Fulmini 11/11/2011, 11 novembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111111
PARAGONI. «A Ibrahimovic dissi “Sono più forte di te”. Ma oggi capisco che non sono ancora più forte. Poi in tanti fanno il paragone tra me e Cristiano Ronaldo. E se ne parla uno con l’esperienza di Buffon, non mi resta che lavorare. Spero sia vero: per me il portoghese, insieme a Messi, è il giocatore più forte del mondo. Io posso arrivare al top e se sarò fortunato si vedrà, ma la fortuna non dura per sempre» (Mario Balotelli).
RELAX. «Quando mio figlio appena nato stava per essere operato sono scappato dall’ospedale. Non è una cosa strana. Il dolore mio lo sopporto, anche se atroce. Ma quello su un figlio di un mese, che non puoi aiutare, è terribile. E poi dentro gli ospedali impazzisco. Ho detto a mia moglie: per qualsiasi cosa, chiama e corro. La tensione mi soffocava. E in albergo, in attesa di notizie, ho fatto la cosa che mi rilassa di più: ho giocato a playstation» (Zlatan Ibrahimovic).
RICORDI. «Premesso che non voglio intralciare il lavoro di nessuno, ma a Napoli allenerei volentieri. Ho avuto la fortuna di giocare nel miglior Napoli di tutti i tempi ed è chiaro che ho ricordi forti e piacevolissimi di quel periodo. E voglio anche dire che Mazzarri sta facendo un lavoro straordinario e gli faccio i complimenti. Non si sa mai nella vita, per me e per la mia famiglia Napoli ha rappresentato veramente tanto» (Gianfranco Zola, ex calciatore del Napoli e della Nazionale).
SPERANZE. «L’ultima volta che sono andato a controllo medico mi si è aperto un mondo davanti agli occhi. Il professore ha valutato la resistenza del tendine d’Achille infortunato, il sinistro, e mi ha detto che ora è più resistente del destro. E subito dopo, immediatamente, ho pensato che alle Olimpiadi di Londra potrò esserci. Anche perché tutta la fase post-operatoria sta andando proprio come io e i medici speravamo» (Andrew Howe, stella dell’atletica italiana).
DOLORE. «Anche in Giappone ci hanno raggiunto le immagini del disastro che si è abbattuto su Genova. In albergo non posso fare altro che guardare con orrore ogni foto e video, ma, anche se dalla mia città mi separano 13000 chilometri, il pensiero è a tutte le persone che in questi giorni hanno perso i loro cari o che hanno visto distrutto il sacrificio di una vita» (Valentina Arrighetti, nazionale italiana di pallavolo).