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 2014  ottobre 10 Venerdì calendario


IL PRIMO MAPPAMONDO CON L’AMERICA? UN UOVO DI STRUZZO

Il più antico mappamondo al mondo a raffigurare l’America è un uovo di struzzo: sarebbe stato dipinto nel 1504, probabilmente in Italia, secondo alcuni nelle officine di Leonardo da Vinci. Acquistato due anni fa in un’asta alla London Map Fair dal collezionista e ricercatore indipendente belga Stefaan Missinne, l’uovo mappamondo, che ha un diametro di 11,2 centimetri, era stato descritto un anno fa in un articolo dello stesso Missinne su The Portolan, la rivista della Washington Map Society. Mancava però una datazione certa. Ora però, dopo un anno di indagini con il metodo del carbonio 14, c’è la conferma che è stato realizzato agli inizi del Cinquecento. L’America è rappresentata molto parzialmente, ma c’è. Insieme a mostri marini, un abbozzo di correnti oceaniche e 71 nomi di località geografiche. Nel Sudest asiatico compare la scritta Hic sunt dracones, qui ci sono i draghi, sull’America meridionale si trovano solo tre nomi: Mondus Novus, Terra de Brazil e Terra Sanctae Crucis.
Gli esperti ritengono che l’uovo potrebbe essere stato usato come modello per il celebre Hunt-Lenox Globe del 1510, conservato alla New York Public Library, finora considerato il più antico mappamondo a raffigurare le Americhe.
«Scoperte di questo genere sono rarissime ed è facile incorrere in errori. Oltretutto non è noto chi sia stato il precedente proprietario dell’uovo, che l’ha donato in forma anonidima alla London Map Fair» dice Stefaan Missinne.
Resta la domanda su chi sia l’autore del mappamondo. L’ipotesi della bottega di Leonardo al momento non sembra essere sostenuta da alcun altro indizio se non alcune caratteristiche che individuerebbero nell’Italia la terra d’origine dell’opera. Missinne a riguardo ha pochi dubbi. «Alla fine del Cinquecento c’era un solo allevamento di struzzi in Europa: la struzzeria del duca di Milano, a Pavia, che riforniva di uova anche Firenze». E Leonardo Rombai, docente di Geografia dell’Università di Firenze, osserva che «il disegno è stato realizzato con una grande cura artistica, che va ben al di là della cartografia».
«Non è chiaro da dove arrivi quest’oggetto» dice Chet Van Duzer, esperto di cartografia della John Carter Brown Library, Rhode Island. «È una scoperta eccitante, non c’è dubbio, ma penso sia necessario approfondirla». Decisamente scettico è invece il suo collega della Libreria del Congresso americana John W. Hessler. Per lui «la connessione con Leonardo è una sciocchezza».
Al di là delle ipotesi più suggestive, Claudio Cerreti, docente di Geografia dell’Università di Roma Tre, sottolinea però che l’aspetto più interessante della scoperta è forse un altro: «la conferma di quanto la circolazione delle conoscenze geografiche in Europa sia stata molto più precoce e diffusa di quanto immaginato fino a poco tempo fa».
Simone Porrovecchio, il Venerdì di Repubblica 10/10/2014