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 2011  dicembre 09 Venerdì calendario

SPORTEGOLANDO 20111209

ETA’. «Ho 21 anni e il fatto di essere un calciatore, di guadagnare bene e di essere famoso, purtroppo o per fortuna, non mi ha fatto diventare improvvisamente adulto e responsabile. Sono un ragazzo fortunato, ma come i miei coetanei voglio avere il tempo di crescere. Rivendico le attenuanti concesse a tutti i ventenni anche se gioco a calcio. Questo sport mi dà tanto, ma non regala saggezza o maturità. Chiedo la possibilità di sbagliare senza per questo essere trattato da bimbo confuso» (Bojan Krkic, attaccante della Roma).
TAGLI. «A Federatletica è toccato un taglio del 20 per cento, ma non ci lamentiamo e accettiamo la sfida, perché siamo i primi a capire che il momento è difficile. Alla fine, quando ci sono pochi soldi si lavora con maggiore impegno. Anche per questo il nostro ufficio marketing sta cercando nuovi sponsor, mentre il settore master, con i suoi ottantamila iscritti, può essere un buon vettore pubblicitario» (Franco Arese, presidente della Federatletica).
PRONOSTICI. «Il Torino ha già ipotecato il primo posto. Quest’anno i granata non si lasceranno sfuggire la serie A: stiamo parlando di una squadra ben organizzata e con alternative di alto livello.Il secondo posto sarebbe dovuto essere della Sampdoria, ma adesso i giochi sono aperti. Per me ci sono il Verona, il Padova e il mio Pescara» (Zdenek Zeman, allenatore del Pescara).
CAMBIAMENTI. «All’inizio della mia avventura come assistant coach dei Los Angeles Lakers sono curioso e spaventato allo stesso tempo. Spaventato perché mi auguro si essere accettato dagli altri. Curioso di vivere la quotidianità della Nba, di allenare e gestire giocatori importanti. La mia esperienza all’estero mi ha parzialmente cambiato: voglio dire che negli ultimi tre anni, anche per motivi personali, ho peggiorato la mia tolleranza all’errore. Tecnicamente sono un buon allenatore, ma umanamente sono un po’ incazzoso» (Ettore Messina, allenatore di basket pronto al trasferimento negli Usa).
COMPETITIVI. «Rispetto all’anno scorso molti giocatori sono cambiati, tanti andati via e tanti volti nuovi. La squadra continua a volare in classifica. La nostra società ha sempre costruito degli organici competitivi. E poi, a questo punto, la differenza la fa il tecnico. Guidolin per noi è fondamentale» (Giampaolo Pozzo, presidente dell’Udinese).