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 2014  giugno 24 Martedì calendario


Tour de France per Sette - Leeds (Inghilterra), 5 luglio: luogo e data di partenza della centounesima edizione del Tour de France

Tour de France per Sette - Leeds (Inghilterra), 5 luglio: luogo e data di partenza della centounesima edizione del Tour de France. Tappa finale: Evry-Parigi, il 27 luglio. In totale 21 tappe e 3.664 chilometri. Il Tour de France, anche detto Grande Boucle, grande boccolo, per la forma a ricciolo. Così le tappe: 9 in pianura, 5 vallonate (a percorso misto), 6 di montagna (5 arrivi in salita), una cronometro individuale. Due giorni di riposo. Il Tour più lungo, quello del 1926: 5.745 chilometri (vinse il belga Buysse). Per ogni vittoria di tappa è assegnato al vincitore un premio di 8.000 euro; al secondo 4.000; al terzo 2.000. Il vincitore del Tour de France, oltre alla prestigiosa maglia gialla, si porta a casa circa 450mila euro. Il secondo 200mila, il terzo 100mila. Solo considerando i premi per i primi 20 classificati, si supera un milione e mezzo di euro. Ogni giornata in maglia gialla frutta 7.000 euro. La vittoria della maglia verde (classifica a punti) e della maglia a pois (relativa agli scalatori) porta premi da 25.000 euro al vincitore, 15.000 al secondo, 10.000 al terzo. Di poco inferiori i premi per la maglia bianca di miglior giovane: 20.000 per il leader, 15.000 al secondo e 10.000 al terzo. Per quanto riguarda le squadre, verranno distribuiti 50.000 euro al miglior team, 30.000 al secondo e 20.000 al terzo. Secondo il sito cyclisme-dopage.com, nel corso della sua carriera è risultato positivo o implicato in vicende di doping l’82,6% dei vincitori del Tour, il 65,2% dei primi tre in classifica, il 61,7% dei primi dieci, il 36,9 di tutti i partecipanti, prendendo in esame gli anni dal 1968 al 2013 Nel 1904, alla sua seconda edizione, il Tour fu sul punto di essere sospeso per le violenze dei tifosi. Un gruppo di sostenitori di Fauré, dopo il passaggio sul Col de la Republique, aggredì tutti gli altri. Maurice Garin, il valdostano vincitore della prima edizione, ricevette un sasso in faccia, una bastonata al ginocchio destro e altre due sulle braccia. Una legnata troncò sul manubrio un dito a Giovanni Gerbi, altri colpi li prese in testa. Cadde svenuto e per salvarlo dal linciaggio qualcuno del seguito sparò qualche colpo di pistola in aria. Colpi di pistola anche a Nîmes, con l’intervento dell’esercito. Secondo Le Monde, il Tour de France nuoce alla salute: dal 1947 l’aspettativa di vita dei ciclisti è scesa a 60 anni (per le persone normali è 77). Sempre al Tour del 1904. A novembre, molto dopo la sua conclusione, per violazioni di regolamento furono squalificati i primi quattro arrivati (Maurice Garin, primo, suo fratello Cesar, terzo, Lucien Pothier e Hippolyte Aucouturier): si erano fatti aiutare facendosi trainare, prendendo scorciatoie o addirittura treni. Nelle prime edizioni del Tour era vietato cambiarsi indumenti una volta partiti: per esempio se si partiva di notte, al freddo, e un corridore indossava due o tre maglioni, con quelli doveva arrivare, anche se il traguardo era molte ore dopo, sotto al sole. Se il corridore si liberava di un indumento, o ne aggiungeva uno, scattava la penalizzazione. Giovanni Gerbi, soprannominato “Diavolo rosso”, il primo ciclista a depilarsi le gambe. Il tascapane tipo di Firmin Lambot, vincitore nel 1919 e 1922, alla partenza di una tappa: 10 panini con burro, prosciutto e formaggio, 10 fette di pane con marmellata, 8 banane, vari dolci di riso, 10 fichi, tavolette di cioccolato, borracce d’acqua. La nascita del Tour legata all’affare Dreyfus (il capitano ebreo accusato erroneamente di spionaggio e tradimento). “Le Vélo”, giornale del tempo tutto dedicato al ciclismo, stampato su carta verde e diretto da Pierre Giffard (inventore della gara ciclistica Parigi-Brest-Parigi), sosteneva la tesi a favore di Dreyfus. Alcuni inserzionisti del quotidiano, di avviso contrario, vollero creare un altro giornale sportivo, meno schierato a favore del capitano, diretto da Henri Desgrange. Lo chiamarono “L’Auto-Vélo”, stampato su carta gialla (da cui in seguito la maglia gialla). Per aumentarne le vendite si pensò di organizzare il giro di Francia in bicicletta. Solo dal 1979 sono ammesse donne a bordo delle macchine del seguito del Tour de France. Didi Senft, 62 anni, tedesco: il tizio vestito da diavolo che, dal 1992, si fa trovare a un chilometro dall’arrivo in svariate tappe del Tour. Lo scarto minore tra il vincitore del Tour e il secondo arrivato: 8 secondi, nel 1989, tra Greg Lemond e Laurent Fignon. Lo scarto maggiore: 2 ore, 49 minuti e 45 secondi, nel 1903, tra Maurice Garin e Lucien Pothier. Corridori francesi hanno vinto 36 edizioni del Tour. I belgi 18, gli spagnoli 12, gli italiani 9, i lussemburghesi 5. Seguono americani (3), dei Paesi Bassi, svizzeri e britannici (2), australiani, danesi, tedeschi e irlandesi (1). Non vengono più calcolate le 7 vittorie (dal 1999 al 2005) di Lance Armstrong, cancellate per doping. Quelle edizioni sono rimaste senza vincitore (anche perché lo statunitense ha spesso preceduto altri corridori incappati in carriera in problemi di doping). Tra i vincitori francesi è conteggiato anche Maurice Garin, valdostano naturalizzato nel 1901 (quando già aveva vinto due Parigi-Roubaix, come italiano). Il vincitore dell’anno scorso, Chris Froome, ciclista britannico nato e cresciuto in Kenya. Quelli che hanno vinto di più: Anquetil, Merckx, Hinault, Indurain (cinque vittorie), Thys, Bobet, Lemond (3). Primo controllo antidoping al Tour, nel 1966 a Bordeaux. Fu analizzato Raymond Poulidor: non si trovò niente, ma i corridori vollero protestare per l’esame a sorpresa ritardando di qualche minuto la partenza della tappa, il giorno successivo. Poulidor non ha mai vinto il Tour e non ha mai indossato la maglia gialla, pur essendo salito sul podio 8 volte in 15 partecipazioni. Si raccontava che era impossibile vincere il Tour se non si era capaci di fare pipì senza fermarsi. Credenza smentita da Louison Bobet, che invece per farla scendeva sempre dalla bici, vincitore dal 1953 al 1955. Soprannomi di alcuni vincitori del Tour de France: “il piccolo spazzacamino” Garin, “il bassotto” Thys, “l’aquila di Toledo” Bahamontes, “l’uomo di ferro” Bartali, “il campionissimo” Coppi, “l’angelo della montagna” Gaul, “testa di vetro” Robic, “il cannibale” Merckx, “il tasso” Hinault, “il pirata” Pantani.