Ferruccio Sansa, il Fatto Quotidiano 20/12/2016, 20 dicembre 2016
QUANDO IL BRACCIO DESTRO INGUAIA IL CAPO
Il braccio destro. Compagno fedele. Quello forte, che mette in pratica gli ordini della mente. Così si dice fosse Raffaele Marra per Virginia Raggi. Da mesi la stampa, ma anche gli avversari puntavano il dito su Marra. Raggi, però, ha deciso di tenerlo con sé. Fino all’arresto. Perché?
La sindaca di Roma non è la prima leader che va in crisi per un’inchiesta che tocca i collaboratori più fidati. La galleria potrebbe cominciare con Gianfranco Fini e il suo portavoce Salvo Sottile. Erano gli anni del berlusconismo rampante e inarrestabile. Fini era in piena ascesa: vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. E accanto a lui, appunto, Sottile. Poi il fulmine: l’inchiesta Vallettopoli. Sottile è accusato di concussione sessuale. Viene sentita come testimone (non indagata) Elisabetta Gregoraci, futura signora Briatore. Lui nega: “Elisabetta è solo una mia amica, non ho mai avuto rapporti con lei, mai fatto sesso. E sì che mi piaceva, certo. La Gregoraci è bellissima”. Lei parla al massimo di “coccole”.
Per qualche giorno la poltrona dello stesso Fini sembrò tremare. Poi restò in sella, fino alla rottura con Berlusconi. E Sottile? “È stato assolto da tutte le imputazioni relative a Vallettopoli. Resta solo una condanna per l’uso dell’auto blu”, racconta Giuseppe Valentino, il suo avvocato.
Parecchi pensieri provocarono a Giulio Tremonti anche le inchieste sul fido collaboratore Marco Milanese. Un uomo che sembrava al di sopra di ogni sospetto: un passato di tenente colonnello della Guardia di Finanza dove aveva collezionato 10 encomi solenni, 13 encomi semplici e 7 elogi. Nel 1994, all’epoca di Mani Pulite, aveva collaborato con Antonio Di Pietro. Nel 2001 Tremonti gli aveva affidato un incarico di fiducia al ministero dell’Economia e delle Finanze. Era il consigliere politico, delegato anche alle nomine negli enti pubblici. Quindi lo sbarco in politica con il Pdl. Finché nel 2011 il gip di Napoli chiede il suo arresto (il Parlamento negò l’autorizzazione). L’accusa era stata lanciata dall’avvocato Paolo Viscione che parlò di pagamenti non dovuti e costosi regali per circa un milione. Seguirono altre inchieste, come quella sul Mose di Venezia. “I processi per corruzione sono in corso, Milanese è stato condannato in primo grado per illecito traffico di influenze”, spiega il suo avvocato Bruno La Rosa.
Un’inchiesta crea imbarazzi anche al capo della segretaria politica di Pier Luigi Bersani. Nonché astro nascente del centrosinistra. Parliamo di Filippo Penati, già storico sindaco di Sesto San Giovanni, la Stalingrado milanese, poi presidente della Provincia di Milano.
I pm di Monza lo accusarono per quello che venne definito il Sistema Sesto. Penati si dichiarò innocente. È finita con l’assoluzione perché il fatto non sussiste e per prescrizione. Oggi Penati è pronto a tornare in politica.
Tocca anche alla Lega: nel 2012 il Secolo XIX scrive che il tesoriere Francesco Belsito – uomo di fiducia del clan di Umberto Bossi – avrebbe stanziato 7 milioni di rimborsi elettorali in investimenti in paesi stranieri come Tanzania, Cipro e Norvegia. Si apre la stagione delle inchieste e finisce l’era del Senatùr.
L’ultimo caso è quello dell’ex capo di gabinetto di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio. Maurizio Venafro era imputato di turbativa d’asta e rivelazione di segreto in uno stralcio di Mafia Capitale, poi è stato assolto per non aver commesso il fatto.
Collaboratori che finiscono nelle inchieste. Accade anche nei tribunali, pur se si tratta di situazioni molto diverse, perché i magistrati non sempre possono scegliere il proprio “braccio destro”. Antonio Ingroia vide condannare il suo collaboratore più stretto, Pippo Ciuro, ritenuto una talpa che rivelava informazioni sulle inchieste. Gherardo Colombo, ex pm di Mani Pulite, ha ricordato a Repubblica: “Ho molti amici nella Guardia di Finanza, ma il fatto che durante Mani pulite ci fossero persone che indagavano su altri e nello stesso tempo si facevano corrompere, è ancora oggi difficile da mandar giù”.