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 2011  dicembre 17 Sabato calendario

SPORTEGOLANDO 20111217

MADRE. «Non mi era quasi mai capitato di segnare di testa: solo due volte in carriera. Una volta con l’Under 21 giapponese, l’altra nell’ultima di campionato contro il Genoa. Dopo la partita mi hanno chiamato in tanti e ho avuto tanti messaggi, ma quello di mia madre li batte tutti. A Natale vado a Tokyo dai miei fratelli e lei ci raggiungerà da Osaka» (Yuto Nagatoma, difensore dell’Inter).
RIMPIANTI. «Non mi sono mai pentito di essermene andato via dall’Inter. Anche perché decisi io di farlo: Lippi mi disse che facevo parte dei quattro attaccanti, ma da sempre ho avuto una sola cosa in testa, giocare» (Adrian Mutu, prima stagione al Cesena).
SESSO. «Segnare è troppo bello. Quando succede vado fuori di testa, è un’emozione troppo grande. Come fare sesso, un momento unico. Io vorrei provare a segnare 15 gol. Non sarà facile, ma ora con i compagni ci si conosce da più tempo e c’è maggiore sincronia nei movimenti. Secondo me la mia rete al Bate vale 8,5, il primo al Lecce 7, il secondo 8. Per quello al Barcellona merito 10» (Kevin Prince Boateng alla seconda stagione al Milan).
IMPORTANTE. «La serata della partita in Spagna conto il Villareal è stata splendida, la più bella da quando sono arrivato al Napoli. Ho segnato una rete importante per la squadra, ma anche per me» (Gokhan Inler alla prima stagione al Napoli).
SUCCESSI. «Merckx sostiene che è meglio arrivare primo al Giro che secondo al Tour…Se ne può discutere, anche se è meglio primi in tutti e due. Anzi in tutti e tre i grandi giri, come sono riuscito a fare io: al Tour cinque volte primo su otto partecipazioni, giro, tre volte primo su tre, e Vuelta, due volte primo su due» (Bernard Hinault, 57, leggenda del ciclismo).
BIRRA. «Per i più giovani la Coppa del Mondo è stata una gioia, mentre per me vincere la finale ha rappresentato soprattutto un sollievo. Mi è servito a togliermi di dosso un peso enorme. Per qualche giorno sono rimasto stralunato, mentre ora provo solo felicità. Per la vittoria mi sono regalato un gelato e un sacco di birra. Anzi so che Chabal quando sono stato a Parigi mi voleva invitare per una zuppa. È un bel bastardo se voleva invitarmi davvero per una zuppa. Dovrebbe sapere che preferisco la birra» (Ali Williams, seconda linea della nazionale di rugby neozelandese).