Fulmini 2/11/2011, 2 novembre 2011
SPORTEGOLANDO 20111102
RUMORI. «Il momento del mio infortunio è stato un po’ strano. Mi ricordo: avevo la palla sotto al destro, l’ho spostata e l’ho colpita col sinistro. Ho sentito un “clack”, non un vero e proprio “crack”. Rumore strano…Dolore quasi nulla però. Mi sono avvicinato alla panchina e con l’allenatore abbiamo deciso che era meglio uscire. Ma non per la preoccupazione per l’infortunio, solo perché la partita ormai era persa e dovevamo giocare dopo tre giorni. Solo la mattina dopo mi sono svegliato e il dolore era molto forte» (Giuseppe Rossi dopo l’infortunio al ginocchio).
SERENITA’. «Ho deciso di entrare nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle perché ero a un bivio e dentro di me è maturata la convinzione che solo con loro avrei potuto tornare a fare la nuotatrice vera. Perché non gareggiando per un anno e mezzo è normale pensare al ritiro. Poi ho telefonato al mio ex allenatore delle Fiamme Gialle. Il primo passo per ritrovare la competitività è ritrovare la serenità: e poi ho ripreso a fare 15 chilometri al giorno. Negli ultimi tempi ero scesa a quattro» (Alessia Filippi, campionessa di nuoto).
PATENTINO. «Baggio ha conosciuto il calcio ad alto livello. Questo è indubitabile. Ma fare l’allenatore richiede altre competenze, benché questo corso non sia molto più di un passaggio formale per arrivare al patentino di allenatore. Poi dovrà fare l’esame a giugno come tutti gli altri, per l’abilitazione serve almeno la sufficienza in tutte le materie e le tesi. Per esempio Allegri si laureò sulle “caratteristiche dei centrocampisti in un centrocampo a tre” mentre Mazzarri sui “ruoli e compiti dell’allenatore in seconda”» (Renzo Ulivieri, direttore della scuola di allenatori).
PUNTI DI VISTA. «Sono in grave difficoltà economiche perché c’è gente che discute su quanti milioni e miliardi di dollari vorrebbe guadagnare. Io invece ho problemi diversi: non so come pagare le bollette, non riesco a fare il pieno e a mettere abbastanza cibo in tavola» (Aaron Clark, usciere del palazzetto di Orlando dove giocano gli Orlando Magic).
DIVIETO. «I tifosi vengono allo stadio con i bambini, è logico che chiedano ai vicini di non fumare. Con la propria salute ognuno può fare ciò che vuole, ma con quella degli altri no» (Sandro Rosell, presidente del Barcellona dopo il divieto di fumo al Nou Camp).