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 2011  novembre 05 Sabato calendario

SPORTEGOLANDO 20111105

DIALETTO. «Ho inviato subito un sms ad Antonio Cassano e appena i medici me lo hanno permesso sono andato a trovarlo. L’ho visto tranquillo, la grande paura è passata. Rideva, scherzava, camminava… Per me è come un fratello. Il Milan ha bisogno di lui, è fondamentale, lo aspettiamo a braccia aperte. Ha carattere, classe e tornerà più forte di prima. Antonio in ospedale raccontava storie, era di buon umore, ma non ci ho capito molto perché parlava barese!» (Alexandre Pato, attaccante del Milan).
JUVENTINITA’. «Ultimamente la Juventus è diventata un po’ più simpatica a tutti e la speranza è quella di tornare antipatici. In Italia è obbligatorio per vincere. Ed è obbligatorio che rimanga Del Piero. Alessandro è un campione, anche quando respira si sente un’aria di juventinità ed è sempre d’esempio per tutto lo spogliatoio. Per me è e sarà un ragazzo sempre fondamentale» (Antonio Conte, allenatore della Juve).
FRATELLINO. «Dopo l’incidente di Marco Simoncelli ho voluto parlare con Luca, il mio fratellino di 13 anni che muove i primi passi da pilota. Ne abbiamo discusso, ma Luca deve decidere da solo cosa vuole fare. Se vuole fare il pilota deve continuare. Lo sappiamo tutti che è uno sport pericoloso, ma devi andare avanti. Se un tuo amico muore in un incidente stradale in auto, che fai, non usi più la macchina?» (Valentino Rossi).
OBIETTIVI. «Negli ultimi anni l’Italia ha costruito un grande potenziale. Ora dobbiamo sfruttarlo, per essere nella posizione di poter vincere il Sei Nazione nel giro di due o tre anni. E di entrare tra le prime sei nazioni al mondo entro il 2015. Per il Sei Nazioni partiamo dal gruppo che ha partecipato al Mondiale e poi, nel corso della prossima estate, testeremo tanti ragazzi più giovani» (Jacques Brunel, nuovo allenatore della nazionale italiana di rugby).
PREVISIONI. «Secondo me Giuseppe Rossi può farcela per giocare l’Europeo, anche se i tempi di recupero per un infortunio del genere sono sempre lunghi. Per quanto riguarda Antonio Cassano non si possono affrettare i tempi e sono sicuro che sia il Milan che la Nazionale si preoccuperanno innanzitutto del recupero dell’uomo e solo dopo del giocatore» (Roberto Mancini, allenatore del Manchester City).