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 2016  dicembre 16 Venerdì calendario

LASCIO
 LE GARE DA PROTAGONISTA PER TUFFARMI NEL MIO FUTURO


[Tania Cagnotto]

«No, no. Lasciamo da parte l’insalata e la pasta al pomodoro, ora mangio ciò che voglio. Anche salumi, pane e pasta pasticciata vanno bene». Scherza, Tania Cagnotto, svelando quel dolce sorriso che dal trampolino ha conquistato tutta l’Italia alle ultime Olimpiadi di Rio. «Finalmente non sono più a dieta rigorosa e per un po’ voglio godermi la libertà di assaggiare ciò che desidero, di togliermi qualche sfizio. Mi sto dando alla pazza gioia, senza continuare a pesarmi. Tornerò tra un po’ sulla bilancia. Per ora mi godo questa sensazione di libertà». E porta alla bocca una forchettata di pasta pasticciata. Certo la forma è quella splendida di sempre. «In questo devo dire che mi aiuta anche tutto il movimento che sto facendo durante le prove di Dance Dance Dance (talent show in dodici puntate, in onda da mercoledì 21 dicembre su FoxLife in cui sei coppie si sfidano sulla pista da ballo; con lei il compagno di tuffi Giovanni Tocci, ndr). Per me è tutto una novità, ho scoperto la danza: un mondo nuovo, un modo diverso di esprimersi con il corpo. È tutto molto divertente».
Regina del trampolino. Nata a Bolzano 31 anni fa, Tania è stata la prima donna italiana a conquistare una medaglia mondiale nei tuffi e l’unica ad aver vinto un oro. Figlia del campione Giorgio Cagnotto, quando l’abbiamo incontrata prima della partenza per Rio, a Sette aveva raccontato il suo entusiasmo per quella che sarebbe stata la sua ultima Olimpiade, la quinta come papà. Ma aveva precisato: «A differenza sua, io non ho mai vinto una medaglia ai Giochi». E ora eccola, sono passati quattro mesi e tutto è cambiato, al collo porta un argento e un bronzo, rispettivamente conquistati nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapè e nel trampolino 3 metri. Un risultato eccezionale, che però – come accaduto anche al neo campione di Formula 1 Nico Rosberg – non l’ha dissuasa dal dire addio al mondo dei tuffi, proprio ora che ha conquistato tutto. «Era una decisione già presa, non guardo indietro. Sono felice e soddisfatta di quello che ho raggiunto. Ora voglio solo godermi questo momento di passaggio e poi penserò al futuro». Un futuro che ha iniziato a prendere forma proprio pochi giorni dopo il rientro dal Brasile, quando il 24 settembre all’Isola d’Elba ha sposato Stefano Parolin. «Ricordo ogni attimo: è stata una festa iniziata il giorno prima delle nozze con una partita di beach volley sulla spiaggia. È stato bellissimo avere tutti gli amici riuniti insieme al mare per un weekend. I miei parenti erano solo mamma e papà, Stefano ne aveva qualcuno in più, ma la maggior parte degli invitati erano amici. La cerimonia e il pranzo sono stati velocissimi: poi, fino a notte fonda, abbiamo ballato e cantato. Proprio quello che volevo». E il viaggio di nozze? «Non l’abbiamo ancora fatto, partiremo a gennaio, dopo l’Epifania. Destinazione, Stati Uniti poi qualche isola». Assoluto relax. «Non proprio, noleggeremo un camper e andremo a vedere i Parchi della costa ovest. Ci fermeremo a Las Vegas, a San Francisco. Durante la mia carriera ho viaggiato tanto, ma questi sono posti che non sono mai riuscita a visitare».
Il sogno? Spingere un passeggino. Solo al rientro in Italia Tania deciderà cosa fare “da grande”. Intanto in questi mesi, già prima di partire per il Brasile sono tante le ipotesi lette sui giornali. Si è parlato anche di un impegno politico, ma su questo precisa: «No, non penso proprio». Mentre una cosa è certa, non abbandonerà completamente le piscine: «Mi piacerebbe rimanere legata al mondo dei tuffi, vorrei avere la possibilità di insegnare, perché un tuffo non è solo tecnica, ci vuole la testa. Potrei dare qualcosa a questo sport. Vedremo, al mio rientro in Italia ci penserò». Intanto si gode un altro successo, quello del suo libro Il bambino che non voleva tuffarsi (Mondadori, 2016), una favola tenera per insegnare ai bambini che anche le più grandi paure si possono superare e che le debolezze talvolta possono trasformarsi in punti di forza. «In un certo senso ho voluto raccontare la mia storia». E a proposito di bambini, prima di partire per Rio de Janeiro, alla domanda: “Come ti immagini alle Olimpiadi del 2020?” la risposta sorridente di Tania era stata: «Mi vedo mentre spingo un passeggino». Le ricordo quelle parole, lo sguardo si addolcisce. «Confermo, vorrei un figlio. Anche se faccio fatica a immaginarmi, non so che mamma sarei. Vedo le mie amiche e mi rendo conto che non è per nulla facile. Spero di essere comprensiva con i bambini, ma allo stesso tempo di saper far rispettare loro le regole». Le faccio notare che ha usato il plurale. «Sì, sono figlia unica, mi piacerebbe avere più bambini». E se volessero s e g u i r e le orme di famiglia e fare i tuffatori? «Quasi quasi spero di no. Mi toccherebbe soffrire a bordo vasca». E aggiunge ridendo:
«I miei genitori non sopporterebbero lo stress, non so se il cuore di mio padre reggerebbe».