Tito Giliberto, Vivimilano 13/10/1993, 13 ottobre 1993
nel cortile che non c’ e’ visita a Corbetta. il museo Pisani Dossi. i ristoranti ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ CORBETTA UN GIOIELLINO NEL VERDE TITOLO: Nel cortile che non c’ e’ LA GITA Il nome del paese deriverebbe da una "cohors picta", cortile dipinto, di cui non si trova traccia
nel cortile che non c’ e’ visita a Corbetta. il museo Pisani Dossi. i ristoranti ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ CORBETTA UN GIOIELLINO NEL VERDE TITOLO: Nel cortile che non c’ e’ LA GITA Il nome del paese deriverebbe da una "cohors picta", cortile dipinto, di cui non si trova traccia. Ben visibili invece le chiese e le ville barocche e settecentesche - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - "cortile dipinto" che avrebbe dato il nome alla cittadina, ma a zonzo per le ville e i punti di interesse artistico. La passeggiata attraverso il centro vecchio inizia ai giardini comunali, ex parco della villa Frisiani (oggi sede del Municipio). Tra gli alberi si apre il settecentesco anfiteatro d’ acqua, con statue, salici piangenti, piccole scalinate. Da notare come la terra di riporto prodotta dagli scavi settecenteschi sia stata utilizzata per creare due suggestivi monticelli ricoperti di alberi: un piccolo paesaggio dalle caratteristiche "pre romantiche", realizzato secondo le indicazioni del naturalismo inglese. Si esce di lato e si sbuca nella piazza della Rocchetta. Da una parte, i ruderi del castello sono stati ricomposti nel 1940 come lussuosa residenza privata dell’ architetto Piero Portaluppi. Lungo la via San Vittore, si giunge in piazza del Popolo, dominata dalla chiesa neoclassica di San Vittore. Nell’ ampio interno, durante i restauri del 1971, sono stati scoperti i resti della basilica paleocristiana, della chiesa longobarda e di quella romanica, precedente l’ anno Mille. Su un pilastro del presbiterio si puo’ consultare la piantina per riconoscerne le tracce. Quasi di fronte alla basilica, si innalzano due edifici sontuosi: villa Borri, del primo Settecento, e la splendida villa Frisiani, progettata nel 1650 dal Ricchino (l’ architetto che disegno’ il cortile dell’ attuale Universita’ statale di Milano e il palazzo del Senato). Gli archi ribassati danno ampiezza ai portici e ai loggiati, accostando le finiture di pietra grigia ai nudi mattoni. Si seguono le antiche e caratteristiche viuzze del centro fino al Santuario della Madonna dei Miracoli, ricostruito nel ’ 500 sulla precedente chiesa di San Nicolao in seguito a un’ apparizione. La stranezza dell’ edificio si nota gia’ dalla facciata. Il portale, affiancato da due sezioni vuote, sorregge la massa piena del muro sovrastante. Altorilievi e lapidi sostituiscono le finestre. Appena entrati, proseguono le divertenti "follie" barocche. Una sala ottagonale nasconde l’ asse della chiesa, attraverso due porte laterali fa immaginare percorsi inesistenti, immette in due scaloni stretti e alti. Salendo alla cappella del miracolo, i giochi di luce e di prospettiva creano illusioni da teatro. La finestra alle spalle dell’ altare, che lascia intravedere dall’ alto la navata centrale, fa da suggello al "divertissement" architettonico. Si prosegue per via Cavour e via San Sebastiano ed ecco villa Brentano, considerata da alcuni studiosi un modello di residenza aristocratica. Fu realizzata tra il 1732 e il 1737 dall’ architetto Francesco Croce per il conte Carlo Giuseppe Brentano. Attualmente e’ sede di istituti scolastici, e percio’ non e’ difficile ottenere il permesso di visitarla. Da notare la finestratura "a occhioni" verso il parco (oggi ridotto a pochi alberi). Tra mobili antichi e avanzi di collezioni naturalistiche, si giunge alla scala per una delle torri, da dove si puo’ gettare uno sguardo dall’ alto sulla cittadina, stretta tra le coltivazioni. Corbetta, ovvero "cohors picta", "cortile dipinto". Questa, secondo gli studiosi, l’ origine del nome del paese a venti chilometri a ovest di Milano, lungo la via per Novara prima di arrivare a Magenta. Verso il Mille si chiamava "Castrum Sancti Ambrosi", e prima ancora fu centro romano di origine celtica. Corbetta (16 mila abitanti) offre tutte le attrattive per una gita riposante. Non alla ricerca del ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ LA COLLEZIONE CREATA DALLO SCRITTORE CARLO DOSSI TITOLO: Il museo piu’ scapigliato - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Una "chicca" per eruditi e studiosi e’ costituita, a Corbetta, dal piccolo Museo Pisani Dossi, in via Mussi 38, vicino a piazza del Popolo. E’ aperto quasi esclusivamente a studiosi e ricercatori universitari in maggio e in giugno, ma gli attuali proprietari del palazzo possono accogliere qualche visitatore su appuntamento (occorre telefonare allo 02 97.78.050). In sette sale della quattrocentesca dimora (restaurata in questo secolo) e’ raccolta la collezione di fine Ottocento del conte Carlo Alberto Pisani Dossi. Giornalista, archeologo, uomo politico, diplomatico, erudito, collezionista, ma soprattutto scrittore: e’ il celebre Carlo Dossi, uno dei piu’ noti fra gli "scapigliati", quegli scrittori ribelli, anticonformisti, che nei modi e negli atteggiamenti hanno anticipato alcuni aspetti della letteratura recente. Qui si ammirano testimonianze di arte etrusca, ellenistica, precolombiana, reperti archeologici di tombe della zona e una biblioteca con incunaboli e incisioni antiche. Direttore del museo e’ l’ archeologo Marco De Donno. La collezione e’ proprieta’ della nipote di Carlo Dossi, la contessa Carola Pisani Dossi, sposata con il conte Ranieri Macchi di Cellere. I pezzi piu’ notevoli, spiega il conte, appartengono ad alcune necropoli, e sono rilevanti soprattutto come ausilio alle datazioni archeologiche. Un’ importanza che soltanto gli specialisti possono apprezzare. Tra i reperti piu’ antichi, un’ ascia in anfibolite di ottomila anni fa, forse la piu’ grossa ritrovata in Italia. Altri reperti testimoniano l’ attivita’ dei Celti e dei Romani duemila anni fa. Diverso materiale fu raccolto dal nonno della contessa in Sudamerica e in Grecia nel corso delle missioni diplomatiche all’ epoca del governo Crispi. Attualmente sono oggetto di studi da parte del Gruppo archeologico milanese.t.g. ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ LE SPECIALITA’ DEI RISTORANTI TITOLO: Quei risotti all’ antica - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Il "piccolo mondo antico", almeno quello gastronomico, e’ vicino a Milano. I sapori di una volta si riscoprono in diversi ristoranti (in via Fogazzaro a Soriano ce n’ e’ uno che si chiama proprio con il nome del celebre romanzo). La cucina di Corbetta presenta leggere varianti rispetto a quella milanese. In una zona ancora ricca di vitigni, un tempo conosciuta per il vino Clinto e per una varieta’ di Barbera, le pietanze hanno il sapore robusto delle abitudini contadine. Oggi la campagna si e’ mantenuta rigogliosa tra i vitigni residui, le coltivazioni e i boschi a pioppeti (dove e’ diffuso il mughetto). Per chi cerca i piatti tipici, ecco i principali ristoranti. Piccolo Mondo Antico (via Fogazzaro 75, localita’ Soriano, tel. 97.72.383). Chiuso il lunedi’ . Prezzo medio 40 mila lire. Specialita’ : salami con i sottaceti (produzione riservata), risotto all’ antica (con funghi e zafferano), "rustiva" (capicollo di maiale cucinato poche ore dopo la macellazione, dal caratteristico sapore acuto), verzata con acciughe (la verza piu’ tenera viene raccolta la mattina dopo una gelata invernale), la dolce crescenza fatta di pasta di pane, burro, uova, zucchero e uva fragola. Ramon (via Ernesto Parini 41, localita’ Battuello, tel. 97.79.630). Chiuso il lunedi’ . Prezzo medio 40 50 mila, oltre se si mangia pesce. Nel vecchio centro agricolo si servono i piatti della campagna milanese: cassoela, trippa, carne alla brace di taglio extra. Da Onorina (via Manzoni 65, Corbetta centro, tel. 97.79.187). Chiuso il venerdi’ . Prezzo medio 30 mila. Specialita’ : cassoela, macinato di manzo con polenta, il tipico "bruscitt". Annovazzi (piazza San Vincenzo 12, localita’ Carello sulla strada per Albairate, tel. 97.79.534). Chiuso il martedi’ . Prezzo medio 35 40 mila. Specialita’ : i risotti in genere, e in particolare quello con le quaglie, gli stufati. Croce di Malta (corso Garibaldi 2, tel. 97.77.695). Cucina milanese, carne ai ferri, bolliti. Trattoria Giuseppe Verdi di Concetta Di Mauro (via Madonna 5, tel. 97.72.579). Chiuso il lunedi’ . Specialita’ napoletane. Giliberto Tito Pagina 37 (13 ottobre 1993) - Corriere della Sera