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 2003  agosto 11 Lunedì calendario

La Armand e il rivoluzionario russo Inès, l’attrice a cui Lenin dava del tu Lasciò marito e figli, divennero amanti per tutta la vita Era nata a Parigi nel 1874 da un cantante d’opera e da un’attrice

La Armand e il rivoluzionario russo Inès, l’attrice a cui Lenin dava del tu Lasciò marito e figli, divennero amanti per tutta la vita Era nata a Parigi nel 1874 da un cantante d’opera e da un’attrice. Si chiamava Elisabeth-Inès Stéphane, la storia la conosce come Inessa Armand, cognome che prende dopo il matrimonio con il figlio di un ricco industriale tessile russo. È ancora bella nelle vecchie foto al collodio umido e all’albumina o in quelle realizzate con il procedimento alla gomma bicromatata, ma coloro che la videro di persona la giudicarono bellissima. Univa nel suo fascino le origini scozzesi e francesi, in lei si abbracciavano energia e douceur . Gli occhi - testimonia chi li affrontò anche per un secondo - erano grandi, profondi. O meglio: un incanto. Non ci si deve meravigliare che una donna di tale carineria facesse l’attrice, né che a venticinque anni abbandonasse marito e figli, comodità e quel che l’epoca passava, per darsi alla politica. Suonava benissimo il pianoforte e parlava fluently francese, tedesco, inglese e russo. Nel 1903 e nell’anno successivo è in Svizzera, scopre gli scritti di Vladimir Il’ic Lenin, si converte al marxismo. La sua attività si fa frenetica e l’ex dama di mondo, un tempo lontana mille miglia dalle pratiche rivoluzionarie e dalle repressioni di polizia, diventa attivista, partecipa alla propaganda illegale. Nel 1907 subisce l’arresto e viene condannata a due anni di confino in Siberia, scontati i quali corre a Parigi ed entra in contatto con gli esiliati. Tra essi c’è Lenin, la mente della rivoluzione che verrà. La coppia. Inessa Armand e Vladimir Lenin La coppia. Inessa Armand e Vladimir Lenin Inessa e Vladimir Il’ic avevano diversa formazione, opposti atteggiamenti. La prima diventa rivoluzionaria per liberarsi dai lacci soffocanti della borghesia, il secondo sembra inventato per la bisogna. Inessa respira sin dai primi passi l’aria dei teatri e anche quando giunge a cinque anni a Mosca da una zia, il suo ambiente è ben lontano dai populisti che approvano nel 1881 l’uccisione dello zar Alessandro II. Lenin studia da rivoluzionario, prima sui libri di giurisprudenza alla facoltà di Kazan (tanto che viene ben presto espulso dall’università) e poi quando proseguirà all’ateneo di San Pietroburgo, dove, nel 1883, fonda il primo nucleo operaio russo. Lei nasce in un ambiente brillante, tra luci e ribalte; lui si veste come un monaco, mai sbracato, mai in disordine, tanto che se avesse potuto trovare sulla sua strada Robespierre e Mazzini sarebbe nato il primo convento laico. Lenin e Inessa si conoscono nel 1909 e sino alla morte della donna, avvenuta nel 1920 a causa del tifo, non riuscirono a trovare una ragione né un ostacolo per separarsi, alla faccia dell’etica rivoluzionaria. Del resto lui - ammesso che si possa usare nel suo caso questa comune espressione - aveva perso la testa. Una piccola prova? Inessa fu la sola persona, al di fuori dei familiari, a cui diede del «tu» nelle sue lettere. Un’altra va cercata nella stessa famiglia del rivoluzionario: sua moglie Nadezhda Krupskaya, che era a conoscenza del rapporto, giacché lo stesso Vladimir Il’ic glielo aveva confessato, era addirittura pronta a farsi da parte. Lenin però non volle mai rinunciare alla sua compagna, colta e intelligente; né riuscì a spegnere quell’amore che gli alimentava la vita, anche se sovente ne temeva la forza e le conseguenze. Basta rileggere qualche epistola che corse tra i due per misurare la passione. «Farei a meno di baci - scrive Inessa a Vladimir Il’ic nel dicembre 1913 - pur di vederti e di parlarti qualche volta. Lo desidero e non recherebbe dolore a nessuno. Io amo tanto sentirti parlare, ma amo anche guardarti mentre tu parli. Perché privarmi di tutto questo? Mi chiedi se ce l’ho con te per il fatto che hai insistito sulla nostra separazione. No, penso che tu non lo abbia fatto per te». E il rivoluzionario, che ha paura di ben poche cose, sa però che certe frasi dedicate alla sua amata devono restare nell’ombra. Ecco quanto le scrive nel luglio 1914: «Mi auguro che ci vedremo qui dopo il congresso e parleremo... Per favore, porta tutte le nostre lettere quando vieni. Non sta bene spedirle raccomandate, visto che una lettera raccomandata può essere facilmente aperta dagli amici. Ti prego, portale tutte, vieni qui presto e parleremo». Liti, silenzi, slanci e altro sono il sale di questa passione consumatasi tra due persone nate con le coordinate opposte, costrette dal destino ad attrarsi senza requie. Le loro missive non sono giunte tutte a noi e le più compromettenti vennero certamente bruciate; altre furono censurate, qualcuno a Mosca giura che quelle con termini come «schiava» et similia siano state segretate. Nell’archivio di Stato dell’ex Urss un documento (sarà vero?) parla della bambina nata dalla loro relazione, ma di essa - se ci fu - si persero le tracce durante i giorni di Stalin. Il corpo di Inessa riposa sulla Piazza Rossa, sotto le mura del Cremlino, vicino a John Reed. Non distante dalla mummia di Lenin. Armando Torno 03 agosto 2011(ultima modifica: 04 agosto 2011 12:22)© RIPRODUZIONE RISERVATA La relazione L’incontro Inessa Armand, figlia di artisti, dedicherà poi la sua vita alla politica convertendosi al marxismo. Nel 1909 conosce Lenin (foto). Tra i due nasce una relazione profonda che durerà fino alla morte di lei avvenuta per tifo nel 1920 a soli 46 anni La passione Inessa e Lenin si scrivono lettere, si incontrano, progettano; molte missive compromettenti si sono perse o sono state bruciate. Al funerale di Inessa a Mosca, Lenin è molto commosso, addirittura si ipotizza che quel dispiacere influirà negativamente sulla sua salute; morirà pochi anni dopo, nel 1924, nella tenuta di Gorki GLI E-BOOK DI CORRIERE DELLA SERA i Corsivi Archivio | 14 maggio 2013 186 Invia contenuto via mail Link: Contro la responsabilità Michel Houellebecq Contro la responsabilità Conversazione con Stefano Montefiori SCOPRI E ACQUISTA Il libro mancato Stefano Piedimonte Il libro mancato SCOPRI E ACQUISTA Il delitto dell’Expo Paolo Roversi Il delitto dell’Expo SCOPRI E ACQUISTA Un altro stupido racconto di Natale Natalino Balasso Un altro stupido racconto di Natale SCOPRI E ACQUISTA Data Journalism a cura di Pierenrico Ratto e Antonio Troiano Data Journalism Informazione e creatività SCOPRI E ACQUISTA Breve storia del romanzo poliziesco Leonardo Sciascia Breve storia del romanzo poliziesco SCOPRI E ACQUISTA SCOPRI TUTTO Riceviamo e volentieri pubblichiamo Il Mulino 04 marzo 2014 Traditori Una originale categoria politica, tutta italiana: il tradimento. 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