Fulmini 27/12/2011, 27 dicembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111227
DAL CARCERE. «Giuro, non volevo scappare. Credevo che fossero arrivati i ladri e in quel momento pensavo soprattutto a mia figlia, pensavo a Giulia. In carcere mi trattano tutti bene, sono tutti molto corretti. Adesso mi devo preparare bene, devo riordinare bene le idee per l’interrogatorio, io spero di uscirne presto» (dalle dichiarazioni di Cristiano Doni in carcere).
INTERCETTAZIONI. «Eravamo dodici, ufficiali e agenti di polizia giudiziaria. Ma non pensate alle bobine di una volta, ci sono computer, entri con le password…e ognuno seguiva una singola utenza…Poi alla fine, ogni sera, si facevano le riunioni, io ho seguito questo, io quell’altro e alla fine il risultato. Il problema è un altro: alcune intercettazioni prima c’erano e sono sparite, altre invece prima non c’erano e sono comparse in un secondo momento» (da una fonte anonima all’interno del primo processo Calciopoli).
MERCATO. «Io ci spero in Cisse, ma a questo punto dipenderà dalle finanze del club e dalle pretese della Lazio. Di più, al momento, non so cosa dire» (Laurent Fournier, allenatore dell’Auxerre).
ACCORDI. «Noi ringraziamo il governo perché ci finanzia e ci dà certezze, la Lega e la società pensino alle riforme, fare polemiche con me non serve a niente. Io ho il diritto-dovere di intervenire come e quando voglio: non per arroganza, ma per legge. Non è possibile che i lodi arbitrali che fanno parte del contratto collettivo non siano stati ancora firmati. Perché i presidenti non si mettono mai d’accordo? Non lo so, è un mistero. Ma se non ci si riunisce e non si fanno progetti, il calcio non va avanti» (Gianni Petrucci, presidente del Coni).
IMPEGNI. «Aver capito quanta gente voleva bene al nostro bambino ci ha aiutato ad andare avanti. Crediamo che la “Marco Simoncelli Fondazione” possa rappresentare il modo migliore per ricordarlo. Con i proventi raccolti, la Fondazione cercherà di alleviare le sofferenze di chi sta peggio di noi. Non so oggi come e dove verranno distribuiti i soldi, ma una cosa è certa: cercherò di gestire il tutto come un buon padre di famiglia. Non con grandi iniziative difficilmente controllabili, ma operando in maniera semplice e tangibile» (Paolo Simoncelli, papà di Marco Simoncelli).