Fulmini 16/10/1981, 16 ottobre 1981
ATTIMO
«Sono in pace, non ho mai ragionato per accumulo di gloria, per sedermi sui titoli. Non ho più nemmeno i trofei, persi in qualche trasloco, ho preferito provare, esistere, curiosare. Non ho lottato contro il mio talento, gli ho concesso pause, ne ho rispettato le pigrizie che erano fame di altro. L’attimo mi è sempre andato bene, sessanta secondi di felicità sono un lampo di eternità soddisfacente» (Adriano Panatta).
ARIA «Ho capito che il calcio ha momenti negativi ma ti regala sempre un’opportunità per ripartire. Se perdi, e a me è capitato, dormi male la notte, ma poi al mattino dopo si riparte. E con lo stesso spirito ho affrontato le vittorie. Mai volare troppo alto, perché il pallone è pieno d’aria» (Giovanni Trapattoni).
GOMME «Il problema è semplice, basta guardare in tv gli pneumatici: se il colore è arancione, va tutto bene. Se è rosso fuoco, devi aspettarti il peggio, E quel rosso, su molte vetture, lo vedo spesso. Se tu sgonfi la gomma, è meno scivolosa. Aumenti l’aderenza e vai più forte. Però cresce anche la temperatura e rischi. Stesso discorso se cambi l’angolazione, se metti le anteriori dietro o le posteriori davanti. Con la sicurezza non si scherza: noi indagavamo, convocavamo i team. Oggi ognuno fa di testa propria» (Yasukawa, ex capo di Bridgestone).
NEBBIA «Essendo alto, il sabato con i miei coetanei facevo l’attaccante, la domenica giocavo in porta con i più grandi. Era un sabato, c’era tanta nebbia e senza accorgermene mi ritrovai negli spogliatoi, compresi definitivamente che quello non era il mio ruolo. Andai dal presidente della mia Polisportiva e gli dissi: “O faccio il portiere o vado via”. Fui accontentato...» (Andrea Consigli, portiere dell’Atalanta, imbattuto da 230 minuti).
MENTI «Ho sempre interpretato la boxe come uno scontro fra due menti, ho preferito la scherma alla battaglia, quindi mi sento tranquillo da questo punto di vista» (Roberto Cammarelle).
NUMERO «Peccato non sia riuscito a essere primo nella classifica Uci di quest’anno. Eppure sapete cosa ho vinto. Forse questo ranking distribuisce male i punti, bisognerebbe ragionarci sopra. Per il resto, non ci ho mai pensato tantissimo. A me piace andare alle corse, attaccarmi il numero sulla schiena» (Vincenzo Nibali).