di quello che abbiamo fatto e che faremo e dei risultati che porteremo”.
Rispondendo ai quesiti della Consob, Il Sole 24 Ore ha dato conto dell’analisi affidata alla società indipendente Protiviti sui dati reali di diffusione. Sono state cancellate 18 mila copie giornaliere cartacee, su un totale dichiarato a bilancio di 218 mila, e 109.587 copie digitali.
I dati Protiviti, riferiti al solo 2015, confermano ciò che era da tempo evidente. Nel 2010, ultimo anno della direzione di Riotta, Il Sole ha venduto 265 mila copie giornaliere. Dal 2011, con l’inizio della direzione di Napoletano, è iniziata una cavalcata che in soli quattro anni ha portato la diffusione al picco di 382 mila copie del 2014. Agli interrogativi più volte sollevati in assemblea dagli azionisti sulla strana correlazione tra crescita delle vendite e calo del fatturato i vertici aziendali avevano dato fino a oggi, per anni, risposte evasive.
L’indagine Protiviti, come riferita ieri dalla società alla Consob, illumina il modo con cui è stato perseguito in questi anni il “sostegno alla diffusione”. La Di Source, misteriosa società creata a Londra a novembre 2012 e ingaggiata dal Sole il mese dopo, disponendo di 60 mila indirizzi di italiani residenti all’estero, ha piazzato oltre 30 mila abbonamenti digitali, con una redemption, come la chiamano gli esperti di marketing, talmente alta che ci si chiede come nessuno si sia insospettito. Il gruppo Johnsons regalava in giro ogni giorno 19 mila copie del Sole. La Edifreepress distribuiva 4 mila copie nel 2015 ed è arrivata a 14 mila nel primo semestre 2016. Questa diffusione drogata ha portato al giornale non profitti ma perdite: 3 milioni in tutto nel 2015, soldi buttati per abbellire i risultati mentre si chiedevano 4 milioni all’anno all’istituto previdenziale dei giornalisti per finanziare i contratti di solidarietà.
Che la diffusione fosse gonfiata e gonfiarla comportasse costi indebiti per la società lo ha denunciato più volte il consigliere d’amministrazione Niccolò Dubini, che proprio per questo è stato fatto fuori dal cda lo scorso 14 novembre, insieme all’ad Gabriele Del Torchio, colpevole di aver aperto troppi cassetti e denunciato tutto ciò su cui adesso indaga la magistratura. Lo hanno fatto fuori dopo soli quattro mesi. Quasi un record.
Giorgio Meletti