Carlo Di Foggia, il Fatto Quotidiano 18/12/2016, 18 dicembre 2016
CAOS AL SOLE, GUERRA TOTALE DEI GIORNALISTI AL DIRETTORE
Le frasi sono di una durezza inusitata anche per i recenti tormenti del quotidiano della Confindustria. Il bersaglio è il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano contro cui venerdì sera i giornalisti hanno indetto uno sciopero immediato. E ieri il giornale non è uscito. Napoletano è accusato di dare scarsa visibilità ai comunicati del Comitato di redazione, la rappresentanza sindacale dei giornalisti, rifiutandosi di pubblicarne l’ultimo in prima pagina. Il perchè si capisce dal comunicato: “La redazione esprime il massimo sconcerto per la permanenza alla guida del giornale di un direttore che ha ricevuto una larghissima sfiducia da parte dei giornalisti, che da tempo hanno interrotto con lui ogni relazione. Torna a sottolineare come qualsiasi progetto di rilancio sia a tutta evidenza impossibile finchè non ci sarà stato un cambio della direzione, essendo venuta meno ogni coesione tra il vertice del giornale e i suoi redattori (…) Il tempo passa senza che vengano poste in essere azioni concrete per raddrizzare la rotta”.
A ottobre Napoletano – direttore dal marzo 2011 – è stato sfiduciato dal 75% della redazione, intenzionata ad andare avanti nella contestazione. Il gruppo editoriale se la passa malissimo, ma questo si è scoperto solo con la prima semestrale 2016 che ha fatto emergere – grazie alla pulizia avviata dall’ad Gabriele Del Torchio – una perdita di 50 milioni, salita a 61 al 30 settembre, azzerando il capitale. Dopo aver scoperchiato i pentoloni, Del Torchio è stato cacciato dopo soli 4 mesi. In questi anni il Sole si è mangiato con le perdite correnti 350 milioni di patrimonio e ora per evitare il crac servono almeno 80 milioni, che Confindustria non ha. All’assemblea degli azionisti del 22 dicembre l’operazione non è all’ordine del giorno: verrà abbattuto il capitale e rinviato il tutto a dopo la chiusura del bilancio. Il piano industriale è sparito dai radar.
Mercoledì gli uffici del Sole sono stati perquisiti dalla Guardia di Finanza su incarico della procura di Milano che indaga sulla gestione economica del quotidiano, ipotizzando il reato di falso in bilancio. Le fiamme gialle si sono fatte consegnare i verbali del cda dal 2010 a oggi e soprattutto la relazione della società di consulenza Protiviti a cui il gruppo ha chiesto di accertare quantità e prezzo delle copie vendute, in particolare i 109.500 abbonamenti online cosiddetti “multipli”, piazzati a banche, grandi imprese ed enti pubblici ma tagliati a giugno scorso dall’Ads, la società che certifica la diffusione dei quotidiani (serve al mercato pubblicitario). Il sospetto è che i dati siano stati gonfiati. Il consigliere Niccolò Dubini – anch’esso fatto fuori dal cda rinnovato a novembre – in due riunioni ha parlato di “grandissimo scostamento” tra le copie dichiarate e quelle effettivamente vendute. In una, il capo dell’area publishing, Anna Matteo ha spiegato che alle riunioni dove venivano prese le decisioni partecipavano “oltre all’ad Donetella Treu (silurata ad aprile, ndr), anche il direttore, che si interfacciava nel merito con le direzioni competenti”. Napoletano, che ha sempre smentito di essersi occupato delle pratiche commerciali, ha avuto cospicui bonus legati alla diffusione.
Dal 2012 a oggi, il solo quotidiano ha avuto perdite per 100 milioni mentre le copie cartacee vendute sono calate. Ora si parla di tagli pesanti alla redazione. Napoletano resiste grazie all’appoggio del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e del vicepresidente del Sole, Luigi Abete. Una difesa a oltranza che in queste settimane sta facendo saltare diverse teste. Sono stati infatti silurati sia il direttore del personale, Edoardo Zecca, che da responsabile della gestione dei centri stampa aveva aiutato Del Torchio nelle verifiche sulla diffusione, che quello finanziario, Valentina Montanari, firmataria degli ultimi 4 bilanci, ma che (pare) si era messa a disposizione dell’ex ad. Boccia ha spiegato al Consiglio generale di Confindustria di ottobre che Del Torchio pretendeva la cacciata del direttore e per questo è stato liquidato.