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 2016  dicembre 19 Lunedì calendario

VINO «Ho 35 anni, ma mi sento ancora come un ragazzo di 20. Posso giocare fino a 50 anni, sono come il vino rosso, più invecchia e più è buono

VINO «Ho 35 anni, ma mi sento ancora come un ragazzo di 20. Posso giocare fino a 50 anni, sono come il vino rosso, più invecchia e più è buono. Vi piace il vino rosso? Sono un esempio perfetto: più invecchio e più gioco» (Zlatan Ibrahimovic, calciatore, attaccante del Manchester United). SERPENTE «Il calcio italiano? Siamo come un serpente con la coda in bocca...» (Giovanni Trapattoni, allenatore di calcio e commentatore tv). MASSONERIA «È un simbolo massonico, lo so, ma non è quella la ragione. E’ l’occhio di Dio, protettore dell’umanità. L’ho fatto per quello e per motivi che non mi va di dire. Ho anche un anello con quel simbolo: l’idea è partita da lì» (Andrea Iannone, pilota di motociclismo della Suzuki, parlando del suo nuovo tatuaggio: un grande occhio dentro un triangolo sulla mano sinistra). FAVOLE «I calciatori oggi sono attenti, smaliziati: non puoi raccontargli favole. Pretendono attenzione, conoscenze, correttezza perché sono disponibili a dare. La chiave non è andarci a cena ma avere stima reciproca: se dai tutto questo, restituiscono» (Giampiero Ventura, c.t. della nazionale italiana di calcio). CINESI «Il mercato cinese è un pericolo per tutte le squadre del mondo ma penso che dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro» (Antonio Conte, allenatore di calcio del Chelsea, a proposito del possibile trasferimento del suo trequartista Oscar allo Shanghai Sipg per una cifra da capogiro di 60 milioni di euro). VERITA’ «Lo sport professionistico ti priva di molte cose: c’è altro nella vita. Lo sci non mi manca tanto, se devo dire la verità» (Tina Maze, ex sciatrice slovena, vincitrice tra l’altro di due ori olimpici e quattro mondiali. Oggi canta nella sua band The Rockers). ATTENZIONE «Alle 7 e mezzo sono già in movimento. Seguo le mie attività immobiliari e seguo tanto calcio, anche quello di mio figlio Filippo, con un po’ più di attenzione» (Antonio Di Natale, ex calciatore, che ora farà l’osservatore per l’Udinese). CONTRASTI «Il vero problema è che in Italia si fa confusione tra contrasti e falli. Solo i falli devono essere puniti, il contrasto è un gesto tecnico, come il dribbling e il passaggio. E aiuta lo spettacolo, perché dà rimo e intensità» (Gian Piero Gasperini, allenatore di calcio, dell’Atalanta, rispondendo alle accuse di eccessiva fallosità e cattiveria della sua squadra).