Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  agosto 09 Venerdì calendario

LA LUNGA NOTTATA DEL POVERO FAVA «DALLA STRADA SALIVA UN FRACASSO, E IO SOLO A MANGIARE COL CALDO CHE FA»– Corriere della Sera, venerdì 9 agosto Il Consiglio di amministrazione della Rai, riunitosi giovedì scorso alle 17

LA LUNGA NOTTATA DEL POVERO FAVA «DALLA STRADA SALIVA UN FRACASSO, E IO SOLO A MANGIARE COL CALDO CHE FA»– Corriere della Sera, venerdì 9 agosto Il Consiglio di amministrazione della Rai, riunitosi giovedì scorso alle 17.30, ha designato i nuovi direttori di reti e testate. Raiuno: Giovanni Tantillo. Raidue: Carlo Freccero. Raitre: Giovanni Minoli. Tg1: Rodolfo Brancoli. Tg2: Clemente Mimun. Tg3: Lucia Annunziata. RadioRai: Renzo Arbore. Giornale radio: Marcello Sorgi. Tgr Nuccio Fava. Televideo: Marcello Del Bosco. Tgs: Marino Bartoletti. Rai International: Roberto Morrione. Videosapere: Federico Scianò. Tribuna politica: Angela Buttiglione. Coordinamento palinsesti: Giancarlo Leone. Fiction: Sergio Silva. Nuccio Fava, informato della nomina, ha rinunciato all’incarico. Le lenticchie! Capito? Mi volevano dare le lenticchie! E in più volevano pure che facessi il killer di Morrione, che studiava per fare il direttore dei tiggì regionali da una vita! A me! M’avessero telefonato: caro Nuccio Fava, tu che sei stato direttore del Tg1, che lavori in Rai da una vita, che anche ieri sera hai dato punti di distacco al Tg5 di Lamberto Sposini, cosa faresti... Sono andati a pranzo e a cena con tutti... E a me manco una telefonata!». Ma... «Insomma, dico io: le pare che potevo dire di sì? Lo sa quando mi ha chiamato Enzo Siciliano? Alle sette e quaranta di sera. Dice: ma come, non accetta la direzione dei tigì regionali? Dico: no, grazie presidente... Dice: ma io credevo... Dico: no, grazie ancora, però proprio non fa niente... Perché sarebbe estremamente sgradevole, dopo aver fatto questi mesi il Tg1 in modo non inverecondo e dopo avere guadagnato l’ascolto, se io non potessi continuare, cedendo l’interim al Tg1, a fare quello che ho fatto sotto diversi regimi, cioè le tribune elettorali». Ma... «Gliel’ho detto così, sereno e tranquillo. Sono loro che poi hanno comunicato le nomine senza tener conto del mio no. Le pare possibile che io ieri abbia fatto la riunione di redazione per preparare il telegiornale senza manco sapere se il giorno dopo sarei rimasto lì? Sono cose che si fanno? Roba da peracottari. É giusto che io abbia appreso dai giornali i nomi dei possibili direttori?». Ma... «L’altra sera sono in casa che mangio da solo, fa un caldo bestiale, dalla strada sale un fracasso di macchine di passaggio e suona il telefono. “Ciao Nuccio, sono Vigorelli, quand’è che vieni a prendere possesso della tua stanza?”. Gli fo: caro Piero, tu non c’entri, però io da te verrò solo a fare le tribune elettorali. Che mi frega della tua stanza?». Ma... «Mi faccia finire. Dice: ma è un posto di potere. Sapesse quanti me l’hanno ripetuto: settecento giornalisti. Bravo: sai che figura? Con il benevolo sputtanamento per lo scambio di poltrone. Qui al Tg1 c’è la responsabilità, lì cosa c’è? Ci mettano Morrione. O qualche altro genio preso fuori. Il potere... Ma che mi frega del potere? Se io fossi stato un uomo di potere, caro mio, ai tempi di Ciriaco De Mita, quando il motto era “perché non possiamo non dirci irpini”, hai voglia! Ma le pare che io possa sentirmi dire che “Nuccio Fava è vecchio”?». Ma... «Chiedo io: è più nuovo Brancoli? Quando io ero nella Fuci e facevo delle gran battaglie ideali lui era un dirigente nazionale dei movimenti dicì e stava con Emilio Colombo... Così è entrato in Rai, mica come me che sono entrato per concorso. Si sarà pure risciacquato in America, però... E poi, cos’è questa storia che scrivono i giornali: Veltroni vuole uno di “Liberal”? Allora che facciano Adornato!». Ma... «Già Giulio Anselmi, che pure non c’entra niente con la Rai, sarebbe andato meglio. Ha più titoli. Ma perché Brancoli al posto mio? Se lo merita, questa redazione? Io non dico che dovessero mettere me, perché io qui sono rimasto in questi mesi come commissario, però dovevano ben tener conto che ogni sera abbiamo fatto il 40 o 41% di ascolto. Cinque direttori in cinque anni. Vogliamo tenerne conto? O questi miei poveri colleghi sono carne da macello?». Ma... «Io non voglio dire che queste nomine sono lottizzate. Ma certo sono di basso profilo. Dopo tutti ’sti casini hanno lasciato Mimun, il che mi fa pure piacere per lui, però solo perché col Polo non son riusciti a concludere in altro modo. Però mica hanno nominato Cronkite! Non c’è un Biagi, non c’è un Montanelli! Con me poi hanno provato pure a fare i furbi, sperando che una volta fatto il comunicato ufficiale...». Ma... «Dice: non ti arrabbiare. Facile. Ma io sono un emotivo. Scilla e Cariddi! Si figuri.. Poi c’è questa faccenda delle date... L’8 agosto! Anche l’altra volta era l’8 agosto quando mi fecero fuori per metterci Bruno Vespa. Nessuno pone seriamente in queste Paese la grande questione etica. Capisce? Ricordo i De Michelis e quegli altri: si eran letti Machiavelli e l’avevano interpretato che si può fare tutto. Ma l’etica? Ce l’ha insegnato Sturzo: l’etica non è l’etichetta». Ma... «E guai se scrive che sono arrabbiato. Sono serenissimo. Solo che io non voglio essere complice. Dice: farò la figura dello stupido, del velleitario, del Don Chisciotte? Pazienza. Viva Don Chisciotte, in questo paese di Gattopardi». Gian Antonio Stella