Fulmini 23/11/2011, 23 novembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111123
ARBITRI. «Quando un arbitro ti annulla ingiustamente un gol la cosa ti brucia tanto. Ricordo Inter-Rangers del 24 ottobre 1984. A fine partita l’arbitro entrò negli spogliatoi per chiedermi la maglia, ma io rifiutai: ero sdegnato, arrabbiatissimo, ero furente. Quella sera l’arbitro mi tolse la segnatura più bella della mia carriera. E io non potevo dargli la maglia» (Karl-Heinz Rumenigge).
BONUS. «Quest’anno sto segnando tanto. Mi manca solo un gol per raggiungere il bonus di 70.000 euro, ma si tratta solo di una spinta in più per far vincere la squadra. È quello che conta, non quanti gol faccio. E poi, per ora, non ho pensato a nessun altro tipo di bonus. Magari quando avremo conquistato la salvezza vediamo cosa si può riuscire a prendere…» (German Denis, alla prima stagione con l’Atalanta).
BILANCI. «La scorsa stagione è nata male, non abbiamo saputo interpretare bene il regolamento e non abbiamo osato in termini di tecnologia di progetto. Io però, ho grande fiducia nei nostri uomini, sono certo che avremo una macchina competitiva. Per quanto riguarda i piloti, con Alonso abbiamo un contratto fino al 2016, con Massa un accordo per il 2012» (Luca Cordero di Montezemolo).
PANCIA. «Non so cosa sia successo, ho semplicemente mangiato un po’ di pasta in hotel prima della partita, come faccio sempre. Poi, durante l’incontro, ho cominciato a non star bene, mi ha salvato la volontà. E all’inizio del terzo set ho chiesto una pausa per andare in bagno. Però quando giochi un’ora in cattive condizioni, il tuo corpo si stanca di più» (Rafa Nadal, numero 2 del mondo di tennis).
RITIRI. «Ho deciso sabato, da solo, dopo essermi confrontato con il mio allenatore, anche sulla base di come mi aveva visto pattinare. L’ultimo posto nella gara del giorno prima è stato solo l’ultima goccia. Certo, quella è stata una delle mie peggiori prestazioni, ma questa decisione me la portavo dietro da mesi. A volte però si cerca sempre una nuova possibilità» (Enrico Fabris, ex olimpionico di pattinaggio su pista lunga).
TATUAGGI. «Dobbiamo rispettare la cultura del Paese che ci ospita e per questo chiedo a tutti gli atleti tatuati di non recarsi più nel bagno pubblico» (Cristobal Marte, presidente della Fivb – Federazione internazionale della pallavolo).