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 2013  settembre 08 Domenica calendario


MEZZ’ORA DI RELAX A OCCHI CHIUSI. IL PISOLINO PERFETTO E’ SUL DIVANO

Winston Churchill, nel bel mezzo del conflitto mondiale, spariva per una decina di minuti tutti i giorni. Bill Clinton fece aspettare re Hussein di Giordania per quasi mezz’ora. Napoleone non ne poteva fare a meno. Così come Thomas Edison. Salvador Dalì gli attribuiva addirittura il merito di alcuni dei suoi quadri. Mentre Giulio Andreotti diceva: «Se non lo faccio rendo poco la sera, sono intontito».
Sonnellino, pisolino, pennichella, abbiocco, siesta, nap. Comunque lo si voglia chiamare — in Italia, Spagna e Paesi anglosassoni — la sostanza è la stessa: chiudere gli occhi per alcuni minuti è salutare. A volte indispensabile. Sicuramente fa rendere di più al lavoro. Ne sanno qualcosa quelli di Google e anche agli uffici dell’Huffington Post. Del resto, basta vedere i bilanci dell’americana MetroNaps: dal 2003 sta facendo affari sulla siesta aziendale con le sue poltrone per il sonno che costano dai nove ai tredicimila dollari.
Per qualcuno il pisolino è addirittura un’arte. Con i suoi trucchi, le sue manie, i suoi riti. «Sicuramente è diventato una scienza», spiega Fabio Cirignotta, direttore del reparto di Neurologia del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Lo dimostrano anche gli studi. Per alcuni scienziati greci la pennichella — mezz’ora, almeno tre volte alla settimana — riduce il rischio di infarto del 37%. Uno studio dell’Università di Berkeley sostiene che dormire un pochino permette al cervello di memorizzare più informazioni. Secondo Sara Mednick, autrice di «Fai un pisolino, cambia la tua vita» il riposo abbassa lo stress, rivitalizza la creatività e aumenta la resistenza.
Ma quali sono le «regole d’oro»? «Innanzitutto chi intende riposare deve capire quando vuole farlo, per quanto tempo e qual è lo scopo», spiega al Wall Street Journal David Dinges, scienziato del sonno dell’Università della Pennsylvania. Poi si può passare all’aspetto pratico. Il quando, per esempio. «Il momento migliore è tra le 2 e le 4 del pomeriggio — consiglia il dottor Cirignotta —. È proprio in quel momento che c’è un calo fisiologico della vigilanza». Sulla durata gli esperti si dividono. «Quella dipende dal soggetto», chiarisce il direttore di Neurologia. In generale, un riposino di 10-20 minuti aiuta a mantenere alta la soglia di attenzione. Mezz’ora consente di affinare i sensi e migliorare la memoria. Un’ ora a occhi chiusi contribuisce ad essere più attenti. Novanta minuti danno una spinta alla creatività. «Attenzione però a dormire troppo — avverte Cirignotta —: potrebbero esserci conseguenze negative sul sonno notturno. Per questo consiglio di riposare al massimo trenta minuti». Infine il dove. «Bisogna evitare il letto e non mettersi il pigiama, come fanno alcune persone che conosco», sorride l’esperto. «È sufficiente sdraiarsi su un divano. Poi chiudere gli occhi per alcuni minuti. Quindi tornare alle attività di prima».
Leonard Berberi