Fulmini 29/2/2012, 29 febbraio 2012
NESSUNO
«Io continuo a fidarmi di lui. Ho sempre detto che mi piace molto un allenatore che non guarda in faccia nessuno e non posso cambiare idea solo perché stavolta il “nessuno” sono io» (Daniele De Rossi sulla punizione di Luis Enrique).
RIGORE «Io sto con Luis Enrique, se ci stupiamo della sua decisione, invece di applaudirne il rigore significa che qualcosa non funziona» (Cesare Prandelli, CT della Nazionale).
GENEROSITÀ «Lo seguivamo da tempo, l’espulsione di Osvaldo a Bergamo ha accelerato il processo della sua convocazione. Oltre ai gol mi ha colpito perché, nonostante la giovane età, ha determinazione e continuità di rendimento. Ci mette una generosità contagiosa, prevedo per lui un futuro importante. Vogliamo anche trasmettere il messaggio che l’Under 21 è un trampolino per la Nazionale A» (Cesare Prandelli su Fabio Borini, gioiellino della Roma).
SMS «Ho mandato un sms a Ogbonna: “ti aspetto giovedì sano e salvo”» (Giampiero Ventura; queste le parole rivolte ad Angelo Ogbonna alla notizia della sua convocazione in Nazionale).
ANIMO «Credo che Ranieri rimanga, comunque adesso voglio sentire anche il suo stato d’animo e quello dei giocatori. Ci sarà col Catania? Penso di sì» (Massimo Moratti).
CHIAMERÀ «Io e Moratti in passato non ci siamo visto né sentiti. Io penso che non mi chiamerà, ma se dovesse farlo se ne potrebbe parlare» (Zdenek Zeman).
IMPOTENTE «Mi sento impotente. Uno stato d’animo che non auguro al mio peggior nemico. La crisi dell’Inter mi fa soffrire, dopo la sconfitta contro il Napoli non sono riuscito a chiudere occhio» (Julio Cesar, portiere dell’Inter).
SIMBOLO «La squadra di Guardiola è la più forte del mondo. Qualsiasi calciatore vorrebbe indossare la divisa del Barcellona. Ma io non ho nessuna intenzione di lasciare il Milan. Mi piace l’idea di diventare un simbolo di questa squadra e di questa società seguendo la strada che in passato hanno già percorso Franco Baresi e Maldini. Galliani stia tranquillo: il Barcellona per me è solo una rivale» (Thiago Silva).
SPALLA «L’intesa con gli ingegneri Yamaha e con la squadra è molto buona. Qui c’è un metodo di lavoro e di scambio delle informazioni molto diverso. Abbiamo visto che 8-9 decimi li perdevo nelle curve a destra dove non potevo spingere con la spalla. Ora quel problema è quasi sparito, mi posso concentrare sulla guida» (Andrea Dovizioso. È passato dalla Honda alla Yamaha).