varie, 8 dicembre 2016
IDIOTI «Agli insulti e agli idioti ogni tanto rispondo, altre no. Le persone intelligenti capiscono
IDIOTI «Agli insulti e agli idioti ogni tanto rispondo, altre no. Le persone intelligenti capiscono. Al rientro dall’Olimpiade di Rio c’è stato tanto calore attorno a me. Le reazioni delle persone giuste mi hanno fatto tornare la voglia di nuotare» (Federica Pellegrini, nuotatrice, che martedì scorso ha conquistato l’oro nei 200 stile libero in vasca corta ai Mondiali del Canada, l’unico oro che ancora le mancava). BULLI «Ho dovuto affrontare un’ondata di cyber-bullismo. Hanno attaccato non solo me ma anche i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici, dicendo che sono una disgrazia per il golf. È dura, e continuo a dover aver a che fare con questi commenti ogni giorno. Per la mia famiglia, che mi ha cresciuto nella maniera migliore, è stato molto duro» (Paige Spiranac, golfista statunitense, considerata la più sexy del green). SANREMO «Con Adriano Galliani sono il dirigente di calcio più longevo. I litigi in Lega? Propongo di aprire un canale dove noi dirigenti ci facciamo riprendere: lo share salirebbe alle stelle, con ascolti degni di Sanremo» (Luca Campedelli, presidente del Chievo Verona). MAMMA «Diciamo che i festeggiamenti per la medaglia sono stati fruttuosi e siamo stati fortunati visto che sono rimasta subito incinta. È l’inizio di una nuova avventura, non sono allenata ma ora mi tuffo davvero in un’altra esperienza. Cosa c’è di più bello della maternità?» (Francesca Dallapè, tuffatrice, che a Rio ha conquistato con Tania Cagnotto l’argento nel trampolino da 3 metri). PAPA’ «Il primo insegnamento di papà è sempre stato questo: “Lo sforzo nel calcio è l’unica cosa che non si può negoziare”. Siamo cresciuti così, l’unico scopo è crescere pensando alla partita che verrà. Bello, perché sai che il futuro dipende solo da te. Brutto, perché non riesci a goderti le gioie» (Giovanni Simeone, calciatore, attaccante del Genoa e figlio di Diego Simeone, allenatore dell’Atletico Madrid). MITO «Non è un peso essere un mito, anche se a volte speri che finisca presto. La scorsa settimana ero a un evento benefico con 350 persone. E sono state 350 domande, strette di mano, chi più sudata, chi meno sudata, le fotografie... È pesante perché io sono solo contro 350 persone, però ti dici anche “bello che ci sia gente che si ricorda ancora di me”» (Giacomo Agostini, il più grande pilota della storia della moto).