Paolo Dimalio, il Fatto Quotidiano 19/12/2016, 19 dicembre 2016
UNO, NESSUNO E POLIAMORE: AMA CHI VUOI, SENZA LIMITI
La prima regola del poliamore è: ama chi vuoi, ma con sincerità e senza segreti. Per il resto, la tavola dei comandamenti è vuota. Qui la monogamia non è un dovere, ma solo una possibilità tra le infinite costellazioni amorose. Ad esempio Davide, informatico trentenne, vive con Silvia a Berlino e non frequenta altre donne, al momento. Silvia invece ha chiuso da poco una storia con un’altra ragazza. Per un periodo hanno convissuto, tutti e tre, sotto lo stesso tetto. Davide e Silvia desiderano crescere figli insieme ad altri partner.
Il poliamore nasce durante gli anni ’70 negli Stati Uniti, dove conta circa 500 mila seguaci. Uno di loro, Nathan Collier del Montana, si è appellato alla Corte Suprema nel 2015: perché le unioni omosessuali sì e la poligamia no? In commissione giustizia del Senato, intanto, staziona un Ddl del Pd per abolire l’obbligo di fedeltà matrimoniale, come per le unioni civili. Così si evitano discriminazioni: perché gli omosessuali hanno le corna libere e gli etero no? Secondo i firmatari, la fedeltà è “il retaggio culturale di una visione ormai superata e vetusta del matrimonio”. I poliamorosi sono d’accordo. Su Facebook organizzano poli-meriggi e poli-aperitivi (la pagina supera 2 mila like). Jacque Attali, economista e scrittore francese, ex consigliere di Mitterand, crede che le unioni libere siano il futuro: “Un cambiamento talmente radicale e dirompente nel concetto di famiglia e nelle responsabilità educative dei figli che è difficile immaginare”.
Tomaso, 32 anni, videomaker e copywriter di Como, vive con una ragazza e ne frequenta altre due. La sua convivente, ora, non ha altri legami, ma in passato sì. Una delle compagne di Tomaso, invece, sta con una ragazza. Chiariamo: non è una questione di genere, il poliamore. Se la coppia vi va stretta, riguarda anche voi.
Tomaso ha vissuto una relazione monogamica importante, chiusa per i tradimenti di lei. “L’esclusività sessuale non mi interessa più, è solo un dogma”. Quando parla del poliamore, Tomaso, ottiene due tipi di risposte: “Non si fa e basta!”, vieta il moralista; “ha senso, ma temo il giudizio altrui”, ammette il conformista. La prima relazione aperta, Davide l’ha iniziata 8 anni fa: “Io e la mia compagna sentivamo che amare altre persone non avrebbe tolto nulla, anzi ci avrebbe arricchito di esperienze e mondi diversi”.
Silvia, bisessuale, è stata in coppia per otto anni ed è finita in depressione: “Non me ne facevo niente delle promesse di fedeltà. Il poliamore invece offre l’impossibile: comunicare apertamente, mostrarsi nell’intimità senza muri o difese, l’accettazione di dolori e paure che combattevo da anni. Temevo di non sapere amare, e a volte mi sento ancora così”.
Il poliamore non è una riedizione della coppia aperta, dove due amanti conservano un legame speciale rispetto alle tresche di una notte. Non esistono gerarchie, solo differenze. “Non amo una più dell’altra, amo solo in modo diverso”, racconta Tomaso: “Se convivo con una donna è normale che assuma priorità; talvolta, però, il sentimento più profondo nasce con chi che vediamo di meno. Accade con l’amicizia, l’amore è identico”.
La geometria del poliamore è imprevedibile. Esistono legami intimi tra tre o più persone. Si chiama polifedeltà, se il poligono sentimentale è chiuso; se resta aperto, invece, è solo un’altra traiettoria d’amore. Sbagliate a immaginare orge e baccanali. Il sesso conta, ma non per decreto. “Quando stringi legami diversi – spiega Davide – è più facile vivere relazioni senza sesso”. Nel poliamore l’eros non è obbligatorio; inseguono l’anarchia relazionale: “Nessun libro sacro, nessun guru, nessun manuale di istruzioni che spieghi cosa è giusto o sbagliato”, spiega Tomaso. “Un anarchico relazionale – aggiunge Davide – si chiede: perché due amici non possono avere intimità sessuale quando lo desiderano? Perché invece sono obbligato ad averne con la persona con cui vivo?”.
Senza regole d’amore, basta essere spontanei, sinceri e mettersi d’accordo. Perciò il poliamore è una non-monogamia etica. “Con la ragazza con cui vivo, sul letto in cui dormiamo, non facciamo sesso con altri”, racconta Tomaso: “Quando mangiamo insieme, spegniamo il cellulare (in teoria). Usiamo il preservativo con gli altri. Ci aggiorniamo sui rispettivi orari, specie quando uno è in casa, l’altro no”. Ma non c’è posto per l’amore romantico: “La monogamia – secondo Davide – è un simbolo non riconosciuto di possessività, prevaricazione dell’uomo sulla donna, abusi in famiglia e a danno dei figli”. Il rischio, col poliamore, è di sostituire legami profondi e duraturi con una sfilza di connessioni deboli, superficiali, brevi come un battito di ciglia. Relazioni tascabili, le chiama Zygmunt Bauman, da tirar fuori solo quando servono; costano poco sforzo, si archiviano senza drammi, aprono infinite possibilità amorose. L’amore come una merce: si usa finchè utile, si getta via e si dimentica. È la scelta dolorosa tra la sicurezza di un legame forte e la libertà delle connessioni deboli. “Vivere legami sicuri è sia fondamentale che terrorizzante”, ammette Silvia. Silvia e Davide convivono da anni e riflettono sul futuro. “Vorrei una maternità condivisa in una famiglia allargata – racconta lei –. Ma a 31 anni, dubito di voler fare figli. L’idea che li abbia una partner mia o di Davide, mi attira molto”. Davide è d’accordo: “Crescere figli in due è faticoso. Un gruppo in sintonia renderebbe più accettabile la paternità”.
Tomaso da sei anni vive una “stabile” relazione poliamorosa. Guarda la foto di una coppia di anziani e dice: “In quella cornice, tra 60 anni, potremmo esserci io e la mia compagna, e magari non saremo in due, ma in tre o quattro. In tal caso, sarà anche perché un giorno ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di non chiudere il nostro amore in una scatola”. Aprire la coppia, talvolta, è l’unica via per giungere a relazioni autentiche e durature. La monogamia, del resto, non frena i fedifraghi e non impedisce di sostituire partner alla velocità di un click. “Le persone chiudono un occhio se sei sposato e pronto a tradire – spiega Tomaso –, però si scandalizzano se hai più relazioni col consenso dei partner”.
L’amore a due può essere faticoso, ma il poliamore non è una scorciatoia. “Credere che la fedeltà sia difficile e il resto una soluzione di comodo, è un pregiudizio – dice Silvia –. Il corollario è che il poliamore sia solo sesso, una scusa per giustificare bassi istinti e vigliaccheria. È faticosissimo anche il poliamore”. Dirsi tutto, aprirsi nell’intimo, può scatenare gelosie e conflitti. Ogni decisione va presa in tre, quattro o cinque. Pensare che in Italia ci sono circa 8 milioni di single; molti di loro non cercano più relazioni. Un partner può essere troppo.