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 2016  dicembre 21 Mercoledì calendario

MAZZILLO, DAI TAXI DI VIRGINIA AL FLOP DEL PRIMO BUDGET: «MA È SOLO LANA CAPRINA...»

Almeno il bilancio della campagna elettorale di Virginia Raggi l’ha chiuso in pareggio: «Duecentomila euro di entrate e altrettante di uscite», ricordò a fine agosto, quando era ancora un oscuro (seppur ben pagato) membro dello staff della sindaca, nominato il 9 agosto per la «verifica dell’attuazione delle linee programmatiche» della giunta a 5 Stelle.
Da allora, Andrea Mazzillo, 42 anni, commercialista di Casal Palocco, ricca periferia tra la Colombo e la via del Mare, ne ha fatta di strada: prima assessore al bilancio perché, come disse lui stesso alla Stampa, «mi dica lei se trova qualcuno che vorrebbe fare l’assessore a Roma». Poi “quasi” vicesindaco, stoppato lunedì scorso, a pochi passi dal traguardo, dal veto di Beppe Grillo.
Adesso, dopo aver dato il via libera al bilancio della campagna elettorale della Raggi (da suo “mandatario” teneva in ordine i conti, si occupava della raccolta fondi, autorizzava le spese e firmava, tra le altre cose, le ricevute dei taxi utilizzati dalla candidata per spostarsi da un punto all’altro della città) si ritrova a mettere la faccia sul suo primo bilancio di un ente pubblico. E il risultato è una bocciatura sonora da parte del collegio dei revisori dei conti del Campidoglio che gli contestano errate previsioni d’entrata e di uscita.
«Ma questa è lana caprina», protestava ieri in Aula Giulio Cesare davanti agli appunti dell’opposizione accolti poi dall’Oref. «Allora non volete farci lavorare, questo bilancio serve alla città», aveva detto subito prima di conoscere quel parere che adesso lo costringe a rifare l’impianto della manovra. E questo proprio due giorni dopo la promozione mancata, quel nuovo salto, stavolta sulla poltrona di vicesindaco al posto del suo amico Daniele Frongia, sacrificato dopo l’arresto di Raffaele Marra.
Lì lo avrebbe voluto la sindaca che il 30 settembre, dopo un’estenuante ricerca durata un mese, lo pregò di sostituire al Bilancio Marcello Minenna, il super assessore venuto dalla Consob, andato via in rotta proprio con Marra. In mezzo c’era stata la nomina con revoca-lampo (tutto in 48 ore) dell’ex magistrato contabile Raffaele De Dominicis.
In fondo al tunnel, Raggi trova Mazzillo che durante i due mesi a coordinare il suo staff si era distinto per il suo pallino del “dress-code”: voleva imporre agli uomini vicini alla sindaca di indossare ogni giorno giacca e cravatta in Campidoglio.
Più di tutto, però, questo riservatissimo dipendente di Equitalia in aspettativa, figlio di un ex presidente di sezione della Corte dei conti, si porta dietro le polemiche che accompagnarono la sua nomina in pieno agosto. Non solo per lo stipendio da 90 mila euro ma, soprattutto, per il suo passato nel centrosinistra, candidato nel 2006 nella civica di Walter Veltroni al municipio di Ostia. La conversione al M5S arriva in anni recenti, dopo il 2013. È lui uno degli economisti che Frongia ringrazia nel libro, E io pago, canovaccio per la costruzione del bilancio bocciato ieri dall’Oref. Per il resto, di lui si sa pochissimo. Aggiorna con parsimonia la sua pagina Facebook, non twitta e, soprattutto, non ha un curriculum. Nominato in giunta da quasi tre mesi, è l’unico assessore che non ha compilato alcuna dichiarazione su redditi o incarichi sul sito del Comune nella sezione “Amministrazione trasparente”.
Mauro Favale, la Repubblica 21/12/2016