Fulmini 10/5/2014, 10 maggio 2014
MEGLIO
«Tra cent’anni forse si ricorderanno di me come quello che più di ogni altro ha cambiato il tennis. In meglio» (Andre Agassi).
FORTI «Perché voi giornalisti pensate che noi abbiamo vinto in Germania grazie a Calciopoli? Abbiamo vinto perché eravamo i più forti di tutti, non per gli scandali…» (Fabio Cannavaro).
FAME «Il mio primo Giro, nel 2002, la mia prima grande corsa a tappe, non sapevo nulla, imparavo strada facendo, anche sulla mia pelle, conquistai la maglia rosa e mi sembrò di entrare nel paradiso, fui colto da una crisi di fame e passai le pene dell’inferno. Ma quel Giro fu prezioso per farmi diventare un vero corridore» (Cadel Evans, al suo quarto Giro d’Italia).
NAIRO «Dopo il secondo posto al Tour ho avuto più impegni extraciclistici, ma la mia vita non è cambiata molto. Al limite in meglio economicamente, ma sono sempre Nairo. Però ora so di avere più occhi della gente addosso e questa è una grande responsabilità. Non posso sbagliare nulla» (Nairo Quintana, considerato il favorito al Giro d’Italia).
SORPRESA «Sono dispiaciuto ma non sorpreso per non essere stato convocato in nazionale, anzi mi sarei stupito del contrario. Io ho fatto il possibile, ci speravo ma Scolari ha fatto le sue valutazioni» (Kakà).
COLPO «La stagione più brutta della mia carriera finisce con un altro brutto colpo. Quasi sette mesi di infortunio al ginocchio sono stati davvero troppi, lo sport è anche questo. Mi rialzerò come ho sempre fatto» (Mario Gomez, non convocato dal ct tedesco per i Mondiali).
PAUSA «In effetti è passato un anno senza vittorie. Avrei voluto che la pausa non fosse così lunga. Mentirei se dicessi che qui a Monmelò andremo sul podio o vinceremo. Il terzo posto in Cina è stato frutto di un insieme di fattori e circostanze favorevoli. Sarà dura» (Fernando Alonso).
TIKI-TAKA «In gara devi fare spesso tiki-taka, ma negli ultimi giri è molto questione di contropiede. È un po’ come scegliere fra Messi o Ronaldo: impossibile» (Marc Marquez).
CASINO «I tifosi italiani sono speciali, qui a Imola mi hanno accolto facendo un casino pazzesco: ho passato tre ore nella calca, mi piace accontentare tutti. Mi vogliono tutti bene anche se batto i piloti italiani...» (Tom Sykes, leader della SuperBike).