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 2016  dicembre 21 Mercoledì calendario

IN MORTE DI MICHÈLE MORGAN


In una celebre scena del Porto delle nebbie, il disertore Jean Gabin sussurra alla ragazza che ha appena incontrato: «Hai dei begli occhi, sai…?». Però ieri la famiglia di Michéle Morgan ha annunciato che «i più begli occhi del cinema si sono chiusi per sempre», nel novantasettesimo anno della vita dell’attrice. Li aveva aperti (allora si chiamava Simone Renée Roussel) a Neully- sur-Seine e messi molto presto al servizio della settima arte. Debuttante sullo schermo a 16 anni, due anni dopo era già celebre grazie a Nelly, la co-protagonista del capolavoro di Marcel Carné in cui appariva accanto a Gabin, superdivo francese dell’epoca. Sottolineato dal baschetto e impreziosito da quegli incredibili occhi chiari, il suo viso le conquistò subito il pubblico, aprendole le porte di Hollywood: dove fu, tra gli altri, partenaire di Humphrey Bogart ( Il giuramento dei forzati).
La Mecca, però, si rivelò per lei anche il paese delle occasioni mancate. Nel 1941 fece un provino con Hitchcock per Il sospetto, dovendo rinunciare causa il suo inglese stentato. L’anno dopo fu in ballottaggio per Casablanca, ma la parte andò a Ingrid Bergman. Non si può dire, però, che le occasioni le mancassero, e un po’ in tutte le cinematografie europee: dalla Francia (nel ’46 fu la prima attrice a vincere il premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes con Sinfonia pastorale di Jean Delannoy) all’Inghilterra ( Idolo infranto di Carol Reed), all’Italia ( Fabiola di Alessandro Blasetti). Già in quegli anni il suo tipo di bellezza raffinata e un po’ austera la consegnò quasi di regola a personaggi romantici. Con il trascorrere del tempo quella bellezza sarebbe diventata regale, facendone l’interprete ideale di film come Grandi manovre di René Clair, Margherita della notte di Autant- Lara o Maria Antonietta regina di Francia di Jean Delannoy.
Meno nota, forse, la sua partecipazione ad alcune pellicole italiane che furono un po’ i cinepanettoni anni 50: Racconti d’estate (1958) di Gianni Franciolini e Vacanze d’inverno (1959) di Camillo Mastrocinque. Il lungo rapporto tra Michèle e il cinema italiano segna ancora un’occasione perduta: questa volta, però, la responsabilità era sua. L’attrice, nel 1961, rifiutò infatti di girare La notte di Michelangelo Antonioni. Fu proprio con un film italiano, tuttavia, che Morgan comparve per l’ultima volta sullo schermo, dopo una carriera lunga settanta titoli: in Stanno tutti bene di Giuseppe Tornatore (1990) è il suo il bel viso della donna anziana che Marcello Mastroianni incontra nella tratta ferroviaria tra Roma e Milano.
Roberto Nepoti, la Repubblica 21/12/2016