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 2014  gennaio 30 Giovedì calendario

ARMELLINI, LA REGINA DEL MATTONE.«IO, LE TASSE E I 1.200 APPARTAMENTI»

Lunedì è corsa all’Agenzia delle Entrate. Martedì ha risposto alle domande del pubblico ministero. Ora è seduta nell’ufficio del suo avvocato, nel cuore del quartiere romano dei Parioli. Alta, un cappotto scuro, un maglioncino grigio, gli orecchini di perle, è Angiola Armellini. Erede dell’impero immobiliare creato dal padre Renato dagli anni Sessanta, è accusata da un’inchiesta della Finanza di aver nascosto al Fisco circa 2 miliardi di euro e di non aver pagato Ici e Imu per 1.243 appartamenti a Roma.
Le accuse sono pesanti.
«Non posso aver nascosto al fisco un patrimonio di 2 miliardi di euro, perché non ho simili ricchezze.
È la Guardia di Finanza ad affermare che possiedo un patrimonio di circa 200 milioni di euro. Secondo la Finanza ogni anno, per dieci anni, avrei dovuto indicarlo nella mia dichiarazione, perché le holding sono in Lussemburgo: quindi 200 milioni per dieci anni fa 2 miliardi. Quanto alle imposte, quelle locali, come tutte le altre imposte, le pagano le società, a me riferibili, proprietarie degli immobili».
Ma quante case possiede davvero a Roma: mille, diecimila, decine di migliaia?
«Sono titolare di quote in società immobiliari, che espongono in bilancio il patrimonio. Gli immobili non possono essere fantasmi. Le mie società hanno circa 1.200 appartamenti a Ostia, tre alberghi e qualche palazzo che ospita uffici».
Si parla di capitali nei cosiddetti Paesi a fiscalità privilegiata, come Principato di Monaco, Lussemburgo, Bahamas.
«Dalla morte di mio padre ho ereditato la situazione più o meno a tutt’oggi esistente. Forse ho sbagliato a non modificarla. Però tutte le società a me riferibili hanno sempre avuto una sede secondaria in Italia: dichiarano i propri redditi in Italia e pagano in Italia le relative imposte. Non ho mai avuto altre ricchezze in paradisi fiscali».
Significa che le tasse le paga all’estero e poi di nuovo in Italia?
«No, la società lussemburghese ha pagato soltanto per i redditi degli immobili posseduti in Italia. In Lussemburgo non sono tassati».
Gli investigatori le contestano di aver anche spostato, dal 1999 al 2010, la sua residenza nel Principato di Monaco, mentre abitava all’Eur e poi in un palazzo del centro di Roma. È vero?
«In realtà mi sono trasferita a Montecarlo nel 1989 e non nel 1999, quando nacquero i miei figli che hanno frequentato lì tutte le scuole dell’obbligo. Non è vero che ho fissato la mia residenza all’estero per motivi fiscali, ma per motivi di sicurezza, avendo subito personalmente un tentativo di sequestro e mio padre un sequestro durato nove mesi. Alla fine ho dovuto scegliere e sono tornata definitivamente».
I finanzieri le hanno disconosciuto dieci scudi fiscali presentati nel 2009.
«Sono una cittadina che ha aderito ad un condono fiscale e che ha pagato più di 6 milioni di euro per sanare la detenzione di partecipazioni in società lussemburghesi. La Finanza afferma che quegli scudi dovevano essere fatti in mio nome, e non dai trust. Il mio commercialista, diversamente dalla Finanza, disse che ero tenuta a “scudare” i trust. Non avevo allora e non ho oggi la competenza tecnica necessaria per giudicare».
Lei è stata sempre molto vicina a suo padre, il costruttore che dal dopoguerra al 1993 – anno in cui è morto – ha edificato gran parte di tanti quartieri intensivi romani, dall’Aurelio alla Magliana, al tempo delle giunte Dc: che rapporti ha avuto la sua famiglia con la politica?
«C’è chi dice che se mio padre ha avuto i problemi che ha avuto, è stato proprio a causa della sua mancanza di relazioni politiche».
È considerata una delle regine dei salotti romani. Quali sono i suoi rapporti con i politici della città?
«Le regine dei salotti romani sono altre e fanno esclusivamente mondanità. Io lavoro, ho due figli e molti amici, che qualche volta ho avuto il piacere di ricevere. Null’altro».
Il sindaco Marino ha dichiarato che il Comune chiederà di incassare Ici e Imu non pagati.
«Marino nei titoli dei giornali parla di 3,6 milioni. Ho già dato disposizione di regolare tutte le posizioni di tutte le società nei confronti del Comune, sebbene il Comune stesso sia debitore delle mie società immobiliari per importi addirittura superiori per indennità di esproprio, danni per abusi, occupazione e altro».
Ma allora è vero che deve pagare Ici e Imu evase al Comune.
«No, il Comune manda gli avvisi bonari di pagamento che poi vengono inviati a Equitalia, alla quale risultano due milioni, che abbiamo già definito rateizzando. Il problema è che, come tutti gli imprenditori, vanto dal Comune crediti per 16 milioni non saldati».
È vero che l’appartamento in cui abita, attico e superattico a palazzo Alberini, non è accatastato come “civile abitazione”?
«Abito in un immobile di proprietà di società riferibili a me, accatastato come ufficio: non mi risulta sia vietato. Altro problema è il benefit che mi viene contestato perché non denunciato».
Quando aveva 16 anni sfuggì ad un rapimento davanti al Santa Maria, la sua scuola, e poi ha assistito a quello di suo padre. Che cosa ricorda di questi drammi?
«Quando sono nati i miei figli non volevo che rimanessero a Roma, perché avevo paura. Posso dire che, all’epoca, tanta gente, come me, decise di andarsene definitivamente dall’Italia. E non è gradevole, per chi ha le mie esperienze alle spalle, vedere in televisione la casa dove vivo. Spero non succeda niente, né a me né ai miei figli. E mi dispiace che tutto questo clamore abbia causato danno anche alle mie sorelle».
Il suo ex compagno Bruno Tabacci, in un’intervista dove gli veniva chiesto di parlare del caso dell’inchiesta della Finanza su di lei, ha risposto che non voleva “sparare sulla Croce Rossa”.
«È stata una persona molto importante nella mia vita, per dieci anni. Ma sono fatti privati. Sono sicura che il senso delle sue parole, come nel caso della mia vicenda, sia stato travisato. Ha sempre dimostrato apprezzamento e rispetto per me e per le mie attività».