Fulmini 21/12/2011, 21 dicembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111221
AZZANNARE. «Siamo come lo squalo… Ta-da-da-da… La nostra risalita mi fa pensare al film di Spielberg. I punti contro il Cesena sono stati pesantissimi. Quello che contava è che l’Inter dimostrasse di avere ancora tanta fame a tanta voglia: e l’abbiamo fatto» (Javier Zanetti, capitano dell’Inter).
TATTICA. «Il nostro gioco deve consistere nell’arrivare in porta con una rete di scambi, senza ricorrere al lancio lungo. E io insisto per le due punte: con Robinho due punte non le abbiamo perché lui gioca da numero 10. Gli piace svariare a destra e a sinistra e quindi al centro Ibrahimovic si trova sotto la custodia di 3 o 4 difensori. In questo modo non può andare al tiro e, inoltre, chi porta palla ha un’unica soluzione possibile per riversarla. Invece ci devono essere sempre due soluzioni» (Silvio Berlusconi).
MERITI. «Fin qui abbiamo raggiunto risultati che nessuno dimenticherà mai, siamo nella storia perché un anno ti può pure andare tutto bene, ma qui siamo alla quarta stagione in cui questa squadra vince un sacco di trofei. E nel frattempo molti giocatori hanno portato a casa anche un Europeo e un Mondiale. Io alleno campioni stratosferici» (Pep Guardiola, allenatore del Barcellona dopo l’ennesimo trofeo internazionale).
AMBIENTE. «Udine è ideale per far crescere i giovani. Non c’è pressione, nessuno ti mette ansia, puoi sbagliare in santa pace. E c’è un allenatore, Guidolin, che sa sfruttare il potenziale e sa nascondere i difetti. E poi ci siamo noi giocatori, lo zoccolo duro. Per esempio Di Natale: di lui dico solo che è stupefacente. Più invecchia e più migliora. E negli ultimi venti metri, in Italia, non c’è nessuno come lui» (Giampiero Pinzi, centrocampista dell’Udinese).
LEGNOSO. «Siamo a buon punto. Finora mi sono allenato alternando palestra e bici. Con i pesi ho fatto lavori di forza pura e di resistenza. Volevo ricostruire la muscolatura delle gambe perché ero dimagrito eccessivamente anche a causa delle troppe corse. Per questo in bici sono meno allenato rispetto agli anni scorsi e per ora, a dire la verità, mi sento appesantito e legnoso. Ma sono lavori che mi ritroverò più avanti. Mi sono rimesso in gioco e per ora va bene così» (Alessandro Petacchi, ciclista, vincitore in carriera della classifica a punti dei tre giri principali).