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 2016  dicembre 19 Lunedì calendario

BENETTON, L’ANNO DELLA SVOLTA

Nella storia cinquantennale della famiglia Benetton l’anno che va ad aprirsi rappresenta certamente uno snodo di quelli fondamentali. Molti sono i cambiamenti in corso. C’è lo strappo di Alessandro, sostenuto dal padre Luciano, il fondatore del gruppo, sulla Benetton Group, la società che ha dato origine a una conglomerata che oggi spazia dalle Autostrade ad Autogrill, ad Aeroporti di Roma oltre, naturalmente, alla stessa Benetton.
Poi, c’è il cambio al vertice di Edizione, la holding da cui dipendono tutte queste società. Dopo tre decenni sotto la guida di Gilberto Benetton, e del suo manager più fidato Gianni Mion, da gennaio la gestione passerà a Fabio Cerchiai, come presidente, e a Marco Patuano, come amministratore delegato. Due passaggi che disegneranno il nuovo volto del gruppo nato a Ponzano Veneto.

Modelli
Partiamo dal gradino più sotto, la Benetton. La società di moda a lungo è stata un caso imprenditoriale studiato nelle università di tutto il mondo. Ma con la fine del secolo scorso il mercato su cui opera Benetton è cambiato. Al franchising, che è il modello su cui si è fondato il successo della società veneta, si è sostituito il retail diretto, ovvero le catene con i negozi di proprietà, della spagnola Zara e della svedese H&M. Un meccanismo che porta i profitti direttamente nelle casse delle aziende, consentendo allo stesso tempo di avere un rapporto con i clienti senza l’intermediazione di terzi. Le strade tra Benetton e Zara, che fino a quel momento erano state parallele, hanno iniziato a dividersi lì e oggi i due gruppi — che a un certo punto avevano anche ipotizzato di potersi fondere — hanno dimensioni completamente diverse.
Per ristrutturarsi senza influire sui destini degli investitori, Benetton è uscita dalla Borsa quattro anni fa. È in questo periodo che le redini dell’azienda sono state affidate (suo malgrado, come ha sempre tenuto a sottolineare) ad Alessandro Benetton, considerato la persona destinata a raccogliere la guida della seconda generazione. Nominato presidente esecutivo nell’aprile 2012, Alessandro viene, però, sostituito due anni più tardi da Gianni Mion, l’alter ego di Gilberto, l’uomo della diversificazione di Edizione. La palla, insomma, era passata a Gilberto, mentre Alessandro tornava a occuparsi della sua società di private equity 21 investimenti, pur restando nel consiglio della Benetton, dove c’è un rappresentante di ogni gruppo familiare.
Nelle scorse settimane lo strappo: Alessandro si dimette dal cda di Benetton in polemica con il piano di tagli voluto dal vertice dell’azienda, e sostenuto anche dal cugino Christian, figlio di Carlo. Questa volta con Alessandro si schiera pubblicamente il padre Luciano che decide di non sostituire il figlio in cda. La riunione del consiglio di amministrazione del 13 dicembre scorso ha per ora lasciato il suo posto vuoto, in attesa dell’arrivo di un manager proveniente, si è detto, dal mondo della moda.

Identità
Per chi segue le imprese familiari sa che questi sono passaggi che segnano. Intanto perché l’azienda è quella da cui si è partiti. Poi perché ha il cognome della famiglia e questo comporta una fortissima identificazione. Infine. perché i quattro fratelli Benetton sono azionisti della holding Edizione con il 25% ciascuno, conseguenza della decisione originale di Luciano (sostenuta, si racconta, dalla madre) di assegnare a tutti i fratelli le stesse quote, indipendentemente dal ruolo svolto inizialmente.
Pur essendo da sempre una famiglia dialettica, quello che si è registrato su Benetton rappresenta il primo vero scontro ufficiale tra Luciano e Gilberto. Quali ne saranno le conseguenze? È quello che si vedrà nel 2017. Molti sono pronti a scommettere che i fratelli alla fine ritroveranno l’armonia, come è accaduto in passato, ma tutti hanno una certa cautela nell’interpretare quanto sta accadendo a Ponzano.
La mossa di Alessandro e Luciano servirà a convincere Edizione a dirottare su Benetton una parte del miliardo e mezzo di liquidità che ha in cassa per fare gli investimenti di cui l’azienda di moda ha necessità? O, al contrario, accelererà il processo di ricerca di un socio? Sono anni che si parla dell’ingresso di un fondo. Alcuni anni fa Alessandro Benetton era stato vicino a concludere l’operazione, che poi era sfumata. In tempi più recenti si è parlato di un interesse del gruppo giapponese Uniqlo.
Ma nomi ne sono stati fatti molti in questi anni. Intanto, sono sempre più consistenti le voci che vogliono un cambio di amministratore delegato all’assemblea del prossimo aprile, con la sostituzione di Marco Airoldi, un manager che ha già un proprio primato personale avendo superato i tre anni di permanenza in una società in cui fare l’ad è sempre stato complesso.

Nomi
Se questo è ciò che avviene al piano superiore, grandi cambiamenti attendono Edizione, la holding da cui dipendono tutte le partecipazioni. Finora è stata il regno di Gilberto che insieme a Mion ha diversificato gli investimenti. Mion ha lasciato nei mesi scorsi prima la presidenza di Benetton, poi la vice presidenza di Edizione e i posti in Atlantia e Autogrill. Da gennaio Gilberto Benetton lascerà la presidenza a Fabio Cerchiai, per diventare vice presidente, mentre il manager operativo sarà Marco Patuano, come amministratore delegato. Probabile che Patuano assuma gli incarichi che erano di Mion in Atlantia (Autostrade) e Autogrill (in Benetton Mion è stato sostituito da Francesco Gori). La linea espressa pubblicamente da Gilberto Benetton è quella di un gruppo sempre più in mano ai manager e sempre meno alla famiglia ed è in questa linea che si inserirebbe la disputa su Benetton. Sia come sia, il 2017 si preannuncia come un anno da non dimenticare.