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 2016  dicembre 16 Venerdì calendario

FORTUNA «Puoi costruire buoni giocatori, ma il campione è figlio di una botta di fortuna. E nient’altro

FORTUNA «Puoi costruire buoni giocatori, ma il campione è figlio di una botta di fortuna. E nient’altro. Pensiamo agli Stati Uniti e all’Australia, che hanno dominato per decenni: da quella prospettiva, sono messi peggio di noi» (Nicola Pietrangeli, ex tennista, capitano della nazionale italiana che quarant’anni fa vinse contro il Cile la sua unica Coppa Davis). SICUREZZA «Il karate aumenta la sicurezza nelle proprie capacità. Idem l’autostima: quando impari a conoscere il tuo corpo e la tua forza ti senti anche più sicura quando ti muovi nel mondo. In più trasmette sicurezza interiore, la condizione basilare in caso di situazioni di stress o, peggio, di aggressione» (Sara Cardin, karateka, campione del mondo e d’Europa nella categoria 55 chilogrammi). SERENITA’ «Il segreto? Gestione dei tempi di riposo e soprattutto serenità interiore» (Francesco Acerbi, calciatore, difensore del Sassuolo, al momento il giocatore d’Europa che ha giocato più partite in stagione). SENSAZIONI «Qui mi vogliono bene, avevo tante cose in testa, le ho messe insieme e ho scelto di restare. Io credo che qui si possa davvero vincere: e quando succederà voglio esserci per vedere che sensazioni dà» (Radja Nainggolan, calciatore, centrocampista della Roma). UTOPIE «Il mio sogno e quello del presidente Berlusconi è avere una squadra intera che arrivi dal settore giovanile. Ma magari è un’utopia» (Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan). VISIONI «Paredes mia piace moltissimo. In Argentina faceva l’ala e il trequartista, ora è un regista straordinario. Si vede che ha una visione differente, piedi diversi, solo che davanti ha gente come Strootman, De Rossi e Nainggolan» (Hernan Crespo, ex calciatore, ora allenatore e commentatore tv). DUBBI «Dopo il successo l’anno scorso a St. Moritz alle finali, non mi sono fermato un attimo. Feste, eventi, sponsor. È nato il mio secondo figlio, Noah. Non ho avuto tempo di fare altro che godermi la più bella delle mie vittorie. È durata quasi tutta l’estate, tanto che non mi è riuscito nemmeno di seguire le Olimpiadi di Rio. A un certo punto mi è venuto un dubbio: come faccio ad allenarmi e a ritrovarmi per la prossima stagione?» (Peter Fill, sciatore, vincitore della Coppa del mondo di discesa libera lo scorso anno).