Fulmini 25/11/2011, 25 novembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111125
PASTORI. «A San Gregorio Armeno, la patria dei presepi, mi hanno detto che già parlano di una nuova statuina: San De Sanctis. Mi fa un immenso piacere, mi sento ormai parte integrante di questa città e vuol dire che andrò di persona a ritirare la statuetta. Dopo la notte di Champions mi sono svegliato felice come la gente di Napoli, sono orgoglioso dell’impresa che abbiamo compiuto. E ci tengo a dire che abbiamo battuto una squadra fortissima, ma dobbiamo ancora completare l’opera» (Morgan De Sanctis, portiere del Napoli).
TRE PUNTI. «La prossima partita contro la Juventus è una partita importante, ma non parliamo di sfida-scudetto. Siamo a novembre, è ancora troppo presto. È una gara che vale tre punti come tutte le altre. Anche se dovesse andare male di certo non cancellerà quello di buono fatto finora» (Cristian Ledesma, centrocampista della Lazio).
ASPETTO. «Mi dà fastidio essere definito uno con l’aspetto del tronista. Ho visto quella trasmissione televisiva e non ci andrei mai. Mica sono un metrosexual! Guardi, ho peli dappertutto e non ci penso proprio a togliermeli. Sto attento al vestire perché sono un uomo pubblico, ma se fosse per me, andrei in giro conciato molto peggio, anche se poi mi dicono che assomiglio a Johnny Depp. Magari…» (Pablo Daniel Osvaldo, al primo anno alla Roma).
COMPORTAMENTO. «Perdendo contro la Francia abbiamo buttato nel cesso 35 mila sterline. Questo mi fa stare male. Nella testa di un rugbista c’è soprattutto il denaro. L’allenatore Johnson è una persona incredibilmente leale, attorniato dalla gente peggiore. La sua lealtà è stata la ragione della sua rovina. È stato un debole che non ha saputo governare una squadra imbelle. Una squadra in cui i senior bevono troppo facendo giochi basati sull’alcool e si ubriacano fino al punto di non ricordare nulla» (confessioni anonime di un rugbista della nazionale inglese all’ultima Coppa del Mondo).
RIENTRO. «Se Robert tornerà è perché sarà competitivo come prima e appetibile per i top team. Al momento la sensibilità della mano è ok, il problema è la forza perché i muscoli dell’avambraccio sono rimasti immobilizzati per molto tempo. Però, nell’ultimo mese, c’è stata un’accelerazione nella tabella di marcia dei sanitari» (Daniele Morelli, manager del pilota di Formula 1 Robert Kubica).