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 2011  ottobre 26 Mercoledì calendario

SPORTEGOLANDO 20111026

INFORTUNI. «Anche nel momento dell’infortunio io ho la fortuna di chiamarmi Gattuso. Ho tutta l’assistenza possibile, rompo le scatole al medico anche alle 2 di notte, faccio attività fisica, il mio datore di lavoro mi sta vicino. Ma ci sono persone con il mio stesso problema che sono costrette a restare a letto per due mesi e non hanno i soldi per pagarsi il medico. Ne uscirò più forte di prima» (Gennaro Gattuso, infortunato al sesto nervo cranico).

LETALE. «Di Natale è un fenomeno. Un fuoriclasse che ha capacità e maturità. Lui ha tanti colpi, ma adesso che si è avvicinato di più alla porta è letale. Si trova sempre al momento giusto al posto giusto. Il campionato sta offendo un Di Natale mostruoso: per quello che sta facendo merita la Nazionale tutta la vita. E mi pare che anche l’attuale ct Cesare Prandelli si sia espresso positivamente» (Marcello Lippi).

GAVETTA. «Sono arrivato ad una panchina di serie A dopo 13 anni e cinque promozioni ma non mi sento un allenatore di serie A. Sarà un allenatore di serie A solo se ci salveremo col Siena. Forse me ne sono reso conto quando abbiamo giocato all’Olimpico: durante il riscaldamento ho sentito la curva Sud che ribolliva. Mi giro e vedo Totti che esce dal tunnel col pallone sotto braccio: un gladiatore nell’arena. Ho avuto paura» (Giuseppe Sannino, al primo anno sulla panchina del Siena).

AMBIENTAMENTO. «Roma è bellissima, comoda da vivere. E poi il Colosseo e il Vaticano sono bellezze universali. Le differenze con Buenos Aires sono poche, se non che Baires è più grande. Ma nello stile di vita, come città, sono molto simili. L’unica cosa che mi preoccupa forse sono i paragoni con Totti. A chi dice che io sono il futuro di Totti rispondo che qui Totti è Totti: è un’altra cosa» (Erik Lamela, prima stagione alla Roma).

LIVELLAMENTO. «Il campionato di Serie A è molto interessante. Quando mi hanno chiesto il mio parere sulle favorite ho indicato innanzitutto Juventus e Roma perché non hanno le coppe, mentre l’Udinese sì. E questo toglie energie. Il Milan ha dimostrato di avere una rosa competitiva, l’Inter è in ritardo, ma secondo me, sarà un campionato che si deciderà sul filo di lana. Per me il livellamento è verso l’alto, non verso il basso» (Fabio Capello, adesso ct dell’Inghilterra).