Fulmini 1/12/2011, 1 dicembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111201
EDUCATORI. «Spesso si dice che i giocatori più giovani sono più svogliati di noi più anziani. In effetti sono cambiati i tempi. In passato le cose si conquistavano lottando sulla strada, oggi giocando con la playstation. Non è mancanza di volontà da parte dei giovani: siamo noi, sono gli educatori che devono essere abili a tirare fuori le motivazioni. Per esempio io la penso così: a maggio vorrei celebrare la Champions perché lo scudetto è solo un dovere» (Clarence Seedorf, numero 10 del Milan).
OUTING. «Non ho mai conosciuto calciatori gay, o magari si, ma senza saperlo. Io sconsiglio l’outing ai giocatori omosessuali. Potrebbe creare imbarazzi perché la convivenza professionale tra calciatori è diversa da quella tra giornalisti, impiegati o qualsiasi altro mestiere. Il mio non è un messaggio omertoso, ma non vedo la necessità di sbandierare le proprie preferenze sessuali, politiche o religiose. Un outing potrebbe essere un boomerang, si verrebbe ridotti a una macchietta» (Damiano Tommasi, presidente Associazione Italiana Calciatori).
FAME. «Il ritorno di Kimi Raikkonen in Formula 1 è una bellissima notizia secondo me. Lui è un pilota che ha una velocità innata e quando ha avuto tra le mani vetture competitive come McLaren e Ferrari ha sempre vinto. Io credo che quando ha lasciato la Formula 1 era solo un po’ stanco dell’ambiente e si è voluto allontanare per un po’, ma ora sarà affamato» (Jean Alesi, ex pilota di Formula 1).
PASSAPORTI. «Disputare la Coppa del Mondo di sci con squadre per marchi e senza restrizioni di nazionalità potrebbe essere una buona idea perché il nostro sport qualcosa deve cambiare. È bello pensare che si possono superare i confini, vedere per esempio Innerhofer al fianco di Bode Miller con la stessa tuta. Forse lo spettacolo diventerebbe più nervoso e attraente» (Alberto Tomba, tre volte olimpionico di sci).
PROGETTI. «Sono molto felice di continuare il mio lavoro con la nazionale irlandese. Ho sempre detto che io e il mio secondo Marco Tardelli crediamo con forza nel lavoro che stiamo facendo per far crescere la nostra nazionale. Siamo arrivati alla fase finale dell’Europeo per la prima volta dopo quasi dieci anni. E io non ho nessuna intenzione di smettere: il mio nuovo grande obiettivo è il Mondiale del 2014» (Giovanni Trapattoni).