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 2016  dicembre 17 Sabato calendario

ECCO IL MAX TEAM

Aspettando gli uomini jet azzurri che, dopo la delusione di ieri, oggi sulla Saslong cercheranno riscatto in discesa, in Val Gardena c’è un’altra Italia della velocità che inizia a sognare. A guidarla c’è un amante dello sci («Da ragazzo ho anche fatto qualche garetta con lo Sci Club Ponte Milvio»), ma soprattutto un 6 volte iridato, 4 in 250, 2 in Superbike, ovvero Max Biaggi. Che all’Hotel Montchalet di Ortisei presenta il Max Racing Team, la squadra con la quale nel 2017 debutterà nel tricolore Moto3 con due piloti sulla Mahindra ufficiale: Alessandro Dal Bianco, 19 anni di Cattolica («Con Max ci siamo conosciuti battagliando in motard a Latina, quando mi ha chiamato sono stato lusingato ma soprattutto sorpreso»), faccia che ricorda Alvaro Bautista e battuta pronta; e Davide Baldini, 13enne di Napoli, preso in giro per la stazza minuta dal presentatore Teo Teocoli: «Presto gli toglieranno le rotelle dalla moto». Su di loro, Biaggi, team principal, team manager, ambasciatore Mahindra, scommette a occhi chiusi.
Biaggi, è un bel cambiamento di vita.
«La testa, per quello che ho fatto come pilota professionista c’è sempre, però adesso c’è un’euforia diversa e l’attenzione si sposta: prima era soprattutto una questione di allenamento mentale e fisico, ora si tratta di riuscire a gestire tutto, senza scordarsi di nulla, a livello tecnico come di struttura».
Ha fatto le cose in grande.
«Non ho voluto dare nulla per scontato, abbiamo creato un’organizzazione di livello per puntare subito in alto, anche se dimostrarlo sul campo non sarà semplice. Però l’esperienza di 20 anni di corse dovrebbe aiutarmi. La cosa principale sarà trovare equilibrio nel team, la gente dovrà conoscersi e creare la giusta alchimia. Ci sono due tecnici che hanno vinto Mondiali con me in Aprilia, dovranno essere bravi a decifrare due adolescenti che non sono mai stati professionisti».
Lei pilota era un gran perfezionista. Lo è anche adesso?
«Mi metto dalla parte dei piloti più che del team manager rompipalle che prima di tutto guarda ai conti. Investo più del dovuto, mi ricordo ogni giorno che quella tuta l’ho indossata. Provo a tutelare i ragazzi».
Si parla già di Mondiale 2018.
«Intanto il primo passo sarà di fare bene nell’italiano. Poi correremo 4 gare nello spagnolo e con Dal Bianco saremo wild card nel Mondiale al Mugello e forse anche a Misano».
Dopo l’Academy di Valentino Rossi tocca a lei. A cosa si è ispirato dal suo grande rivale?
«Non tanto direi, perché lui ha una concezione diversa. A me l’Academy sembra più focalizzata sull’attività al Ranch, io voglio concentrarmi sul team, sui piloti, soprattutto su un’azienda che produce moto e per la quale noi saremo importanti. Lavoreremo e svilupperemo per Mahindra, ci hanno già chiesto di fare test specifici».
I piloti sono due scommesse.
«Con Dal Bianco ci ho corso in motard e mi è piaciuto, senza grossi mezzi si difendeva. Poi l’ho visto correre al Mugello e mi ha stupito. Baldini arriva dalla PreMoto3, è l’investimento. Ricordatevi il suo nome».
Il suo amico Lorenzo che dice?
«L’ho sentito molto carico, si sta allenando duramente. Poi sta alla Ducati e a Dall’Igna dargli la moto per vincere».
Rossi lotterà per il titolo?
«Quest’anno è andato bene, ma ogni anno cambiano i valori. Per me il 2017 sarà ancora più imprevedibile, Viñales è sicuro che lotterà subito per il Mondiale e poi vedremo una moto italiana sempre lì davanti».