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 2013  novembre 29 Venerdì calendario


CRONOLOGIA DI GIUSEPPE UNGARETTI


1888
II 10 febbraio Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto da Antonio e da Maria Lunardini, entrambi del circondario di Lucca (di San Concordio il padre, la madre di Sant’Alessio). L’unico suo fratello, Costantino, era nato nel 1880.
Ad Alessandria, gli Ungaretti abitavano nel quartiere periferico di Moharrem Bey e vi avevano aperto un forno di pane, che la madre del poeta continuò a gestire anche dopo la morte del marito, avvenuta nel 1890, in seguito a un infortunio riportato durante lo scavo del Canale di Suez dove lavorava come operaio.

1906
Fino al 1905 frequenta l’École Suisse Jacot, una delle più rinomate d’Alessandria. Nel 1906 conosce Enrico Pea, anche lui emigrato in Alessandria, e frequenta la «Baracca rossa», una casa di legno a due piani, ricoperta di lamiera e dipinta di rosso, che serviva a Pea da abitazione, da magazzino per il suo commercio di marmi e di legname, e da luogo di ritrovo di sovversivi e fuorusciti.
Durante gli anni di scuola si lega d’amicizia con Moammed Sceab e comincia a scrivere i primi versi. Fa le prime scoperte letterarie: Leopardi e Baudelaire, Mallarmé e Nietzsche. Finiti gli studi, sempre più si precisa il suo interesse per la poesia. Legge e discute, segue le riviste letterarie più avanzate di Francia e d’Italia, frequenta i caffè d’Alessandria dove si danno ritrovo letterati ed artisti, entra in contatto epistolare con Prezzolini, che dirige «La Voce».
Guadagna intanto qualche soldo tenendo la corrispondenza francese per conto di un importatore di merci dall’Europa, certo Seeger. Quando sua madre, venduto il forno, gli affida parte del ricavato, investe il denaro in affari sballati e in breve tempo il piccolo capitale va in fumo.

1912
Nell’autunno lascia l’Egitto. durante il viaggio diretto a Parigi, conosce per la prima volta l’Italia. Nella capitale francese segue i corsi di Bergson, di Bédier, di Lanson, di Strowski e di altri illustri docenti al College de France e alla Sorbona. Contemporaneamente entra in contatto con Apollinaire e con i maggiori esponenti dei movimenti artistici d’avanguardia. Conosce Picasso, Braque, Léger, De Chirico, Cendrars, Jacob, Modigliani, Salmon, ecc. Nell’estate del 1913, Moammed Sceab, che abita con lui nello stesso albergo in rue des Carmes, si suicida.

1914
Conosce a Parigi, in occasione della Mostra futurista da Bernheim Jeune, Papini, Soffici e Palazzeschi, che lo invitano a collaborare a «Lacerba». Allo scoppio della guerra, si trasferisce a Milano, dove siringe amicizia con Carlo Carré.

1915
Pubblica le sue due prime poesie su «Lacerba» (numero del 7 febbraio).
In seguito all’entrata in guerra dell’Italia, è chiamato alle armi, e viene mandato sul Carso, soldato semplice del 19° Reggimento di Fanteria.

1916
In dicembre, esce a Udine il suo primo volume di versi, II Porto Sepolto, in edizione numerata di ottanta copie. A stamparglielo è un giovane ufficiale del Commissariato, Ettore Serra.

1918
In primavera, il reggimento di Ungaretti viene trasferito in Francia, sul fronte della Champagne.
Alla fine della guerra, si stabilisce a Parigi, in rue Campagne Première.

1919
Pubblica a Parigi, presso l’Établissement Lux, la tipografia che stampava il settimanale «Sempre Avanti!» per conto del Corpo di spedizione italiano in Francia, un volumetto di versi in francese, intitolato La Guerre. Nel febbraio è incaricato della corrispondenza da Parigi da «II Popolo d’Italia». Verso la fine dell’anno esce a Firenze, presso l’editore Vallecchi, Allegria di Naufragi.

1920
Lasciato «II Popolo d’Italia», s’occupa dello spoglio dei giornali e dei periodici francesi presso l’Ufficio stampa dell’Ambasciata d’Italia a Parigi.
Il 3 giugno sposa Jeanne Dupoix.

1921
Si trasferisce a Roma. Per vivere, accetta di collaborare alla redazione degli estratti dei giornali stranieri per il Bollettino settimanale pubblicato dall’ufficio stampa del Ministero degli esteri.

1925
II 17 febbraio, nasce a Roma la figlia Ninon.

1926
Compie un giro di conferenze in Francia e nel Belgio.

1929
Compone la poesia La madre destinata al Sentimento del Tempo.

1930
II 9 febbraio, nasce a Marino (Roma) il figlio Antonietto.

1931
Inviato speciale della «Gazzetta del Popolo» di Torino, compie, nel giro di quattro anni, una serie di viaggi: in Egitto, che rivede dopo quasi vent’anni, in Corsica, in Olanda, in varie regioni d’Italia.

1932
Gli viene conferito, a Venezia, il Premio del Gondoliere. È il primo riconoscimento pubblico dato alla sua poesia.

1933
Compie un giro di conferenze sulla letteratura italiana contemporanea in Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Cecoslovacchia, Svizzera.
Esce a Firenze, presso l’editore Vallecchi, e contemporaneamente a Roma, presso Novissima, il Sentimento del Tempo.

1934
Esce a Praga un volume di sue poesie tradotte in cecoslovacco, Pohrbeny Pristav.

1936
Pubblica, presso Novissima, un volume di Traduzioni (da Saint-John Perse, Blake, Góngora, Essenin, Pauihan).
È invitato dal governo argentino a partecipare al congresso del Pen Club. Durante il soggiorno nel Sud America, gli viene offerta dall’Università di San Paolo del Brasile la cattedra di Lingua e letteratura italiana.
Si stabilisce con la famiglia a San Paolo, dove vive fino al 1942. Nel 1937 perde il fratello. Due anni dopo, in seguito a un’appendicite mal curata, gli muore il figlio Antonietto.

1942
Rientrato in patria verso la fine dell’anno, è eletto Accademico d’Italia e nominato professore di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma «per chiara fama».
L’editore Mondadori inizia la pubblicazione di tutte le sue opere, con il titolo generale di Vita d’un Uomo.

1944
Pubblica la traduzione, presso l’editore Documento, di XXII sonetti di Shakespeare.

1945
Escono, presso l’editore Mondadori, le Poesie disperse, con uno studio di Giuseppe De Robertis e l’apparato critico delle varianti dell’Allegria e del Sentimento del Tempo.

1947
Esce II Dolore.

1948
Esce il volume di traduzioni Da Góngora e da Mallarmé.

1949
Pubblica, presso le edizioni della Meridiana, II Povero nella Città, sua prima raccolta di prose.
Nel corso di una solenne cerimonia in Campidoglio, riceve dalle mani del Presidente del Consiglio il Premio Roma per la poesia.

1950
Esce La Terra Promessa, con un saggio critico e l’apparato delle varianti a cura di Leone Piccioni.
Esce la traduzione della Fedra di Jean Racine.

1952
L’editore Schwarz pubblica Un Grido e Paesaggi in edizione di lusso illustrata da Giorgio Morandi.

1956
Riceve insieme a Juan-Ramón Jimenez e a W. H. Auden il premio Biennale Internationale de Poésie a Knokke-Le-Zoute.

1958
La rivista «Letteratura» dedica un numero di 370 pagine all’opera di Ungaretti, in occasione del suo settantesimo compleanno.
Muore a Roma la moglie Jeanne.

1960
Esce II Taccuino del Vecchio, comprendente le poesie scritte dopo il 1952, e una serie di testimonianze di amici e scrittori d’ogni parte del mondo.
Compie un viaggio in Giappone.
Gli viene conferito il Premio Montefeltro all’Università di Urbino.

1961
Esce Il Deserto e dopo, in cui sono riuniti gli scritti di viaggio usciti nella «Gazzetta del Popolo» di Torino, traduzioni di poeti brasiliani e note varie.

1962
È eletto all’unanimità presidente della Comunità Europea degli Scrittori.
Nasce la nipote Annina.

1964
Tiene un ciclo di lezioni alla Columbia University di New York.

1965
Esce il volume di traduzioni Visioni di William Blake.

1966
Riceve il Premio internazionale di poesia Etna-Taormina.

1968
In occasione degli ottant’anni, gli vengono tributate solenni onoranze in Campidoglio da parte del Governo Italiano. La rivista «Galleria» gli dedica un numero unico.
Compie un viaggio in Brasile e in Perù per ricevere le lauree honoris causa conferitegli dalle Università di San Paolo e di Lima. Pubblica, in edizione numerata di 59 esemplari fuori commercio, Dialogo (Editore Fògola, Torino), comprendente insieme a sue, un gruppo di poesie di Bruna Bianco e una combustione di Alberto Burri.

1969
A Parigi la rivista «L’Herne» dedica un numero alla sua opera. Esce, presso l’editore Gallimard, Innocence et Mémoire, una raccolta di saggi critici e scritti di estetica tradotti da Philippe Jaccottet.
Compie una serie di letture in Svezia, in Germania, e in alcune città degli Stati Uniti. È invitato d’onore della Harvard University, dove è ospitato alla «Dudiey House», e vi legge una scelta dei suoi testi accompagnati dalle traduzioni del giovane poeta americano Andrew Wylie, nell’aula delle grandi manifestazioni di poesia, riaperta, per l‘occasione, dopo sette anni.
Ha collaborato ai più importanti periodici in Italia e all’estero fra i quali, come membro del comitato di redazione, «Commerce» e, come condirettore, «Mesures». In «Commerce» e in «Mesures» sono per la prima volta portati alla conoscenza del pubblico internazionale i nomi di Kafka, Joyce, Musil, Pasternak e altri. Sono state, fra le due guerre, le riviste che hanno mantenuto saldi i contatti tra gli uomini delle lettere europee di quel momento e contribuito al radicale rinnovamento del linguaggio. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti accademici (lauree honoris causa da università italiane e straniere; la nomina a membro di importanti Accademie, fra le quali l’Arcadia e la Bayerische Akademie di Monaco di Baviera) ed è stato insignito di vari ordini cavallereschi, fra cui la Légion d’honneur e l’Ordre du mèrite de la Republique Francaise. È Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana.

1970
Datata «nella notte del 31 dicembre 1969, mattina del 1° gennaio 1970», scrive l’ultima poesia L’impietrito e il velluto, che si pubblica in una cartella litografica (con illustrazioni di Dorazio) il giorno dell’ottantaduesimo compleanno del poeta. Trascorre la sera del compleanno in grande vivacità ed allegria, in un ristorante romano con pochi amici (Guttuso, Manzù, Parise, Piccioni). Parte poco dopo per gli Stati Uniti per ricevere un premio internazionale di poesia dell’Università di Oklahoma. Si sottopone ad un viaggio molto lungo e faticoso: raggiunge poi New York, che trova nel più crudo gelo. Già in partenza dall’Italia si trascina una noiosa bronchite: a New York è ricoverato in clinica con una broncopolmonite bilaterale e complicazioni circolatorie. Si riprende e può rientrare in Italia. Dal mese di aprile si stabilisce a Salsomaggiore per potersi curare, ma la sua fibra fortissima è ormai stanca. È a Milano alla fine del mese di maggio per controlli medici. Muore a Milano nella notte tra il 1° ed il 2 giugno. I funerali si svolgono a Roma, nella Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura il 4 giugno: la salma, benedetta dal Cardinal dell’Acqua, Vicario di Roma, è tumulata al Verano, accanto a quella della signora Jeanne. Ungaretti – assente del tutto l’Italia ufficiale – è accompagnato alla tomba dai familiari, da tanti amici scrittori ed artisti, da allievi, ed è salutato con ultime, bellissime parole da Carlo Bo: « Giovani della mia generazione – ha detto Bo press’a poco – in anni oscuri di totale delusione politica e sociale, sarebbero stati pronti a date la vita per Ungaretti, e cioè per la poesia».