Fulmini 7/12/2011, 7 dicembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111207
MIGLIORI. «I più grandi fuoriclasse della storia sono stati Pelè, Beckenbauer, Cruijff, Platini, Zidane e colui che ha reso grande il Mondiale juniores nel 1979: Maradona. Oggi per me i migliori allenatori sono Guardiola e Mourinho: due filosofie opposte. Da un lato un ex grande giocatore che ha un approccio particolare con i suoi, dall’altro un tecnico di personalità straordinaria. I migliori, ripeto» (Joseph Blatter, presidente della Fifa).
INSEGNAMENTI. «L’Avvocato, il grande Gianni Agnelli mi ha insegnato a vivere; da Boniperti ho imparato a spendere i soldi; Trapattoni, invece, mi ha insegnato ad attaccare e Prandelli…Beh, il mio amico Cesare mi ha insegnato a giocare a carte. Del resto qualcosa dovevamo pur fare nei lunghi giorni di ritiro. Capite bene che non posso non essere eternamente riconoscente al mondo Juve» (Michel Platini).
PREVISIONI. «Per me la squadra favorita per lo scudetto è il Milan. Perché viene da un campionato vinto, perché ha Ibrahimovic e tanti campioni e perché ha l’esperienza giusta per vivere senza ansia questa sfida al vertice. Tre piccoli vantaggi rispetto ai bianconeri. Ma, attenti, la Juventus è in scia» (Roberto Baggio).
OBIETTIVI. «Ho appena festeggiato i 200 gol in carriera, non saprei dire cosa mi manca nel calcio. Forse mi manca il gol più facile, appoggiare il pallone in rete ad un passo dalla linea di porta. Non mi è mai successo. E poi vorrei segnare all’Inter, l’unica grande squadra che non ho ancora bucato giocando nel Bologna» (Marco Di Vaio, capitano del Bologna).
RITORNO. «Ho ritrovato il mio gioco, non soffro più. Ho potuto allenarmi come volevo e ora ecco i risultati. E poi, chiudere con un birdie-birdie, non è male. Ho ritrovato i miei colpi, finalmente potrò tornare a divertirmi. Del resto odio non giocare i tornei più importanti, non aspetto che inizi la prossima stagione» (Tiger Woods, stella del golf).
TRASFERIMENTI. «Questo per me è un nuovo inizio. Parigi col cuore non l’ho mai lasciata. Ci tornerò con uno spirito diverso, andrò a trovare gli amici e mio fratello Mirco. Il rugby però è il mio stile di vita, da 32 anni. Io voglio giocare. Si è aperta un’opportunità con gli aironi e sono felice di poter tornare» (Mauro Bergamasco, flanker della nazionale di rugby, appena trasferito dallo Stade Francais agli Aironi).