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 2011  dicembre 23 Venerdì calendario

SPORTEGOLANDO 20111223

CAMBIAMENTI. «Molti dicevano che non ce l’avrei fatta a mangiare il panettone. Io, invece, mangio il panettone e pure il pandoro. Non so cosa è cambiato di preciso. Diciamo che i ragazzi nelle ultime partite hanno iniziato a capire che la squadra viene prima di tutto, che in undici devono attaccare e in undici devono difendere. Così diventa più facile vincere. Gli attaccanti hanno ora un atteggiamento diverso, Totti per primo: con lui il rapporto è speciale, ma, a dire la verità, con lui è sempre stato così» (Luis Enrique, allenatore della Roma).
PULIZIA. «Ma chi gliel’ha fatto fare a uno come Cristiano Doni di immischiarsi in una storia così brutta? È una vergogna. I campioni dello sport sono modelli di vita, perché, secondo me, lo sport è innanzitutto educazione, pulizia e lealtà» (Lara Magoni, slalomista azzurra e tifosa dell’Atalanta).
GRANDISSIMO. «Neymar è un grandissimo giocatore, e gente così è sempre benvenuta. Lo ringrazio per le belle cose che ha detto di me, poi, ovviamente, il suo eventuale arrivo al Barcellona non è affar mio. Per quanto riguarda noi, abbiamo chiuso l’anno in maniera spettacolare. Peccato solo che in Nazionale le cose non vadano come dovrebbero, ma continueremo a provarci» (Leo Messi).
PRESUNZIONE. «L’errore che non dobbiamo assolutamente commettere è la presunzione, guai a pensare di essere già arrivati. Abbiamo perso tre partite, due, a parte il Padova che è storia a sé, evitabili. A Modena per esempio è mancata la giusta cattiveria per chiudere il risultato. E poi in panchina abbiamo Ventura: il mister ha grande esperienza e ha anche voglia di fare un calcio innovativo senza però dimenticare la fase difensiva» (Urbano Cairo, presidente del Torino).
CONFIDENZA. «Per la nuova Ducati abbiamo delle idee, ma non sappiamo dove sono gli avversari, che avranno lavorato a loro volta. Abbiamo individuato un paio di aree dove intervenire, poi, a fine gennaio, con i primi test, vedremo gli altri a che punto sono. E poi sono sempre super convinto di Valentino Rossi…Del resto i suoi numeri parlano chiaro. Quest’anno il problema è stato chiaro: semplicemente Valentino non ha trovato confidenza con la moto» (Filippo Preziosi, ingegnere capo della Ducati corse).