Fulmini 14/2/2012, 14 febbraio 2012
LEPRE «I
tanti rinvii non credo che incideranno sul cammino della Juve. Certo, ora la Juve sa che con due vittorie nei recuperi andrebbe a +4 e con due pareggi sarebbe agganciata al Milan: inseguire crea una certa ansia perché si sa che tutto dipende da te. A volte è meglio essere lepre» (Marcello Lippi).
TUTTO «In cosa posso migliorare? In tutto. Messi e Ronaldo sono i più forti al mondo, hanno vinto tutto e hanno 100 milioni di euro in banca, ma mica si fermano o non si allenano più. Allora, io che non sono nessuno ho tutto da imparare» (Alen Stevanovic, centrocampista del Torino).
CAMBIA «Tutti sanno che Carlos è un top player, se torna la prossima settimana ci potrà essere d’aiuto nei prossimi tre mesi. Lui è uno che cambia le partite» (Roberto Mancini. Dopo essere stato corteggiato da tante squadre, Carlos Tevez è rimasto al Manchester City).
MANO «Ho commesso un errore e mi dispiace quanto è accaduto. Avrei dovuto stringere la mano ad Evra, lo avevo promesso all’allenatore e mi voglio scusare. Ora voglio lasciarmi questa vicenda alle spalle e concentrarmi sul calcio» (Luis Suarez, attaccante del Liverpool. Non ha dato la mano a Patrick Evra, il giocatore del Manchester U. a cui alcuni mesi fa diede del “negro”).
LIMITI «Cinque anni fa di Nadal dicevi: è il massimo. Sbagliato: ha spostato il suo tennis così in avanti che io e gli altri siamo stati costretti a migliorarci. Non so più neanche se ci sono. E dove sono, i prossimi limiti» (Novak Djokovic: N°1 del tennis mondiale).
VALUTEREI «Sono in gran forma e motivatissimo. A fine stagione scade il biennale con Aprilia e mi sembra che loro siano ben disposti. La mia compagna Eleonora Pedron non mi vede ancora pronto per stare a casa in pantofole. Se mi richiamassero in MotoGP? Valuterei...» (Max Biaggi, pilota Superbike).
TALENTI «Dal primo giorno inseguo l’obiettivo di una squadra equilibrata. Equilibrio fra trequarti e avanti, fra difesa e attacco, fra gioco alla mano e al piede, fra tutte le zone del campo. L’equilibrio non ha bisogno di equilibristi, ma di giocatori, e tanti. Oggi possiamo contare su 60, forse 70 atleti di alto livello: vorrei che diventassero un centinaio. Ed è per questo che vado a vedere partite dell’Eccellenza e, se posso, partecipo agli allenamenti delle squadre che mi cercano, perché so che esistono ancora talenti sconosciuti» (Jacques Brunel, c.t. della nazionale di rugby).