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 2015  marzo 15 Domenica calendario

NEL PAESE DEGLI «OMETTI» TERRA DI SOPRAVVIVENZA DEL MASCHIO SCONFITTO

«Ometti»: ma in che senso? Piccoli uomini o voce del verbo omettere? Nella cosmogonia di Mario Milani (Ometti Mondadori, 2015, 19 euro) i due concetti coincidono nella narrazione umana visto che si parla dei cento pensieri per sopravvivere a tua moglie. Il libro racconta della sconfitta ultima e definitiva dell’ Uomo, in versione Marito, nei confronti delle Donna, declinata come Moglie. E siccome racconta non di una semplice ritirata, ma dell’annientamento di genere (il maschio ridotto allo stato «fucale») l’Autore non ha nemmeno il coraggio di firmarsi. Estrema manifestazione della paura. Usa una controfigura mitica: Mario Milani di cui si ricordano solo la data di nascita, 12 giugno 1959, e la morte, avvenuta il 17 giugno 1994, mentre Baresi a Pasadena sbagliava il calcio di rigore alla finale dei mondiali. La leggenda racconta che la notizia del decesso scosse profondamente il capitano azzurro nel momento supremo di tirare dal dischetto, mentre Mario Milani, nella sua casa di Milano, reclinando la testa per l’ultima volta invocava: «Non dite niente a mia moglie». L’Autore, confermando la sua vigliaccheria nei confronti del genere femminile affida il compito di raccogliere le memorie di Mario Milani ad un altro «ometto». Lo chiama Federico Anchisi. Un nome dove non c’è chi non veda il riferimento ad un poveraccio nato a Troia qualche migliaio di anni fa che si salvò dalle fiamme sfruttando le spalle del robusto figlio Enea. Ed è da lì che nacque l’Impero di Roma, una delle massime, ma purtroppo lontane, espressioni della supremazia dell’Uomo sulla Donna e, per effetto transitivo, del Marito sulla Moglie. E oggi? Oggi è tutto finito. Le Donne hanno vinto perchè sono esseri superiori. Mario Milani diventa il pioniere della nuova Verità e quello che scrive è il manuale di sopravvivenza del Maschio sconfitto. La sua vita che si intreccia con quella della moglie, Elisabetta Citerelli e, soprattutto con il Clan Citerelli che, scopriamo, essere da secoli dedito al rito di annichilimento del maschio che varca le porte della dimora avita. Nella sua infinita viltà l’Autore si nasconde dietro le spalle di giganti per dimostrare che la sua non è stata una resa alla Donna Trionfante, ma solo la presa d’atto ad una realtà irredimibile. Una ricerca che trova fondamento nella citazione di testimonianze e di testi fin qui di scarsa diffusione. Giudica imperdibile lo studio di J.Gagarin: Perchè non ho detto a mia moglie che partivo per lo spazio (Edizione il Bottegone, 1964). Per non parlare dell’analisi di A.Parietti: Amplessi a parte a che cosa serve veramente un uomo? (Edizioni Sinagra, Bologna, 2006). Fino a due lavori che l’Autore definisce esaustivi della condizione umana: R. Vianello Fenomenologia della donna in casa (Edizioni Milano 2, Milano, 1995) e M.Reitano: I casi Cofferati e Milani: chi li ha mai visti in azienda? in Cronache Sindacali XCV, pp 33-61. In questo manualetto, dove la ricercata ironia di ogni riga serve solo a coprire la sconfitta estrema, ci sono le cento massime di Mario Milani che, dal padre Ambrogio aveva imparato il primo fondamentale precetto coniugale: la sordità. Dopo l’iniziale sgomento il ragazzo era stato reso partecipe del fatto che l’handicap paterno era a modulazione di frequenza. Totale assenza di segnale nei primi venti minuti di ingresso in casa. Lenta ripresa in funzione del calo di potenza comunicativa della moglie, nonchè madre di Mario. Non sappiamo se l’Autore avrà mai il coraggio di svelare la sua identità sapendolo fornito di moglie e di figlie femmine destinate, verosimilmente, a diventare mogli. Queste righe, dunque, sono un «pizzino» lanciato nel vento. Sperando che finiscano nelle mani giuste.