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 2016  dicembre 20 Martedì calendario

APPALTI, CONTI R NOMINE: IL MINISTERO CONTRO BOERI

Il primo atto formale del reinsediato ministro del Lavoro Giuliano Poletti è un attacco frontale al presidente dell’Inps, Tito Boeri. Erano passati pochi giorni dal giuramento al Quirinale, quando dagli uffici di via Flavia a Roma, dal dicastero è partita una dura requisitoria contro la conduzione di Boeri che scuote la poltrona occupata dall’economista ai vertici dell’istituto nazionale di previdenza.
Le osservazioni del ministero gettano ombre sulla gestione finanziaria e sulla stessa correttezza della redazione del bilancio, sulle modalità di assegnazione degli appalti, sulle nomine di dirigenti esterni all’amministrazione e perfino sulla gestione del patrimonio immobiliare. Il ministero chiede chiarimenti anche sulla vicenda portata alla luce dall’inchiesta condotta dal Fatto Quotidiano sulle denunce pervenute all’Inps che riguardano il Gruppo editoriale L’Espresso. La lettera, firmata dal direttore generale per le politiche previdenziali e assicurative, Concetta Ferrari, inviata alle 17 e 15 di venerdì scorso al presidente e alla direzione generale dell’Inps e, per conoscenza, al dipartimento della Funzione pubblica della presidenza del Consiglio, alla Ragioneria dello Stato, al collegio dei Sindaci dell’Inps, al capo di gabinetto del ministro del Lavoro e al Segretariato generale, ha un oggetto inequivocabile: “Criticità gestionali Inps, determinazioni adottate dal presidente”. Criticità definite “gestionali, amministrative e contabili”.
La prima contestazione rivolta a Boeri è di aver manifestato “la volontà di non adeguarsi alle osservazioni ministeriali, espresse in modo condiviso con il ministero dell’Economia e delle finanze e con il Dipartimento della Funzione pubblica” che riguardano la riorganizzazione della catena di comando dell’Inps. Scelte di cui l’istituto “si assume la responsabilità e le conseguenze” anche per i possibili contenziosi e su cui l’amministrazione vigilerà “nell’esercizio dei poteri attribuiti dall’ordinamento statale”.
Dopo aver ricordato in conclusione a Boeri che spetta al ministero, di concerto con la Funzione pubblica, l’approvazione del processo di riorganizzazione degli uffici, la lettera fin qui apparentemente burocratica cambia tenore. E parte l’affondo. “Dall’analisi dei documenti contabili e finanziari emergono criticità per una preoccupante tendenza al peggioramento della situazione economico-patrimoniale” attacca il ministero. “Il bilancio consuntivo 2015, pervenuto con estremo ritardo, evidenzia un risultato economico di esercizio negativo per 16.297 milioni di euro – rimarca la direzione generale del Lavoro – con un peggioramento di 3.812 milioni di euro rispetto a quello già negativo del 2014. Ciò comporta che il patrimonio dell’Istituto si assottiglia, diminuendo la propria consistenza a 5.870 milioni di euro”. Ma non basta. Il ministero rileva anche un aumento del fabbisogno finanziario dell’Inps “generato dal differenziale tra entrate contributive e trasferimenti da parte dello Stato, da un lato, e il pagamento delle prestazioni e altre spese dell’Istituto dall’altro” che incrementa il debito dell’istituto nei confronti dello Stato. Nella previsione di bilancio 2016 inoltre “pesa notevolmente la rilevante consistenza dei crediti di natura contributiva vantati dall’Istituto nei confronti delle aziende e degli iscritti” ma che necessitano “di un’accurata analisi ai fini della veridicità dei dati di bilancio” per una corretta svalutazione degli importi. È necessario poi, per il ministero, che l’Inps “come richiamato dal Tesoro, rafforzi le misure di razionalizzazione del patrimonio immobiliare da reddito, al fine di incrementare i ricavi”. Sotto il dito accusatorio di Poletti finiscono anche le attività di affidamento di forniture e servizi all’esterno “con modalità difformi da quanto previsto dal codice degli appalti”. “Le verifiche dell’Anac, l’Autorità anticorruzione – si legge ancora – confermano le preoccupazioni già espresse nel 2014 e rendono necessario che l’Istituto provveda a conformare la propria attività nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente”.
Dal ministero arrivano rilievi anche su alcuni casi di conferimento di incarichi dirigenziali a figure professionali esterne all’Inps, ricusati dalla Corte dei Conti perché reperibili tra il personale dell’Istituto. “Su diverse questioni venute alla ribalta della stampa, come quelle relative a un contenzioso Enel produzione Spa contro Inps o al Gruppo editoriale L’Espresso e ancora all’appalto per la gestione del call center Inps, è necessario che codesto Istituto fornisca ogni utile elemento di informazione”, conclude il direttore Ferrari, che chiede “una relazione esplicativa urgente” su tutti i punti evidenziati.